Scaglia assolto dopo il carcere. Chi gli chiede scusa?

Malagiustizia e gogna mediatica

Con diciotto condanne e sette assoluzioni si è concluso il processo di primo grado del processo per il maxiriciclaggio transnazionale da due miliardi di euro, avvenuto tra il 2003 e il 2006, attraverso un giro di false fatturazioni telefoniche. Tra i condannati Gennaro Mockbel, assolti invece Stefano Mazzitelli, ex amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, e Silvio Scaglia, già fondatore di Fastweb. Proprio Scaglia è stato 80 giorni in carcere a Rebibbia in custodia cautelare e poi quasi un anno agli arresti domiciliari. All’epoca il fatto fece molto scalpore: uno dei principali manager italiani travolto da uno scandalo internazionale; una spy story perfetta da dare in pasto ai lettori. Dopo l’assoluzione, qualcuno nei paraggi della giustizia italiana se la sente di chiedere scusa? Dopo l’assoluzione, qualcuno nei paraggi della stampa italiana se la sente di fare mea culpa per certe inchieste investigativo-finanziarie abborracciate, forcaiole, destinate a finire in una bolla di sapone alla prova dei fatti? Scaglia dopo quello scandalo fu sputtanato mediaticamente e demolito nella propria carriera e nei propri affetti. C’è di che meditare… 

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