Guida breve al nodo della cravatta perfetto

Eleganza per maschi

Non c’è niente che definisce meglio un uomo della sua cravatta. Non è solo una questione di colore e di fantasia, ma di personalità. Ma soprattutto, come diceva Oscar Wilde «una cravatta bene annodata è il primo passo serio della vita». Ci vuole un po’ di originalità per superare il “solito” nodo e allora eccovi i principali, selezionati e spiegati per voi.

Il nodo “semplice”. Il più veloce ed efficace. Ha un aspetto un filo asimmetrico e funziona con tutti i colli di camicia. Per gli inglesi si chiama “four in hand”, perché riprende lo stesso nodo che utilizzavano i cavalieri per attaccare le redini di un quattro cavalli, o di un celebre club di Londra, che si chiamava, appunto- “four in hand” . Per portarlo con classe l’ideale sarebbe di fare una piccola fossetta mentre si piega la cravatta, prima di farla risalire.

Il nodo Onassis: bello, semplice e richiede una pinza da mettere sotto al nodo, che dona l’effetto giusto. Se non si trova la “pinza Onassis”, che è molto complicata da individuare (anche perché lo stesso Onassis la cambiava), una qualsiasi può fare al caso vostro.

Il nodo Pratt. Simile al Windsor ma meno largo, è diventato popolare grazie a un celebre conduttore della televisione americano. Lo ha inventato Jerry Pratt negli anni ’80 si porta con le camicie a collo aperto, con una cravatta non troppo fine e non troppo spessa (il trucco è cominciare con la cravatta al contrario).

Il nodo all’italiana, originale e diviso in due parti. Molto italiano, non centrato e rilassato. Risulterà meno opprimente e mantiene comunque un tocco elegante.

Il nodo doppio semplice: per tutti i giorni, facile da realizzare e molto elegante. È uguale al nodo semplice (o “four in hand”) ma con un giro in più. Il suo aspetto asimmetrico permette di apparire meno contratti. Funziona con tutti i colletti di camicia ed è raccomandato per cravatte sottili.

Il nodo Windsor, ossia il nodo per eccellenza: è molto spesso, grosso e triangolare. È il nodo perfetto per le grandi occasioni, si porta bene con le camicie a collo italiano o aperte. Meglio evitare cravatte con tessuti spessi (già lo è il nodo, sarebbe troppo), meglio invece se lunghe, accompagnate da un gilet. C’è chi lo ama e chi lo odia, in molti lo disprezzano. Ma qualcuno lo trova il più bello.

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