Guide per non vedenti, l’ora dei dispositivi low cost

Guide per non vedenti, l’ora dei dispositivi low cost

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo ci sono 285 milioni di persone affette da disabilità visiva, parziale o totale. Per molte di loro affrontare un nuovo percorso a cui non sono abituate può risultare un compito arduo, se non impossibile. Al di là del bastone e del cane guida, la tecnologia può rendere questa sfida più affrontabile e a prezzi contenuti, come dimostrano dai progressi presentati nelle giornate di R&S per il supporto alla mobilità degli ipovedenti, tenutesi all’inizio di aprile nel Parco Scientifico dell’Università Carlos III di Madrid.

«La tecnologia ha la capacità di eliminare le barriere sociali e restituire alle persone i diritti che la disabilità ha loro sottratto», sostiene Pablo Revuelta, filosofo e ingegnere dell’Università Carlos III di Madrid. Revuelta ha creato Atad, una delle tecnologie presentate a Madrid e basate sulla “sonificazione”. Questo sistema trasforma i dati situazionali in segnali acustici grazie a telecamere posizionate all’altezza degli occhi per captare le immagini di ciò che è di fronte all’utente. Grazie a uno specifico algoritmo, la tecnologia converte le immagini in suoni. La persona riceve le vibrazioni per conduzione ossea, poiché i caschi che emettono i suoni poggiano sulle ossa mascellari, accanto all’orecchio per non coprire i suoni ambientali, il che sarebbe controproducente, secondo Revuelta.

L’intensità e la frequenza delle vibrazioni variano a seconda della posizione degli oggetti rispetto all’utilizzatore. Così, il sistema crea una “mappa di profondità” che consente d’identificare gli ostacoli ed evitarli, agevolando la mobilità in ambienti non familiari. Il suo funzionamento sarebbe simile a quello già incorporato in alcune automobili per aiutare gli automobilisti a parcheggiare. I primi test pratici hanno mostrato risultati promettenti, anche se Revuelta riconosce che bisogna aumentare i contrasti tra i suoni, per renderli più riconoscibili.

Un altro dispositivo presentato durante la conferenza è stato Argus, un sistema di guida mediante Gps, che svolgerebbe una funzione complementare a quella di Atad. Questa tecnologia si basa su percorsi predefiniti, come quelli turistici, che localizzano l’utente e lo guidano lungo il percorso, consentendogli di muoversi in maniera sicura con la navigazione satellitare. Argus lavora con informazioni di percorso precostituite, mentre Atad consente di affrontare ostacoli imprevisti.

Il sistema, ideato dall’ingegnere aerospaziale Rafael Olmedo, responsabile del progetto presso la società OK-System e guida della start-up innovativa Geko Navsat, assomiglia al Gps che guida un conducente sulla strada. Tuttavia, invece di dire “girare a destra” o “girare” a sinistra”, Argus comunica con l’utente attraverso suoni “binaurali”, che consentono d’individuare la posizione e la distanza dei suoni sulla base della posizione di un orecchio rispetto all’altro. In base a questa segnalazione, il dispositivo consente di costruire attraverso i suoni ricevuti una mappa mentale del modo in cui una persona progredisce, “triangolando” la sua posizione nello spazio, come se camminasse «agganciato a una virtuale corda di sicurezza tridimensionale», come spiega Olmedo.

Il dispositivo, che a prima vista appare come un ciondolo appeso dall’orecchio, è collegato a una piccola unità di posizionamento ad alta precisione e allo smartphone dell’utente, dotato di un’app web interattiva e tattile. Tramite questa interfaccia, la persona può restare in contatto con gli altri utenti del sistema per condividere strade, luoghi d’interesse, richiami attenzionali ed esperienze. Olmedo precisa che «si è pensato d’integrare il concetto di social network al dispositivo di orientamento perché la possibilità di collegamento in rete e la condivisione con un gruppo d’informazione aggiunge valore al sistema stesso e ne accresce le possibilità d’impiego».

Il progetto Argus, grazie a finanziamenti europei, collabora con aziende del Regno Unito, di Austria e Germania, del calibro di Siemens, ed è ormai prossimo alle prove conclusive. Come nel caso di Atad, i potenziali utenti sono chiamati a contribuire alla definizione del progetto secondo le loro concrete esigenze, per esplorare la possibile complementarità dei dispositivi e per renderli più comodi da indossare e da utilizzare.

X