Nella città di Renzi il Pd candida una bersaniana

Nella città di Renzi il Pd candida una bersaniana

«È cambiato tutto, era inevitabile. Prima Pontassieve non la conosceva nessuno. Adesso siamo sempre sui giornali». Monica Marini ci pensa un attimo, poi allarga le braccia orgogliosa. «Secondo me è una novità positiva, così gli italiani sapranno quanto è bello questo posto». Quarant’anni, lunghi capelli chiari, bersaniana doc. Se tutto andrà come previsto, tra poche settimane sarà il sindaco di Matteo Renzi. «Ma non mi piacciono le etichette — ci tiene a specificare — Siamo tutti dello stesso partito». Certo, la vicinanza con l’ex segretario di Bettola è inevitabile. Un legame naturale per chi ha iniziato a fare politica con i Ds. «Cuperlo invece rappresenta un percorso che non mi ha mai convinto troppo».

Sconfitta a Roma, la minoranza democrat ha conquistato la capitale del renzismo. Pontassieve, ventimila abitanti e una decina di chilometri di distanza da Firenze. Da qualche anno il presidente del Consiglio vive qui con la moglie Agnese e i tre figli. «Anche se ormai non lo vediamo tanto spesso. Con tutti gli impegni che avrà…». Assessore della giunta in carica, Monica Marini è in piena campagna elettorale. Disponibile e cortese, tra una visita al mercato e un aperitivo in piazza trova comunque il tempo per fare due chiacchiere. Aprendo le porte del settecentesco Palazzo Sansoni Trombetta, sede del municipio che si affaccia sulla piazza principale. La sua candidatura a sindaco è stata ufficializzata un paio di mesi fa, al termine di primarie tiratissime. A decidere il confronto elettorale con Samuele Fabbrini — già compagno scout e vecchio amico del — è stata una manciata di preferenze. Quindici voti di differenza su poco più di quattromila. Quasi una beffa per lo sconfitto. In città raccontano che per essere certi del risultato, quella sera gli scrutatori avrebbero contato e ricontato le schede. Inutilmente. Sportivamente la Marini smentisce le voci. «Ma no. Le abbiamo ricontate una volta sola. È normale quando lo scarto è così limitato». Le polemiche interne al partito? «Dopo qualche difficoltà iniziale, adesso l’atmosfera è più serena» sorride. Per stemperare le tensioni aveva persino offerto al suo avversario una candidatura da vicesindaco. Fabbrini ha rifiutato, ma correrà comunque da capolista con i democrat.

Il municipio di Pontassieve rende omaggio al presidente del Consiglio

Intanto sulle rive del Sieve la campagna elettorale si accende. I grillini sperano che i malumori interni al centrosinistra finiscano per premiare la loro lista. «Ci sono molti iscritti al Pd, renziani convinti, che non voteranno mai la Marini» assicura il candidato sindaco a Cinque Stelle Simone Gori. Impiegato in una nota pelletteria fiorentina, tra pochi giorni otterrà l’aspettativa per dedicarsi alla campagna elettorale. Poche illusioni. A Pontassieve difficilmente il movimento di Beppe Grillo potrà contendere al Pd la poltrona di primo cittadino. È una questione storica. La città non è mai stata amministrata dalla destra. Il centrosinistra qui vince facile, cinque anni fa la coalizione raggiunse quasi il 70 per cento. Nella “piccola Russia”, uno dei seggi più schierati della cittadina, negli anni la sinistra è arrivata a conquistare fino all’85 per cento dei voti. Gori spera di raggiungere almeno il ballottaggio. Arrivare al secondo turno nella città di Matteo Renzi per i grillini sarebbe un successo incredibile, mediaticamente parlando. E poi c’è il centrodestra. Per sostenere il candidato berlusconiano Alessandro Borgheresi qualche giorno fa era in programma una visita a Pontassieve del presidente della commissione Finanze di Montecitorio Daniele Capezzone. Quella di Forza Italia è una corsa agevolata dall’assenza del Nuovo Centrodestra di Alfano, ma senza troppe ambizioni. Alle ultime Politiche il Popolo della libertà si è fermato al 10 per cento.

Centro storico, l’ora dell’aperitivo. Tra i manifesti della sagra del cinghiale e i preparativi della caratteristica festa rinascimentale, inevitabilmente si torna a parlare del presidente del Consiglio. E delle polemiche con i bersaniani locali. Marco Mairaghi è il primo cittadino di Pontassieve da dieci anni. Un anno e mezzo fa, durante le primarie del 2012, negò a Renzi la possibilità di un comizio nel locale palazzetto dello sport. La vicenda fece ovviamente scalpore, conquistando la ribalta nazionale. Anche se in realtà la mancata autorizzazione dell’evento — poi spostato in piazza — era legata a un semplice vincolo burocratico. Per mettere a tacere le malelingue, due mesi fa il sindaco ha dedicato un pubblico omaggio all’illustre concittadino. Dalla finestra del suo ufficio in municipio penzola ancora un lungo striscione: “Matteo Renzi presidente del Consiglio. Auguri presidente”. «Renzi ha vinto le primarie, adesso è il segretario di tutti» conferma diplomatica Monica Marini. Nessuna polemica. I due si conoscono di vista, ma difficilmente il premier scenderà in piazza per sostenere la sua candidatura. «Credo che sia troppo impegnato, ma se trovasse il tempo sarei contenta. Per un comizio con lui sono pronta a cancellare immediatamente ogni impegno». 

L’abitazione del presidente del Consiglio è a pochi passi dal Comune. Una villetta come tante. Nelle settimane successive alla sua nomina a Palazzo Chigi è stata letteralmente presa d’assalto da fotografi e giornalisti. Uno dei due carabinieri che stazionano davanti al cancello ricorda ancora il trambusto di quei giorni. Passata la novità, i pochi turisti che passeggiano per Pontassieve sono tornati alle attrattive tradizionali. La torre dell’orologio, il cinquecentesco ponte mediceo sul fiume Sieve. Attraversata Porta Filicaia, si giunge nella piazza centrale. È qui, proprio di fronte al municipio, che i Cinque Stelle hanno montato alcuni gazebo. Gli attivisti grillini di Pontassieve sono una quarantina. Per avvicinare gli elettori del Partito democratico e convincerli a votare M5S, il candidato sindaco Gori ha avuto un’idea geniale. Una grande cena a pochi giorni dalle elezioni. Chi presenterà la ricevuta di votazione alle ultime primarie di centrosinistra potrà beneficiare di uno sconto di due euro. L’hanno ribattezzato il “Restitution menu”. È una smaliziata operazione di marketing politico. «Ma a dirla tutta anche un modo di prenderli un po’ per il culo» ride. 

Il restitution menu organizzato dai grillini

Incontrando i candidati in corsa per il municipio, sorprende un dato. Sono quasi tutti under-40. Chissà, forse il merito è proprio di Matteo Renzi (che qui, è bene ricordare, stravinse anche le primarie contro Pierluigi Bersani). Sicuramente a Pontassieve la politica sembra aver voltato pagina, almeno quella del registro anagrafico. Monica Marini, l’esponente del Pd sostenuta anche da una lista civica con Sel e Idv, ha quarant’anni. Stessa età per l’esponente di Forza Italia Borgheresi. Solo 33 anni per Alice Miceli, la quarta candidata in corsa, sostenuta dalla lista “Per un’altra Pontassieve a sinistra”. Lo stesso sindaco Mairaghi quando è stato eletto la prima volta aveva solo 35 anni. «Ma non parliamo di rottamazione — mette la mani avanti la democrat — Quello slogan non mi è mai piaciuto. Credo che in politica sia importante anche la formazione, non solo l’età».

Date di nascita a parte, a due settimane dalle elezioni ci si confronta sul programma elettorale. I grandi temi nazionali sono lontani, come è giusto che sia. Appena entrati in consiglio comunale, i grillini hanno promesso alcuni impegni. Una delibera per vincolare gli investimenti superiori ai 100mila euro a una consultazione popolare obbligatoria, ad esempio. Ma anche la creazione di un’assemblea — composta da 250 cittadini eletti a sorte e rappresentativi della popolazione di Pontassieve — deputata a sottoporre al sindaco le principali decisioni politiche. «Per noi è questa la vera democrazia diretta» rivendicano. «E se sarò eletto — rivela il Cinque Stelle Gori — restituirò la parte di stipendio che eccede la mia attuale busta paga». In città tiene banco la vicenda di un inceneritore che potrebbe presto entrare in funzione. E il destino di un’area ferroviaria dismessa. I grillini denunciano il rischio che qui possano sorgere alcune palazzine. Ai cittadini propongono diverse alternative: un museo per accogliere le opere non esposte agli Uffizi, un centro congressi, una struttura per ospitare le eccellenze dell’artigianato locale. In una città collegata a Firenze da pochi minuti di treno, il tema dei trasporti resta fondamentale. Per Monica Marini, assessore alle Politiche sociali, è imprescindibile una particolare attenzione al settore. «Anche se l’obiettivo più importante è colmare le distanze tra cittadini e istituzioni. Dobbiamo riconquistare la fiducia della gente, ci vuole sobrietà e disponibilità al dialogo. Ecco perché anche durante le ultime primarie non ho voluto personaggi illustri al mio fianco». Basterà per vincere al primo turno? «Io non do mai nulla per scontato — si fa seria — Ho il massimo rispetto per i miei avversari. Speriamo che la presenza di Matteo Renzi ci dia una mano».