Camusso chiede il partito unico a sinistra

Camusso chiede il partito unico a sinistra

Susanna Camusso, in un’intervista sul Corriere della Sera di oggi, cerca un dialogo con il premier Renzi: chiede, indirettamente, la creazione di un partito unico a sinistra; chiede di estendere il sistema contrattuale privato a quello pubblico; riconosce che gli 80 euro del bonus Irpef “è stata la prima cosa fatta per i lavoratori da tanto tempo”. Toni più concilianti anche su Marchionne, mentre su Landini, dopo il congresso della Cgil, non spende parole, ricordando solo che il suo antagonista nel sindacato ha ottenuto “il 12% e qualcosa” dei voti. 

Ecco alcuni estratti dell’intervista, a firma di Aldo Cazzullo. 

Il partito unico a sinistra

«(…) Dentro il voto europeo ci sono molte cose. Anche una nuova voglia di partito. Una voglia di partecipare che non si esaurisce nel voto».
Cosa intende per «nuova voglia di partito»?
«Io credo che sia il momento di pensare a un grande partito unico della sinistra che abbia come blocco sociale di riferimento il lavoro, al di là della distinzione tra ceto operaio e ceti medi che non ha più ragione di esistere. È il momento di chiudere la diaspora infinita dello 0,1%. A maggior ragione adesso che il centro, nonostante i vari tentativi di rifondarlo, non esiste più».

Il bonus Irpef

Quanto hanno contato nel successo di Renzi gli 80 euro?
«Molto. È la prima cosa fatta per i lavoratori da tanto tempo. Questo è stato il grande errore di Enrico Letta: non aver capito che non si può dire che una cosa è importante e poi non farla». 

Il contratto unico

Il governo intende impostare la riforma del lavoro sul contratto unico a tutela crescente. La convince?
«Mi convince se sostituisce le altre forme contrattuali».
Confindustria è contraria.
«Perché vorrebbe il tempo determinato per tutti. Ma così l’azienda non investe sul lavoratore; e il lavoratore penserà a trovare un altro posto, anziché investire il proprio tempo e le proprie energie sull’azienda.

I rapporti con la Fiom

Con Landini a che punto è?
«Nel congresso il documento di Landini ha preso il 12 e qualcosa per cento… A parte le battute, tutti siamo chiamati a cambiare: pure la Fiom. La stagione degli accordi separati è finita, lo sanno anche Cisl e Uil. Il primo appuntamento è il contratto dei meccanici. 

Il piano di Marchionne

E con Marchionne?
«Dopo i primi segnali positivi, ora aspettiamo la ri-normalizzazione dei rapporti, ovvero che la Fiom sia chiamata al tavolo con gli altri sindacati. Vorremmo che Marchionne fosse meno avaro di informazioni. Siamo contenti che intenda tenere l’Alfa e rilanciarla. Attendiamo di sapere quali modelli si produrranno, in quale stabilimento, tra quanto tempo».

Contratti pubblici e privati

Noi chiediamo di estendere il sistema contrattuale privato al sistema pubblico».
Sta dicendo che per la Cgil gli statali dovrebbero essere trattati come i dipendenti del settore privato?
«Sì, con le stesse regole, compresa la mobilità contrattata, compresi i premi di risultato. Si deve passare dalla legislazione perenne alla contrattazione. E si deve incidere sull’inefficienza della pubblica amministrazione e sulla complessità del sistema, che lo rende corruttibile».

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