Il record, con qualche rischio, delle Ipo in Borsa

Il record, con qualche rischio, delle Ipo in Borsa

La fuga delle imprese italiane dalla Borsa sembra un ricordo, in questi giorni: prima l’Ipo di Cerved,  il 9 giugno, poi, il 16 giugno, quelle di Fincantieri e Fineco.

La stagione d’oro delle quotazioni

Tra offerte pubbliche iniziali già concluse e quelle in arrivo, ha fatto i conti Il Sole 24 Ore, da inizio anno i capitali raccolti a Piazza Affari si apprestano a superare quota 2,8 miliardi di euro. Solo quelle di Fineco e Fincantieri dovrebbero valere circa 1,5 miliardi. Per fare un confronto, nell’intero 2013 il dato si era fermato a 1,2 miliardi euro. Considerando che il 2012 si era chiuso a 203 milioni, siamo a oltre 13 volte quel valore in un solo semestre. Di questo passo il 2014 si avvia a superare il valore record del 2007, quando il flusso di denaro portato dalle matricole fu pari a 3,5 miliardi di euro. Di certo l’obiettivo sarebbe raggiunto se andasse in porto entro l’anno la quotazione di Poste Italiane, dalla quale il governo punta a incassare (per il 40% del capitale) tra 4 e 5 miliardi di euro. 

I dati vanno però valutati con attenzione. Consob ha stimato un deflusso netto per il 2013 di quasi 120 miliardi. È quindi possibile, ha notato Marco Onado sempre sul Sole 24 Ore che anche nel 2014 le Borse continuino a rappresentare un canale per distribuire fondi, non per raccoglierli. La maggior parte delle matricole sbarcate in Borsa nel 2014, inoltre, non ha avuto buone performance. Facendo una media non ponderata, le società che si sono quotate nel 2014 hanno perso il 2 per cento. 

La quotazione di Cerved

Si è conclusa oggi, 18 giugno, alle 16, l’Ipo di Cerved Group. Le notizie non sono state delle più rassicuranti: le banche collocatrici, ha rivelato la Reuters, hanno comunicato agli investitori un restringimento della forchetta indicativa di prezzo a 5-5,25 euro, dai precedenti 5-6,5 euro. 

L’introito previsto sarà quindi nella parte bassa delle valutazioni iniziali, che oscillavano tra i 420 e i 550,2 milioni di euro e che potrebbero salire a 480-628 milioni con l’opzione “greenshoe”. Il flottante è pari al 43,1% (49,2% con il greenshoe), per una capitalizzazione societaria che dovrebbe arrivare a 975 milioni – 1,27 miliardi di euro.  

Il Cerved, noto al grande pubblico come fonte dei bilanci aziendali, è un gruppo che si occupa di indirizzare banche, manager, professionisti e consulenti nelle valutazioni di ordine finanziario e nelle strategie di business. Ha però puntato sempre di più verso una diversificazione, in attività quali il recupero crediti. 

I rischi per gli investitori, ha messo in luce Soldionline, risiedono nell’alto valore dell’avviamento e attività immateriali, che valgono 3,26 volte il patrimonio netto e potrebbero svalutarsi in caso di una riduzione improvvisa dei risultati operativi o modificazione dei mercati in cui opera il Cerved. 

La quotazione di Fineco

Alte le attese su Fineco, che dovrebbe raccogliere a Piazza Affari tra 637 e 800 milioni. In questo caso niente delusioni. Al terzo giorno di roadshow l’Ipo di Fineco ha già ricevuto domande sufficienti a coprire almeno una volta l’intero ammontare offerto. È quanto si legge in una nota inviata da una delle banche che seguono l’operazione agli investitori e che Reuters ha potuto consultare. «L’offerta è stata coperta oltre una volta, inclusa la greenshoe», si legge.

La controllata – finora al 100% – di Unicredit ha affiancato negli anni alla piattaforma online di home banking una rete di 2.500 promotori finanziari e di 315 centri finanziari. Le risorse finiranno a Unicredit assieme a una plusvalenza stimata attorno a 400 milioni. 

La forchetta di prezzo è stata fissata tra i 3,5 e i 4,4 euro per azione. Sulla base di questa indicazione Fineco è stata valorizzata tra i 2,12 e i 2,67 miliardi di euro. Il 90% delle azioni offerte sarà destinato agli investitori istituzionali e solo il restante 10% al retail. Il flottante è del 30%, quota che potrebbe salire al 34,5% qualora fosse esercitata integralmente la greenshoe. 

La quotazione di Fincantieri

Anche per Fincantieri la maggior parte delle azioni messe sul mercato, l’80%, sarà destinato agli investitori istituzionali, e solo il 20% è riservato al retail. Metterà sul mercato fino a 703,98 milioni di azioni, per un controvalore complessivo di circa 700 milioni. Il Forchetta indicativa di prezzo è stata fissata tra gli 0,78 centesimi e un euro per azione. È prevista l’assegnazione di una bonus share: chi manterrà le azioni per 12 mesi potrà avere un’azione gratuita ogni 20 azioni. 

Fincantieri è uno dei più importanti complessi cantieristici d’Europa e del mondo, controllata finora al 99,36% dall’azienda pubblica Fintecna.

Le altre matricole del 2014

Da gennaio sono una decina le Ipo a Piazza Affari, la più importante delle quali è stata quella di Anima Holding

Gennaio:

– Gruppo Green Power (valore attuale 28 milioni di euro)
– Sunshine Capital (3,2 milioni)

Febbraio:

– Anima Holding (692,55 milioni)

Marzo:

– Gala (24,87 milioni)
– Tribo Media (24 milioni)

Maggio:

– Agronomia (28 milioni)
– Ecosuntek (25 milioni)
– Energy Lab (21 milioni)
– Notorious Pictures (n.d.)

Giugno:

– Plt Energia (64,5 milioni)

Tra le altre matricole attese per l’anno ci sono Sisal, Rottapharm e Poste Italiane. Per Sisal è attesa una quotazione entro l’estate, dato che la società ha presentato il 27 maggio la domanda di ammissione in Borsa. Altre voci di quotazione hanno riguardo società del made in Italy, come Nau!, azienda di fast fashion del settore dell’occhialeria. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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