L’abbraccio tra John Kerry e Leonardo DiCaprio

L'abbraccio tra John Kerry e Leonardo DiCaprio

Il segretario di Stato Kerry e Leo DiCaprio, ieri hanno condiviso il palco a una conferenza chiamata Our Ocean — “il nostro Oceano”, una raccolta fondi sostenuta dall’Amministrazione Obama che dovrebbe permettere un grosso passo avanti nel progetto di allargare il Santuario marino nel Pacifico centrale.  Kerry, presentandolo, ha largamente elogiato DiCaprio: «È un esempio straordinario di come un artista, un attore, una persona nota usi la sua celebrità e la renda significativa per le cose che veramente contano per chi vive giorno per giorno, anziché lasciarsi cullare dagli agi. E ha usato questa celebrità per attirare l’attenzione del pubblico su questa particolare faccenda che riguarda gli oceani». 

DiCaprio ha restituito il favore, lodando gli «anni di leadership spesi per proteggere gli Oceani» del segretario Kerry. 

I due non sono nuovi a questo genere di effusioni. Durante la campagna presidenziale del 2004, quando John Kerry era candidato contro il rinnovo di mandato di George W. Bush, DiCaprio non si era trattenuto dal sostenere pubblicamente l’ormai segretario di Stato. «Questa è l’elezione più importante della mia vita, me ne sono reso conto» ha detto DiCaprio in Florida nel 2004, «nel corso dei quattro anni passati, George Bush ha preso delle decisioni sbagliate, disastrose, per quanto riguarda l’ambiente».

È passato un decennio da quel momento, un decennio in cui molte cose, si può dire quasi tutto, è cambiato, ma durante il quale la stima reciproca tra DiCaprio e Kerry non si è spostata di un millimetro. Un decennio in cui poteva non cambiare nulla e tutto deteriorarsi, perseguendo le politiche ambientali dell’amministrazione Bush. Obama, e con lui il suo gabinetto, sono stati molto criticati negli ultimi tempi, insinuando negli elettori il sospetto che la mela fosse caduta così lontana dall’albero da non vederlo più all’orizzonte. La foto che vedete qui sotto dovrebbe convincervi del contrario, se non siete persone da credere all’evidenza.