Caro direttore, nessuno in piazza contro la camorra

Caro direttore, nessuno in piazza contro la camorra

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Quella protesta dei librai contro lo strapotere di Amazon

Da libraio vorrei evidenziare che i colleghi francesi sono in stato di agitazione per la concorrenza sleale che Amazon sta facendo. Il colosso, oltre a sconti impraticabili dai librai, propone la consegna gratuita. Il governo francese si sta muovendo per costringere Amazon a modificare l’attuale regime di vendite al fine di far «sopravvivere » le librerie francesi. Forse che le scelte dei colleghi non siano solo etiche? Almeno in Francia, se ne parla. In Italia tutto tace e le librerie, come le edicole muoiono.

Luigi Bonardi, Repubblica, 10 settembre

Risarcimenti irrisori per gli innocenti arrestati

Negli Stati Uniti, una corte federale riconosce il risarcimento per ingiusta detenzione a cinque persone e l’ammontare della somma è di 41 milioni di dollari, equivalenti all’incirca a 36 milioni di euro. In Italia il disegno di legge approvato una settimana fa nel Consiglio dei ministri prevede sulla responsabilità civile dei giudici, nell’articolo 4, una copertura finanziaria di 135 mila euro per il 2014 e 540 mila euro per il 2015. Cinque persone risarcite negli Stati Uniti equivalgono, secondo chi fa le stesse leggi in Italia, a una copertura complessiva per tutti gli errori giudiziari in Italia per quindici anni. Questo dimostra che nella cultura italiana l’innocenza non esiste, chi è stato arrestato e poi assolto rimane sempre un colpevole. I dati che affermo sono riscontrabili nel sito del ministero della Giustizia. Io seguiterò sempre a battermi contro questa ingiustizia. L’inviolabilità della libertà personale è un diritto basilare, fondamentale.

Giulio Petrilli, Il Messaggero, 10 settembre

Non sul palco con un leghista: non è razzismo anche questo?

In Puglia, una cantante, per non condividere il palco con il sindaco leghista di Verona, non ha partecipato a un premio. Se lo avesse fatto con una persona di colore sarebbe stata accusata di razzismo. Avendolo fatto per non stare vicina a un leghista è razzismo?

Lettera Firmata, Corriere della Sera, 10 settembre

La Costituzione non ammette la rinuncia alle ferie

Sarà possibile regalare ferie ai colleghi con figli malati (Corriere, 5 settembre). Ricordio che tuttavia il terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione recita: «Il lavoratire ha diritto al risposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi».

Nario Scarbocci, Corriere della Sera, 10 settembre

Ucraina: ciò che succede mi ricorda il nazismo

Sulla recente grave situazione dell’Ucraina Berlusconi ha preso subito le difese del suo amico Putin contestando le sanzioni della Ue, senza però precisare cosa propone come soluzione alla grave crisi tenuto conto che il presidente russo con maldestro e pianificato comportamento cerca di annettere alla Russia parte dell’Ucraina dopo aver già di fatto conquistato la Crimea, con la scusa di difendere la popolazione di origine russa. Tutto ci fa ricordare le nefaste similitudini del regime nazista nei confronti di paesi confinanti e le conseguenti blande e tardive reazioni dei paesi occidentali di allora. 

Antonio Pesce, La Stampa, 10 settembre  

A Napoli, però, mai in piazza contro la camorra

Un quartiere napoletano è in rivolta contro gli agenti perché avrebbero sparato a un giovane che non si era fermato all’alt, uccidendolo. La manifestazione, secondo me, è comprensibile ma non giustificabile. Mi piacerebbe vedere lo stesso fervore manifestando anche quando, a colpire i cittadini o le forze dell’ordine, è la camorra come spesso è accaduto e accade.

Anna D’Alberto, Il Gazzettino, 10 settembre

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