Se esistesse davvero, il famoso “popolo della rete” più o meno sarebbe distrubuito così:
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La mappa, creata dall’Oxford Internet Institute, mostra come cambierebbe la geografia se fosse basata, per ogni Paese, sulla popolazione degli utenti del web. Il colore indica la penetrazione (ossia la “densità”) della connettività di un Paese. I dati, del 2011, sono stati forniti della Banca Mondiale.
Come si può vedere gli Stati Uniti, che pure sono iperconnessi, sarebbero di discrete dimensioni e arrivano a un dignitoso secondo posto insieme a India e Giappone. La Russia è quasi annullata, l’Europa si difende con il solito treno della Germania, mentre il vero gigante, come ormai si era capito, è la Cina, che conta mezzo miliardo di utenti connessi.
Non solo: ragionando per continenti, l’Asia sbanca alla grande. Da sola assomma gli utenti di Europa, Usa e Canada. L’America Latina, che pure mostra vistosi ritardi, se presa tutta insieme può vantare una quantità di utenti connessi pari a quella degli States. L’Africa, infine, presenta una situazione a macchia di leopardo: alcuni Paesi sono cresciuti molto, soprattutto nel nord – Algeria a parte – e si è potuto notare con le Primavere del 2011. Altri, invece, sono rimasti al livello dell’ultima ricerca, cioè al 2008.
Resta importante ricordare che, nonostante Internet sia una delle componenti essenziale della nostra vita quotidiana, solo un terzo della popolazione mondiale ha accesso alla rete. Gli altri due terzi sono del tutto tagliati fuori.