«Per noi presidi super responsabilità e mini stipendi»

«Per noi presidi super responsabilità e mini stipendi»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Repubblica 25 marzo

L’uomo ha maturato valori che vanno ben oltre le religioni e le etnie

Da ragazzo ero in seminario, obbedienza come primo valore; ogni dubbio era “tentazione del demonio”. Nel ‘71 in tre fratelli preti “lasciamo”. Emarginazione, giudizi pessimi sugli “spretati”. La nostra famiglia subì commenti ironici e sprezzanti. Nessuno di noi reagì. Contenti di avere meno privilegi, vita semplice: io ho fatto l’infermiere. Gli studi di “mistica” mi avevano convinto che si è felici solo nell’amare dando sempre, non nell’appartenere o possedere. L’umanità nei millenni ha maturato valori che vanno ben oltre le diverse religioni ed etnie. Dovremmo esigerne l’esposizione in tutte le costituzioni civili — e nei libri sacri, sfrondando violenze e visioni di altri tempi. Affermare il valore del vivere spendendosi per l’ambiente: persone, animali, cose. Lo hanno ben espresso Socrate, Budda, Cristo, Gandhi, lo stesso Maometto. Molti giovani si danno alla violenza istigati dal gruppo. A scuola si dice: i ragazzi, presi uno per uno son angeli, quando si fanno banda succede il disastro. Perché lei parla di valori occidentali? Viva Einstein esule a New York che risponde al poliziotto: «Son di razza umana». Valore sufficiente.

Giuseppe Pautasso, [email protected]

I miei ragazzi amano “I Promessi sposi” perché denunciano l’abisso dell’illegalità

«Via I Promessi Sposi da scuola »: queste le parole di Matteo Renzi. È chiaro che sotto accusa non è il romanzo di Manzoni, ma, ancora una volta, noi insegnanti, che, come Re Mida al contrario, trasformeremmo il fascino del capolavoro assoluto nella noia devastante della lettura punitiva. Mi piace contraddire questa opinione, e tradirei i miei venticinque studenti e l’alta dignità che attribuisco alla mia professione, se non lo facessi. «Ho imparato a leggere oltre le parole»; «ho imparato a non mollare se ho una passione »; «ho imparato a non fidarmi di chi dice di volermi fare del bene e poi fa solo il suo interesse»; «ho capito che corruzione e collusione sono ancora il cancro del nostro Paese». Sono alcune delle frasi scritte dai miei alunni dopo la lettura de I Promessi Sposi . Non c’è obbligo di lettura. Li leggiamo a scuola perché amiamo leggerli, per far fiorire nelle anime dei nostri ragazzi la passione per un romanzo che denuncia l’abisso dell’illegalità, il potere subdolo ed ingannevole, il desiderio ed il bisogno di giustizia e legalità. Li leggiamo perché, e su questo siamo d’accordo con Renzi, la scuola «è il luogo in cui ci giochiamo il futuro ». Qualche volta ci riusciamo, altre volte no. Ma se non ci fossero la scuola e i professori, quanti dei nostri ragazzi avrebbero l’opportunità di incontrare, in altri luoghi, in altri mondi, quel Capolavoro assoluto che li aiuta a diventare persone responsabili e pensanti, cittadini e cittadine?

Pina Arena, Catania

Corriere della Sera 25 marzo

Il mondo chiede ponti e non muri

Il Papa è davvero «pontifex», costruttore di ponti. Ma nel mondo ci sono tanti costruttori che, per interesse o per paura, erigono muri: muri reali come al confine fra Usa e Messico, in Palestina, o fra Spagna e Marocco; muri di acqua come nel Mediterraneo per fermare il flusso dei migranti. Per avere la pace e per eliminare il terrorismo occorre costruire ponti che mettano in contatto le varie parti dell’umanità: ponti di cibo e medicine, scuole e università, poli che mescolino gli individui e le culture. Papa Francesco sembra fare molto in questo senso, ma servirebbe avere cibo e medicine per tutti e abolire forze armate e spese militari. Per avere un mondo veramente civile, basterebbe un mondo fatto di ponti e non di muri.

Lorenzo Picunio, [email protected]

Meno vacanze estive e sabato a casa

Accorciare le vacanze estive sarebbe anche un’opportunità per evitare che i giovani debbano andare a scuola il sabato. Avrebbero più occasioni per stare di più con i genitori e per fare qualcosa di diverso dallo studio durante l’anno e di avere un giorno di sano riposo nella settimana: la domenica devono sempre fare i compiti.

Massimo Pietra, [email protected]

Che brutta quell’agenda Coca Cola in mano a Renzi

All’università Luiss, il premier è stato fotografato con una sgargiante agenda rossa per gli appunti, marchiata Coca Cola. Non era più appropriato l’uso di un’agenda neutra o, se mai, targata presidenza del Consiglio?

Roberto Rinaldi, Bussero (Mi)

ItaliaOggi 25 marzo

A quando l’embargo contro i tulipani?

Giunge notizia che il governo olandese non ha alcuna intenzione di pagare i danni (cinque milioni di euro tra danni diretti e d’immagine) cagionati alla Barcaccia di Roma devastata dai tifosi del Feyenoord. Bene, cioè male. Un paese con un po’ di spina dorsale , a questo punto, sospenderebbe il trattato di Schengen per i cittadini olandesi e introdurrebbe pesati dazi sull’import dei loro tulipani fino a quando la situazione non sarà chiarita. Dice: ma questo è contro l’Europa. Certo: ma è anche contro l’Europa spaccare un’opera del Bernini e non pagare i danni. Perché a tutta l’Europa appartiene. O dovrebbe appartenere, ammesso che l’Europa esista davvero.

Antonino D’Anna

La Stampa 25 marzo

Superpresidi sì, superstipendi no

Sono dirigente scolastica dal settembre 2012. Dall’anno 2013/14 dirigo l’Istituto comprensivo Cuneo-Oltrestura: 1100 studenti e 120 dipendenti, circa. Vorrei poter fare qualche precisazione in merito al nuovo profilo professionale del dirigente scolastico, il cosiddetto “superpreside”. Il disegno di legge prevede una serie di “poteri” che altro non significheranno se non un aumento delle responsabilità che già ora sono in capo al dirigente. E posso garantire che di alcuni di questi “poteri”, molti di noi ne farebbero volentieri a meno: un esempio, proprio uno di quelli che spaventa di più, la chiamata diretta degli insegnanti, oppure la decisione su quali professori meritevoli premiare. Ciò che però più mi preme sottolineare ora – dal momento che il DdL sarà sicuramente modificato – è l’informazione relativa alla nostra remunerazione. Viene sottolineato da più parti, infatti, che il nostro sarà un “lavoro faticoso (ma lo è già, lo garantisco), ma assai ben remunerato (!)”, e si citano i milioni di euro che pioveranno nelle nostre tasche a partire da… subito! Ecco, su questo punto chiedo che mi si permetta di informare i lettori: in Piemonte sono stati poco più che 200 i dirigenti scolastici immessi in ruolo nel 2012, tutti con un contratto – stipulato con l’allora direttore generale De Sanctis – che prevedeva una retribuzione media lorda di 55 mila euro. Nessuno di noi percepisce quella somma, a distanza di tre anni dalla firma del contratto: infatti, per effetto del blocco del Fondo Unico Nazionale da parte del Mef, la nostra retribuzione è di 46 mila euro: il divario esistente tra responsabilità dirigenziale e trattamento economico è evidente. E sarebbe il caso che tutti conoscessero quali sono – e quante! – le responsabilità di un dirigente scolastico. Solo gli addetti ai lavori sanno che il carico di lavoro per noi è aumentato in modo esponenziale, tanto da farci coniare l’espressione “mobbing burocratico”: trasparenza amministrativa, responsabilità contabile, erariale, della gestione previdenziale, della sicurezza degli edifici, della privacy, il problema dell’aumento del contenzioso, la titolarità delle relazioni sindacali, la contrattazione d’istituto con le Rsu, questi alcuni dei nostri “impegni”. 

Mariella Rulfi  

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