I grillini contro la M4, ma i lavori continuano: «Migliorerà Milano»

I grillini contro la M4, ma i lavori continuano: «Migliorerà Milano»

Sono 40 su 60 i cantieri della M4 già aperti, i lavori entreranno nel vivo tra un anno e il termine è previsto per il 2022. Mentre il Movimento Cinque Stelle di Milano polemizza contro la costruzione della nuova metropolitana, il comune di Milano apre le porte ai giornalisti per spiegare che i lavori in corso non danneggeranno l’ambiente e ridaranno spazi ricreativi ai cittadini.  

«La linea 5 finisce i lavori, e la 4 prenderà il testimone», così ha commentato l’assessore comunale alla Mobilità Pierfrancesco Maran durante la visita per la stampa. Con Maran, il presidente di M4 Fabio Terragni e il direttore lavori di Mm Spa, Marco Broglia. I prossimi lavori che partiranno saranno «i cantieri di Washington, Foppa e Solari, che inizieranno tra poche settimane, entro una ventina di giorni», ha spiegato Broglia durante la prima tappa della visita, la stazione di Linate, già a uno stato avanzato dei lavori, mentre il passo successivo saranno invece i lavori in centro, che partiranno a novembre.

«Aver ridotto drasticamente il traffico in centro negli ultimi anni sarà di aiuto per i cantieri», ha spiegato Maran, che sui possibili disagi dice: «Milano ha una storia nella gestione dei cantieri della metropolitana e saprà gestire al meglio i disagi, il beneficio di collegare aree così importanti vale bene qualche sacrificio».

Nel cantiere di Linate è stato completato il rustico (cioè i muri) di due gallerie, scavate con la ‘talpa’ Tbm (tunnel boring machine) e della stazione, che occupa una ‘impronta’ di 60 x 30 metri. Mancano ancora le parti non completate per non interferire con l’aeroporto durante il periodo di Expo. Il prossimo passo, a Linate, sarà quello di costruire le banchinette delle gallerie e poi procedere alla posa dei binari a ottobre. 

Le gallerie, del diametro di 6,5 metri, scorrono a 13 metri di profondità, sotto la faglia acquifera. «Quel che detta il tempo dei lavori è la realizzazione delle stazioni, che sono la parte più complicata», spiega Broglia. Le talpe, che a una velocità massima di 25 metri al giorno per 3,3 chilometri, da Linate hanno già scavato fino a Forlanini, ma non sono ancora arrivate ad Argonne, seconda tappa della visita.

Qui i lavori sono a uno stadio molto più precoce, con le macchine che, in un cantiere a cielo aperto, stanno preparando le paratie per poi passare agli scavi veri e propri da novembre. «Al momento sono state fatte le bonifiche, la rimozione degli alberi e dei sottoservizi», spiega Terragni. «Quest’area è stata al centro di molte discussioni per il taglio degli alberi», dice Broglia, «ma come promesso i due filari esterni sono rimasti intatti e non verranno toccati».