Inglese, le parole comuni inventate da scrittori

Le si usano tutti i giorni, anche fuori dai confini del regno linguistico anglosassone. Ma senza la fantasia di qualche autore non sarebbero mai esistite

Dall’oscuro pozzo della coscienza linguistica emergono parole di cui non si conosce l’origine, il significato reale, le radici. Spesso, però, la soluzione è più semplice di quanto si pensi: derivano dalla letteratura. Sono termini usatissimi, e diffusi anche nella lingua italiana.

Questa infografica ne riassume alcuni. È interessante scoprire che “nerd”, la cui origine è discusa, viene fatta risalire a uno dei libri del Dr. Seuss, del 1950, If I ran the Zoo. Indicava soltanto il nome di uno degli animali. Come poi la parola sia passata a indicare una persona studiosa e antipatica, resta uno dei misteri dell’umanità.

Un’altra parola molto usata negli scorsi anni, e ora già in decadenza, è “cyberspace”. La sua origine è databile al 1984, quando uscì Neuromance di William Gibson, e indica lo spazio in cui avviene la comunicazione tra due computer.

Pochi sanno invece che “unfriend” non è nato con Facebook, ma ha un’origine molto più antica. Risale circa al XII secolo, quando Layamon scrisse il Brut, dove appare proprio questo vocabolo. Insomma, Facebook non ha fatto nulla, se non riesumare termini di una volta. O riportarci nel medioevo.

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