Parisi candidato a Milano è la sfida di Lupi a Renzi

Sarà uno scontro al centro, con gli uomini del Ncd impegnati a comporre la lista civica a sostegno del candidato sindaco

Sarà una sfida al centro – dopo settimane a discutere di chi fosse più a sinistra di chi alle primarie dello schieramento progressista – a decidere chi diventerà il prossimo sindaco di Milano. Stefano Parisi ha annunciato che sarà lui, ufficialmente, a sfidare il renziano Giuseppe Sala per il centrodestra. E nella coalizione che lo sostiene ci saranno anche gli ex berlusconiani milanesi che sostengono tuttora il Governo di Matteo Renzi a Roma. Non solo dunque Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il simbolo di Ncd non ci sarà. Ma gli uomini di Ncd, a Milano, saranno impegnati a comporre la lista civica a sostegno del candidato sindaco, per cercare di intercettare il consenso di quel mondo moderato di centro che non vota la Lega di Matteo Salvini, non si riconosce più nel partito di Silvio Berlusconi ma neanche vuole schierarsi a sinistra. Ncd a Milano e’ soprattutto Maurizio Lupi e Roberto Formigoni. Gli uomini di punta di Cl. Avrebbero potuto essere alleati di Sala, se questi non avesse dovuto passare per l’esame delle primarie. Avrebbero potuto anche fare corsa autonoma con Corrado Passera, se Salvini non li avesse voluti. Alla fine, a Milano, hanno confermato la scelta del centrodestra.

Parisi, dicono, l’ha posta come condizione politica: si sarebbe candidato solo con un centrodestra completo, come quello con cui è stato city manager del sindaco Gabriele Albertini fra il 1997 e il 2000. E ha indirettamente rivendicato questa posizione nella nota con cui ha annunciato di aver accettato la candidatura dopo settimane di incertezza: «E’ stata una scelta difficile – ha detto il manager a capo di Chili Tv – perché implica un profondo cambiamento delle mie prospettive di vita e professionali, ma la spinta decisiva è venuta dall’aver verificato che intorno al mio nome si è coagulato il consenso di tutte le componenti dell’area che è oggi al governo della Regione Lombardia». In Regione c’è appunto Ncd.

In questa partita interna al centrodestra vince dunque Roberto Maroni, il governatore leghista che ha sempre spinto per un’alleanza inclusiva come quella con cui amministra lui, anche a costo di litigare con Salvini. Salvini ha dovuto accettare per ragioni di coalizione, ma ha ottenuto che non ci sia il simbolo del partito di Angelino Alfano e che ci sia invece un candidato vicesindaco leghista in ticket con Parisi (il nome si vedrà). Un pareggio per il segretario del Carroccio, come per Berlusconi, che dell’estate scorsa ha faticato a trovare qualcuno che gli dicesse di sì. Vince invece anche Lupi, l’ex ministro di Renzi che ha tessuto la tela fino ad oggi proprio con Maroni e Berlusconi. Non è detto che non possa essere lui il capolista della civica a sostegno di Parisi. Di certo il suo attivismo potrebbe spostare voti a Milano, minacciando non solo Sala – che avrà anche un candidato sindaco alla sua sinistra – ma anche Passera. Renzi è avvisato: una parte dei suoi alleati gli remerà contro.

Twitter: @ilbrontolo