«Dopo Mafia Capitale abbiamo risanato il Pd, a Roma vinciamo noi»

Il dem Andrea Romano non ha dubbi: «Nella Capitale il partito è in ottima salute. Nel week end si terranno le primarie. «Rischio flop? Noi coinvolgiamo i cittadini, non come le citofonarie dei Cinque Stelle. Ignazio Marino è un mio amico, voglio sperare che non si ricandidi»

«Dopo gli scandali di Mafia Capitale abbiamo rimesso in piedi un partito sofferente. Siamo gli unici ad aver fatto pulizia interna senza nascondere la polvere sotto il tappeto. Adesso il Partito democratico si candida a guidare Roma». Anche se è nato a Livorno, il deputato dem Andrea Romano conosce bene la Capitale. Professore associato di Storia contemporanea a Tor Vergata, vive in città da tanti anni. Il commissario Matteo Orfini lo ha scelto tra i suoi collaboratori. È stato nominato sub-commissario nel XIII municipio. A lui il compito di occuparsi del Pd nelle zone Aurelia e Boccea. «E insieme – racconta – stiamo gestendo come garanti la macchina delle primarie».

Onorevole Romano, dopo le inchieste di Mafia Capitale e la burrascosa interruzione del rapporto con il sindaco Marino il Pd romano sembrava destinato a sicura sconfitta. Stando ai sondaggi, però, alle amministrative siete tra i favoriti.
Evidentemente il lavoro che abbiamo fatto, e continuiamo a fare, sta pagando. Il commissariamento del Pd ha rimesso in piedi un partito sofferente. I cittadini lo hanno apprezzato. Questo ci permette di arrivare alle primarie in un buono stato di salute.

Qual è il candidato migliore per il centrosinistra?
Come sub-commissario sono al di sopra delle parti. Il nostro compito è quello di far funzionare bene il meccanismo delle primarie. Però non ho mai nascosto di sostenere Roberto Giachetti. Credo che rappresenti la candidatura più competitiva, in quella che probabilmente sarà una sfida contro i Cinque Stelle. Ma questo nel massimo rispetto di Roberto Morassut, una persona che stimo molto.

«Ignazio Marino è un mio amico da almeno dieci anni. Per questo voglio sperare che non si presenterà alle elezioni. Sarebbe una candidatura mossa solo da risentimento, e questo non fa onore alla sua vicenda politica e umana»

Per presentare il programma elettorale c’è ancora tempo. Ma secondo lei quali sono le priorità da cui partire per amministrare Roma?
Anzitutto il tema della devoluzione dei poteri dal Campidoglio verso i municipi. Se ne parla da anni, adesso credo che sia giunto il momento di riformare istituzionalmente il comune di Roma. Poi la sicurezza. Nelle periferie ormai è emergenza: sono state trascurate in modo tragico durante l’amministrazione Alemanno, ma anche la giunta Marino si è concentrata troppo sul salotto buono della città. Penso, ad esempio, al progetto sui Fori Imperiali. La terza priorità riguarda il tema degli appalti e della legalità.

Questo fine settimana i romani voteranno alle primarie di centrosinistra. La partecipazione dei cittadini dimostrerà lo stato di salute del Pd in città. Qualcuno teme un flop: nel 2013 si presentarono in 100mila, stavolta probabilmente saranno molti meno.
Il contesto è molto diverso rispetto a tre anni fa. In questo periodo è successo di tutto. Qualsiasi confronto con il passato non ha molto senso. Ha senso, semmai, confrontarsi con le altre forze politiche. Il centrodestra è riuscito a smentire il proprio candidato ufficiale. Il Movimento Cinque Stelle ha scelto la propria candidata con quelle che considero delle citofonarie: per quel risultato bastava coinvolgere gli abitanti di un conominio. Insomma l’unico partito che riesce a coinvolgere i cittadini nella scelta dei propri candidati resta il Partito democratico.

A Milano hanno fatto discuere i gruppi di cinesi che hanno partecipato al voto. A Roma probabilmente ci saranno le stesse polemiche.
Le procedure sono molto rigorose. Guardando al passato ci siamo accorti che è necessaria grande trasparenza. Però vorrei sottolineare che a Milano gli stranieri che hanno votato – e la loro presenza è un dato positivo – erano circa il 2 per cento del totale. A Roma è prevista una pre-registrazione nei giorni antecedenti il voto per i minorenni (si può votare dai sedici anni, ndr) e gli stranieri regolamente residenti. Le polemiche le lascio alle forze politiche che flirtano con la xenofobia.

«Rischio flop alle primarie? Il centrodestra ancora non ha un candidato. Il Movimento Cinque Stelle ha scelto Virginia Raggi con le citofonarie: per quel risultato bastava coinvolgere gli abitanti di un conominio»

Le primarie di centrosinistra però non sembrano aver acceso grande interesse a Roma. Ammetterà che il confronto tra i candidati è stato un po’ sottotono.
Sinceramente non ho grande nostalgia delle risse. Anche a Milano abbiamo assistito a un dibattito politico, civile. Credo che i cittadini si siano stufati di guardare politici che si azzuffano.

Siete preoccupati dalla possibile ricandidatura dell’ex sindaco Ignazio Marino?
Ignazio Marino è un mio amico da almeno dieci anni. Per questo voglio sperare che non si presenterà alle elezioni. Sarebbe una candidatura mossa solo da risentimento, e questo non fa onore alla sua vicenda politica e umana. E poi, fino a prova contraria, il Pd è ancora il suo partito. Spero non decida di candidarsi solo per far perdere il Partito democratico, cosa che peraltro non gli riuscirebbe.

Teme di più il Movimento Cinque Stelle?
Intanto conta sempre il modo con cui ci si presenta ai cittadini. Le procedure che hanno portato alla scelta del loro candidato sindaco, così restrittive e oscure, non mi sembrano un buon biglietto da visita. E poi Virginia Raggi, che punta tutto sulla purezza e la trasparenza, è subito inciampata. Vede, non c’è nulla di male ad aver lavorato in uno studio legato a Cesare Previti. L’errore è stato averlo nascosto. Senza considerare la forte sensazione che i grillini siano eterodiretti da un signore che si chiama Gianroberto Casaleggio. Credo che sia lui il vero capo occulto dei Cinque Stelle. E dico occulto perché non l’ho mai sentito prendere una posizione politica pubblicamente, alla luce del sole.

Con i Cinque Stelle siete spesso in polemica. Non condivide neppure la posizione critica verso le Olimpiadi?
Assolutamente no. Nell’opposizione alle Olimpiadi c’è tutto il senso della scommessa del Movimento Cinque Stelle sulla catastrofe italiana. Sono convinti che se l’Italia va a fondo le loro sorti politiche potranno prosperare. Una scommessa che noi contestiamo alla radice. Crediamo che l’Italia sia in grado di gestire un grande evento come i Giochi.

E poi c’è il centrodestra, diviso tra Guido Bertolaso, Francesco Storace e la candidatura indipendente di Alfio Marchini.
Intanto aspettiamo di capire chi è il loro vero candidato. Finora si sono distinti per aver silurato l’aspirante sindaco appena scelto. Il metodo c’era, le primarie. Ma tranne quelle fasulle della Lega, non avuto il coraggio di organizzarle. Quando ci sarà un candidato del centrodestra, ci confronteremo anche con lui.

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