Le sabbie mobili e il pericolo immaginario di sprofondarci fino in fondo

Possono davvero risucchiarvi fino a farvi sparire? La risposta è no. Ma qui si spiega anche perché

Nei film d’avventura è uno dei momenti topici: il personaggio finisce nelle sabbie mobili, si agita, si muove e, così facendo, sprofonda fino a scomparire. È l’incubo delle sabbie mobili, che ha avuto il suo picco nelle produzioni degli anni ’60 (appare in almeno 35 film), ma che continua a venire riproposto in tutte le salse. Tutti gli spettatori hanno acquisito una certa familiartà. Lo si trova in Lawrence d’Arabia, nel 1962, ma anche in Apocalypto (2006) e nell’ultimo episodio di Indiana Jones, del 2008 (e per uscire utilizza come fune un serpente).

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Al di là di possibili considerazioni psico-cinematografiche, il fenomeno merita una minima investigazione: è vero che si rischia di sprofondare? È vero che più ci si muove e peggio è? Secondo la Bbc, no. Lo si vede nei film, ma nella realtà le sabbie mobili sono molto meno pericolose (non che siano una passeggiata, sia chiaro). Lo dimostra la scienza.

Alcune ricerche spiegano che, nonostante la sabbia sia un composto fangoso di acqua, sabbia e sale, non è possibile affondare oltre un certo limite, e quasi mai con tutto il corpo. Da un lato dipende dalla profondità stessa della pozza di sabbie mobili (mai oltre i due metri), dall’altro dal fatto che, con il tempo, il composto tende a ristabilire la propria solidità, riportando in superficie il corpo estraneo. Per cui, se non è vero che il corpo che si agita sprofonda, è però vero che restare immobili è comunque la soluzione migliore. Da un lato perché, per muovere la gamba intrappolata, servirebbe la stessa forza per sollevare un’automobile di medie dimensioni. Dall’altro perché , per uscire, è meglio cercare di stendersi sul dorso, in attesa di tornare a galleggiare in superficie.

Resta una domanda. Perché alcune persone muoiono dopo una caduta nelle sabbie mobili? È successo, ad esempio, nel 2012, in Antigua. In quel caso, la donna rimasta intrappolata non era riuscita a liberarsi in tempo rispetto alla crescita della marea, ed è morta soffocata.

Per liberarsi, la cosa migliore è chiamare qualcuno che accorra in aiuto. Se possibile, senza servirsi di un serpente.