Vanità e arte: immagini di statue antiche che guardano lo smartphone

L’account Instagram si diverte ad accostare uno smartphone agli occhi immobili di statue e quadri: il risultato è ironico, ma mostra anche come ormai sia facile rendere tutto normale e, perciò, banale

Bastava così poco. Piazzare uno smartphone davanti agli sguardi immobili di statue e dipinti e poi, con curiosità, vedere l’effetto che fa. È una sintesi, più o meno completa, del lavoro dell’account Instagram @MoonMuseum: le antiche statue di putti, cristi morenti e madonne si trovano, all’improvviso, accostati a uno smartphone. E all’improvviso la loro espressione, scolpita (o dipinta) sui volti, prende un altro significato. Più o meno così:

L’antica smorfia di dolore, lo sguardo teso all’infinito, l’interrogativo ancestrale, di fronte al semplice schermo di uno smartphone viene ridotto all’emozione del quotidiano. La sofferenza diventa disappunto, il dubbio si trasforma in domanda, lo stupore si riqualifica come sorpresa. Il risultato è chiaro: di fronte al cellulare non c’è più grandezza.

Nonostante si tratti di un’operazione ironica, @MoonMuseum ci tiene a specificare che, in realtà, qualcosa di serio c’è. È l’unione tra arte e tecnologia, tra antico e iperattuale. Tra alto e quotidiano. Quello che ne scaturisce è qualcosa di nuovo: fa sorridere e un po’ pensare. Non troppo, però, altrimenti diventa arte a sua volta. E chissà cosa servirà per dissacrarla di nuovo.

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