La dura vita di una modella su Instagram, tra molestatori e concorrenza spietata

Le fashion blogger stanno togliendo di mezzo le modelle? Erika Albonetti, modella di professione, ci racconta come Instagram stia cambiando questo lavoro partendo dalle fondamenta: l'identità professionale

Instagram ci sta rovinando la vita. Da quando l’app è stata implementata con le “storie”, ogni immagine, video che viene caricato è solo l’apice di una complessa e controversa odissea psicologica da cui non possiamo uscire indenni, né ora né mai. Ma c’è una categoria lavorativa che, molto più di noi comuni mortali, è estremamente sensibile ai social network: quella delle modelle. Il mondo è pieno di belle ragazze, ma cosa fa la differenza tra una modella “vera” e una semplice fashion blogger che prende soldi ad ogni post che la ritrae con addosso vestiti firmati? Lo abbiamo chiesto ad Erika Albonetti, una giovane modella che sta spopolando su Instagram e che, sull’onda (gogna) mediatica del caso Weinstein, avverte lapidaria le aspiranti modelle: «non intraprendere mai questo percorso da sole, ma fatevi seguire da una persona di fiducia. Bruciarsi, altrimenti, è un attimo».

Ciao Erika, sei una giovane romagnola classe 1996, come tante altre ragazze. Come è successo che hai iniziato a fare la modella?

Dopo aver partecipato , su suggerimento di mia zia, a Miss Italia nel 2014 dove ho conquistato le finali nazionali con la fascia di Miss Romagna, sono stata incoraggiata dal mio attuale manager, Leo, a provare assieme questo percorso nella moda. Ci siamo fatti la gavetta, passo dopo passo, ma ora è diventato il nostro lavoro e sta andando molto bene.

Ho deciso di intervistarti perché ho visto che spopoli su Instagram, e vorrei proprio focalizzarmi su come i social stanno modificando questo mestiere. Secondo te, Instagram come ha cambiato questo mestiere? Dal punto di vista finanziario: ai “like” su Instagram corrisponde un vero e proprio guadagno? Penso alla Ferragni che riceve soldi dalle aziende di moda per pubblicizzare vestiti…

Instagram ha sicuramente cambiato la mia professione perché ha favorito lo spopolare delle fashion blogger che spesso vengono confuse con le modelle; anche dai brand, che invece che scattare i propri capi affidandosi a uno Shooting professionale li regalano a queste influencer in cambio di post programmati. Per fortuna però la qualità del lavoro paga sempre e le campagne pubblicitarie professionali non smetteranno mai di esistere. Dietro un like a una modella non c’è mai un guadagno, ma solo un normale apprezzamento.

Immagino che Instagram sia importante anche per altri aspetti. Ad esempio, è utile, se non necessario, per farsi notare dalle agenzie.

Questo certo, nel mio caso avere un buon portfolio su Instagram, è utile per farsi notare soprattutto da brand e potenziali clienti. Un social network non sostituirà mai un sito, che è d’obbligo mantenere aggiornato, ma nel 2017 è fondamentale e utilissimo per una modella.

Per certi versi Instagram sembra sempre più un mondo popolato da ragazze bellissime che si vestono – e svestono – in modo impeccabile. Pensi che sia giusto continuare a rifugiarci in questa realtà distorta? Non è una sorta di scappatoia dalla realtà, non sempre soddisfacente, che ci circonda?

Condivido, sta certamente alterando i rapporti interpersonali e anche le basi con cui ciascuno giudica se stesso; infatti io prima di iniziare questo lavoro non avevo Instagram, e su Facebook ero praticamente assente, lo utilizzavo solo per la chat. Non mi interessava mostrarmi sui social. Ora invece uso molto Instagram ma esclusivamente per fini professionali.

Instagram ha sicuramente cambiato la mia professione perché ha favorito lo spopolare delle fashion blogger che spesso vengono confuse con le modelle; anche dai brand, che invece che scattare i propri capi affidandosi a uno Shooting professionale li regalano a queste influencer in cambio di post programmati

Riusciresti a riassumermi brevemente, secondo te, quali sono gli effetti positivi e negativi che i social stanno avendo nel tuo lavoro?

Positivo senza dubbio la possibilità di farsi conoscere a un numero molto più elevato di persone e in particolare di addetti ai lavori. Negativo la confusione che ha creato in questa professione: ci sono ragazze che si definiscono modelle solo perché hanno fatto delle foto per la maglietta di un amico negoziante. E molte persone, guardando superficialmente, ci cascano.

Cosa ne pensi della libertà di espressione che offrono i social? Spesso sotto le foto di belle donne si trovano commenti viscidi e ripugnanti… che effetto ti fa leggere questo tipo di commenti e come dovrebbero migliorare i social network in questo senso secondo te?

Io sono assolutamente favorevole alla libertà di espressione in qualsiasi contesto, quindi anche sui social. Se sotto una mia foto trovo commenti pesanti li ignoro, se esagerano li cancello ma di certo non mi vedrete mai battibeccare su un social network . Ciò che vogliono questi individui è attenzione quindi basta non fare l’errore di concedergliene.

La Cambridge Analytica, azienda statunitense che ha lavorato alla campagna elettorale di Trump in America, ha sviluppato una strategia che utilizza i dati che lasciamo in rete quando usiamo i social network per sviluppare messaggi personalizzati da inviare al momento giusto ad ogni elettore per spingerlo a votare per il candidato con cui l’azienda lavora. Potenzialmente siamo tutti vulnerabili. A volte non percepisci la paura che il tuo corpo venga strumentalizzato a scopo finanziario o politico?

No, le mie foto hanno dei diritti di immagine ben precisi. Violarli sarebbe un reato.

Come ti schieri rispetto al nudo? Instagram e Facebook lo censurano, ma c’è chi pensa sia solo una presa di posizione ipocrita.

Mi capita di scattare progetti di nudo, per una modella è un genere importante. Per cui penso anche io sia una presa di posizione ipocrita, non è censurando un nudo artistico professionale che si combatte la volgarità. Vedo centinaia di foto volgari ogni giorno, scattate da ragazze che si ritraggono in varie situazioni e più o meno vestite, poi vedo “censure” che rovinano vere e proprie opere d’arte.

Immagino sarai spesso soggetta a proposte improbabili…

Le proposte improbabili sui social sono all’ordine del giorno, basta ignorarle e farsi una risata. Sul set invece vanno messe in conto purtroppo ma fortunatamente a me sono capitate raramente, merito anche del fatto che io sul set sono sempre accompagnata dal mio manager. Anche in questo comunque caso basta rifiutare fermamente.

Da settimane sui giornali non si parla d’altro che di molestie dopo le dichiarazioni inerenti al caso Weinstein. Secondo te certe cose succedono anche nel mondo della moda? Te o tue colleghe vi siete mai imbattute in storie di questo genere?

Collegandomi a quanto già detto si, mi è capitato ma raramente anche grazie alla presenza costante del mio manager con me. La moda non è certamente immune a questo tipo di situazioni. Ma bisogna combatterle rifiutando fermamente di scendere a compromessi e denunciando sempre l’accaduto, in modo da far crescere una consapevolezza. Non capisco invece chi accondiscende a certi meccanismi e poi molti anni dopo se ne lamenta, ognuno è figlio delle decisioni che prende.

Instagram sarà sommerso da foto di belle ragazze in lingerie o pensi che il futuro abbia in serbo qualcosa di più impegnato per questo social network?

Non penso che Instagram nasca per veicolare messaggi impegnati. Anzi penso sarà sempre peggio con il passare dei mesi, fino a quando stanchi di essere bombardati da tutte queste immagini non ci rifugeremo su un nuovo social network alla moda, con un concept differente.

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