Il Talmud non era ancora su internet, lo ha portato il fratello di Jonathan Safran Foer

Joshua Foer, a sua volta scrittore, giornalista e fondatore del sito AtlasObscura ha portato a termine un’impresa non da poco, che ha richiesto pazienza e tanta, tanta negoziazione con chi deteneva i diritti delle fonte interpretative più importanti

Prima non c’era, adesso c’è. Una piccola lacuna nella totalità di internet è stata colmata, e oggi gli appassionati lettori del Talmud potranno trovare, per la prima volta, una sua versione online. Merito del lavoro di Joshua Foer, fondatore del sito AtlasObscura ma, soprattutto, fratello di Jonathan Safran Foer, lo scrittore animalista.

In collaborazione con Brett Lockspieler, ex ingegnere di Google, è riuscito a creare un sito non profit, Sefaria, attraverso il quale ha portato il Talmud in rete. Un lavoro faticoso, sia per la mole del voume sia, soprattutto, per le negoziazioni da sostenere per rendere libere e disponibili in rete le fonti interpretative più rilevanti (che non erano di dominio pubblico). In particolare, lunga e penosa è stata la trattativa con la Koren Publishers, che deteneva i diritti delle opere di Rabbi Adin Steinsaltz, tre volumi di commento e spiegazione del Talmud considerati “seminali”.

Un processo di pubblicazione ma, soprattutto di “democratizzazione” del Talmud, opera che per secoli è rimasta celata alla conoscenza del popolo per la complessità del suo significato sia perché, in modo più semplice, era scritta in lingue inomprensibili (aramaico, anyone?).

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