Ogni anno inventiamo nuovi materiali. E questi del 2018 cambieranno il futuro

Oltre a nuove leghe durissime, ci sono quelli in grado di autoripararsi e autoingrandirsi, oltre a quello in grado di assorbire il petrolio caduto in mare

Da quando esiste, l’uomo modella i materiali della natura. Ne crea di nuovi, ne inventa, ne elabora. Non è solo il bronzo prima e l’acciaio poi. Anche nel 2018 l’uomo ha lavorato in questa direzione. E ha ne ha inventati nuovi.

Ad esempio, la “spugna di legno”, creata da un team di ricercatori guidati da Xiaoqing Wang. È un nome strano per indicare un materiale dalle proprietà straordinarie. Privato, attraverso alcuni processi chimici, dell’emicellulosa e della lignina, consiste in un corpo molliccio di cellulosa e serve a separare il petrolio dall’acqua, assorbendolo. Una risorsa efficace, visto che riesce ad assorbire circa 46 volte il suo stesso peso e può essere riutilizzato almeno 10 volte di fila. Può venire impiegata per rispondere con immediatezza alle situazioni di disastro (petroliere che si incagliano, perdite in acqua, piattaforme che saltano) che minacciano interi ecosistemi marini.

Non è ancora ai livelli della tela del ragno (finora il biomateriale più forte che esista sulla Terra), ma ci siamo quasi. La squadra guidata da Daniel Söderberg del KHT Royal Institute of Technology di Stoccolma ha fatto passi avanti nella ricerca di questo graal moderno: ha inventato il biomateriale più resistente mai prodotto. È artificiale, ma biodegradabile. È alternativo alla plastica come resistenza ma più ecologico. È fatto di nanofibre di cellulosa (estratte dal corpo del legno) e, nella sua microtessitura, è otto volte più resistente della tela di ragno.

Anche se si trova a una fase non ancora definitiva, merita di essere menzionato anche questo materiale: ha la proprietà, quasi fantascientifica, di autoripararsi. Senza stimoli esterni. È un polimero, elaborato dagli ingegneri chimici del MIT che si serve del carbonio presente nell’aria per autoripararsi, ingrandirsi e addirittura diventare più forte. Più o meno segue i principi delle piante quando devono crescere o rigenerare tessuti.

E il materiale più resistente in natura? Ci siamo quasi. Mescolando diversi tipi di metalli, gli ingegneri del Sandia National Laboratories hanno elaborato la lega delle leghe, forse la più forte di tutte. È un miscuglio di oro e platino, in grado di resistere all’usura 100 volte di più di qualsiasi tipo di acciaio. Più o meno, è come il diamante – solo che è meno forte in quanto a durezza.

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