Cosa vuol dire essere l’unico abitante rimasto a vivere in città

Sembra uno scenario da fantascienza, invece è quello che succede a Monowi, in Nebraska, dove l’84enne Elsie Eiler è l’ultima rimasta. Gestisce il bar e, essendo anche il sindaco, si dà da sola la licenza per vendere alcolici

Almeno non deve litigare con i vicini. Elsie Eiler, di 84 anni, è l’unica abitante di Monowi, un piccolo paesino del Nebraska, negli Stati Uniti. Una vita solitaria, forse, in un villaggio disperso, ma è quella che ha scelto. “ Tutti gli altri con il tempo se ne sono andati”. Alcuni sono morti, alcuni soltanto trasferiti. E così, tra le quattro case del paesino, è rimasta solo lei.

Elsie gestisce un piccolo bar per i camionisti di passaggio, “alcuni si fermano solo per bere un caffè, altri lasciano messaggi per i colleghi”. Si autorizza da sola la licenza di vendere alcolici perché “sono al tempo stesso il sindaco, il candidato, l’elettore e il consiglio comunale”.

Oltre al privilegio della solitudine, le tocca anche la responsabilità di badare alla manutenzione del paese, in cui è compresa la cura dei (pochi) edifici: la chiesa, la biblioteca, e qualche piccola casa. Ma, nonostante l’età non si sente in difficoltà. Ha la fortuna, sostiene, di “conoscere tutti” quelli che vivono nei dintorni. “Molte persone si preoccupano per me. Vengono spesso a controllare la mia situazione, si chiedono se sto bene o, soltanto, si fermano a chiacchierare”.

Per il resto, la sua vita la soddisfa. Avere un paese tutto per sé, tutto sommato, non è così male. Non c’è il problema di chi tiene la musica alta fino a tardi, per esempio. E nemmeno quello di guardarsi dai soliti pettegoli della porta accanto.

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