NeuromisteriIl caso misterioso dell’uomo che dipinge mentre dorme

Una forma stranissima di sonnambulismo: Lee Hadwin si addormenta, poi si alza e, nel sonno, comincia a produrre opere d’arte. Crescendo, è passato dai primi bozzetti a lavori più complessi e compiuti. Ma la cosa incredibile è che, nella veglia, non possiede alcun talento artistico

da Youtube

Ci sono persone che, mentre dormono, camminano o parlano. E poi c’è Lee Hadwin, artista gallese/australiano, che di notte dipinge e crea opere d’arte.

Una abitudine cominciata da quando aveva quattro anni: nel mezzo del sonno si alzava e scribacchiava qualcosa, faceva sgorbi e disegnini. Crescendo, il suo stile artistico diventava sempre più complesso (e di valore), fino a quando, durante l’adolescenza, non ha cominciato a fare disegni perfetti di Marilyn Monroe. Con gli anni ha esplorato diversi stili e materiali, passando dalla pittura alla scultura fino alle installazioni.

La cosa incredibile è che, di giorno, Lee Hadwin non conserva nessuna memoria delle sue operazioni notturne. E, soprattutto, non ha nessun talento artistico.

Secondo Penny Lewis, dell’Università di Cardiff, in genere le attività notturne incontrollate (sonnambulismo, sonniloquio) potrebbero essere spiegate con uno squilibrio del cervello in sonno: le aree razionali sarebbero addormentate, mentre il sistema limbico, che controlla le emozioni, è sveglio. Ipotizza che si tratti di “Un lascito di un’epoca in cui si dormiva in luoghi pericolosi ed era necessario mantenere una parte vigile: serviva potersi svegliare in fretta e fuggire, o reagire”.

Nel caso di Lee Hadwin, che a differenza della maggior parte dei sonnambuli si cimenta in attività artistiche, “è immaginabile che, durante il giorno, sia attivo un blocco psicologico fortissimo che gli impedisce di esprimere le sue pulsioni. Sarebbe per questo motivo che, durante la veglia, Hadwin non riesca a riconoscersi nessuna capacità artistica”.

Per fortuna, conclude, “il fatto che Lee esprima questa pulsione non commettendo atti di violenza, o altre cose sgradevoli, bensì producendo opere d’arte, è una dimostrazione meravigliosa di ciò che il suo sistema emotivo riesce a fare quando non è inibito dalle aree frontali”.

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