TohOra su Casaleggio Associati indaga il Garante della Privacy

Dopo lo scoop de Linkiesta, la risposta (contraddittoria) di Casaleggio, dopo esposti e interrogazioni parlamentari, arriva l’Indagine del Garante

Doveva succedere ed è successo. Sulle modalità di raccolta e utilizzo dei dati degli utenti Facebook da parte di Casaleggio Associati, dopo lo scoop di questo giornale, il Garante per la protezione dei dati personali sta per aprire un’istruttoria, come riferisce Politico.eu.

Sul caso della app, rilasciata nel 2013 dalla Casaleggio Associati per sostenere la campagna elettorale del movimento, molte cose non sono chiare (leggi l’articolo: “Quattro domande alla Casaleggio Associati“). Fonti dell’Authority interpellate dall’Adnkronos confermano l’avvio del procedimento: «Si tratta di un atto dovuto: come di prassi per ogni tipo di segnalazione pervenuta all’Autorità viene aperta un’istruttoria». La segnalazione, con interrogazione parlamentare, era arrivata dall’onorevole di Italia Viva Michele Anzaldi.

In una nota pubblicata dopo l’articolo di Linkiesta, la srl fondata da Gianroberto Casaleggio e attualmente presieduta dal figlio Davide ha respinto ogni accusa, precisando che “i dati raccolti nel 2013 non sono stati utilizzati dalla Casaleggio Associati per altre finalità e sono poi stati cancellati alla fine dell’iniziativa in piena sintonia con la legge, con le politiche di Facebook e con la normativa sulla privacy“.

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