La notte prima del virusAzzolina insiste col concorso straordinario per docenti ma si dimentica che c’è il Covid

I senatori di maggioranza chiedono la sospensione del bando. I sindacati vogliono la selezione dei precari tramite titoli e servizio, altrimenti decine di migliaia di professori saranno costretti a spostarsi per sostenere l’inutile e costosa prova

Afp

I bandi di concorso per essere assunti come insegnanti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, ma i dubbi che tutto fili per il verso giusto sono davvero tanti. Soprattutto per quello straordinario riservato ai precari storici che mette in palio circa 24mila posti con assunzione a partire da settembre, Il fronte che si oppone alle scelte della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è vasto e comprende non solo i sindacati della scuola ma anche diversi gruppi parlamentari. 

Gli unici rimasti a difendere Azzolina sono quelli del Movimento 5 Stelle. Perfino il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro (Sinistra italiana), si è dissociato: «Non condivido l’idea di far svolgere il concorso straordinario per l’immissione in ruolo dei docenti in un momento come questo, senza nessuna ragionevole certezza che l’evolversi della situazione possa consentire a decine di migliaia di persone di parteciparvi fra qualche mese in piena sicurezza». 

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, affiancati da Snals e Gilda, parlano la stessa lingua: «Serve una legge che dia garanzie sulla fattibilità, e deve inserirsi in un progetto complessivo. Per cambiare il modo di selezione, è necessario che il concorso straordinario si faccia per soli titoli così da garantire tempi e modi di immissione in ruolo già a settembre; il personale assunto parteciperebbe a una formazione in servizio pari a quella già prevista dalla legge. E poi sarebbe confermato in ruolo al termine, ovviamente previa prova orale selettiva. Viceversa decine di migliaia di docenti saranno costretti a spostarsi nelle diverse regioni per sostenere l’inutile e costosa prova computer based»

Anche i gruppi al Senato di Partito democratico, Liberi e Uguali e Autonomie vogliono modificare la procedura di reclutamento dei docenti precari. Il Gruppo Misto alla Camera, di cui fa parte anche il predecessore della Azzolina, Lorenzo Fioramonti, si è già fatto sentire chiedendo la sospensione del bando.

Sono circa 77mila i docenti che hanno i requisiti per partecipare a questo concorso, avendo maturato tre anni di servizio nella scuola statale negli ultimi dodici, di cui uno specifico sulla classe di concorso per la quale concorrono. I prossimi giorni potrebbero dunque essere decisivi perché il Parlamento è ancora nelle condizioni di ridefinire tempi e modalità di partecipazione al concorso straordinario. Al momento, bando alla mano, le domande si presentano dal 28 maggio al 3 luglio. 

Intanto, oltre che isolata politicamente e attaccata dai sindacati, il ministro Azzolina deve fare i conti anche con la delusione dei docenti precari esclusi dalla procedura e che si preparano a dare battaglia. Su Tecnica della Scuola, uno dei siti dedicati al mondo dell’istruzione in una lettera a firma di Giuseppe Francesco Maria Di Santo e indirizzata a tutti i parlamentari, tra l’altro si legge: «Mediante class action di decine di migliaia di lavoratori, impugnazione del bando sulla base dei seguenti punti critici: esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe».

E proprio sulla spinosa questione degli insegnanti di sostegno, il ministro Azzolina non ha tenuto fede agli impegni che aveva pubblicamente assunto. 

In una intervista a Radio Cusano del 6 settembre dello scorso anno, cioè pochi mesi prima di assumere l’incarico di ministro (10 gennaio 2020), a proposito dei docenti che frequentano il tirocinio formativo per diventare insegnanti di sostegno aveva testualmente dichiarato: «Se un docente affronta una selezione e fa un corso che dura un anno, non si capisce perché poi bisogna fargli fare altro per passare di ruolo. È come se fosse un concorso a tutti gli effetti, in cui si superano degli esami, una selezione all’ingresso, la selezione in itinere e la selezione in uscita.

Penso che abbiano tutto il diritto di essere stabilizzati al più presto – aveva aggiunto dialogando con l’intervistatore – non soltanto perché è un loro diritto ma perché gli studenti, a maggior ragione se disabili, hanno bisogno di una figura di riferimento. Cambiare insegnanti di sostegno è destabilizzante».

Nel frattempo la ministra dell’Istruzione deve aver cambiato idea perché di un passaggio diretto al ruolo dei docenti in possesso di specializzazione non vi è traccia. Anche per loro ci sarà il concorso straordinario, se posseggono i requisiti previsti per partecipare, o il concorso ordinario che però inizierà, se tutto va bene, non prima di ottobre.

Eppure l’assunzione degli oltre 14mila docenti che stanno conseguendo il titolo proprio in queste settimane avrebbe fatto comodo a una scuola che assegna più della metà delle cattedre per il supporto agli alunni disabili a insegnanti privi di una adeguata preparazione. 

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