CronoscalataIl governo va a caccia delle risorse per garantire il rimborso del bonus bici

Nessuna certezza sui fondi necessari per lo sconto del 60 per cento. Senza l’applicazione web del ministero dell’Ambiente non si può controllare lo stato dei finanziamenti. Ma la piattaforma non arriverà prima di un mese e mezzo. Il ministro Costa promette altri 70 milioni che potrebbero non bastare

(Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)

La corsa a comprare le biciclette con il “bonus mobilità” è partita in volata. Sicuramente molto più veloce di quanto si aspettassero dal governo, che nel decreto rilancio aveva stanziato 120 milioni per coprire lo sconto sulle due ruote e disincentivare il boom dell’auto privata per paura del contagio. Troppo pochi. Le notizie dell’impennata di vendite e dei magazzini vuoti che arrivano dai rivenditori dell’Ancma, l’associazione dei produttori di cicli e motocicli, hanno messo in allarme il ministero dell’Ambiente.

Con la corsa al bonus, nell’esecutivo è partita pure quella per la ricerca dei soldi sufficienti a garantire il rimborso del 60% della spesa fino a 500 euro ai tanti che in questi giorni si stanno mettendo in fila davanti ai rivenditori di bici. Anche perché l’applicazione web del ministero dell’Ambiente, che avrebbe dovuto tenere conto dei soldi spesi in tempo reale fino al limite stabilito dal decreto, ancora non c’è. Con molta probabilità non arriverà prima di un mese e mezzo. E per il momento, sulle risorse si naviga a vista.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, rispondendo al question time in Senato, ha detto di aver recuperato altri 70 milioni di euro dai fondi del ministero. Ma 190 milioni potrebbero non bastare ancora. «Chiedo al Parlamento di aiutarmi ancora di più», ha detto. Con un emendamento al decreto rilancio, si dovrebbero assicurare altri 30 milioni. Ma all’Ambiente preferirebbero uno stanziamento di 50 milioni, in modo da raddoppiare il finanziamento iniziale e stare più tranquilli.

In ogni caso, ha assicurato il ministro Costa in una riunione operativa, se a conti fatti i soldi non basteranno ancora, ci sarà un rifinanziamento nella legge di bilancio con funzione retroattiva. «Chi ha speso i soldi deve essere rimborsato», dicono. Ma il rischio è che per una bici comprata a giugno si riavranno i soldi indietro nel 2021.

La stima di Ancma è che, con una spesa media di 300-400 euro, si potrebbero coprire 350-400mila biciclette. Ma finora dati certi sugli acquisti di queste settimane non ce ne sono. E nemmeno sui soldi che si stanno spendendo nei 2.600 rivenditori di tutta Italia.

Il ministero dell’Ambiente ha chiarito che il bonus si articola in due fasi: nella prima è previsto il rimborso del 60% degli acquisti effettuati dal 4 maggio; nella seconda il cittadino paga al negoziante aderente direttamente il 40%. Sarà poi lo stesso negoziante a ricevere il rimborso del 60% con i soldi pubblici. Il tutto nei limiti delle risorse disponibili.

Per far funzionare tutto il meccanismo, il ministero aveva disposto la creazione della «applicazione web», valida sia per presentare la fattura (non lo scontrino) della spesa già effettuata, sia per ottenere il buono digitale da consegnare al rivenditore in fase di acquisto. Il problema è che al momento non esiste e non si vedrà prima di una quarantina di giorni almeno.

Il ministero dell’Ambiente ha già redatto il decreto attuativo per metterla in funzione, che ora si trova nelle mani del Tesoro e del ministero dei Trasporti. Una volta ottenuta la doppia firma, il testo tornerà al ministero dell’Ambiente, in attesa del parere (non vincolante) del Garante della Privacy.

Successivamente potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E da lì la piattaforma dovrà essere resa operativa entro 60 giorni dalla pubblicazione, accessibile tramite le credenziali Spid.

La Sogei, la società del ministero dell’Economia incaricata di sviluppare l’applicazione, ha fatto sapere che la piattaforma è pronta. E che non saranno necessari tutti i 60 giorni previsti dalla norma per renderla operativa. Ma dovranno essere effettuati stress test e controlli mirati prima di andare online, «per evitare di ripetere quello che è successo con il sito dell’Inps», spiegano fonti del ministero dell’Ambiente. Un tilt che ha portato a rivelare i dati personali di centinaia di utenti nel giorno del via libera alle domande per il bonus di 600 euro.

Un cattivo esempio che invita alla cautela. Soprattutto perché anche per il bonus bici si teme l’effetto click day, con l’assalto al sito di quanti hanno già speso centinaia di euro e temono la fine dei finanziamenti. Al ministero dell’Ambiente sono fiduciosi che in un solo giorno non si esauriranno tutti i fondi, ma senza dati certi il rischio c’è.

Più la piattaforma tarda ad arrivare, più si rischia di salire nella spesa. «Stiamo cercando di favorire una sorta di cronologia di acquisto, una prelazione, per cui chi ha acquistato il 4 maggio sarà pagato prima di chi lo ha fatto il 4 dicembre», ha detto il ministro Costa. Proprio l’ipotesi che si possa seguire un ordine cronologico ha fatto esplodere la corsa all’acquisto. Tanto che, dopo due mesi di lockdown e le richieste aumentate, da Ancma spiegano la produzione di biciclette sta persino facendo fatica a stare al passo con la domanda. Ma chi mira al bonus ha fretta di farsi fatturare la spesa per arrivare prima ed evitare di restare senza rimborso. Anche perché sia il decreto rilancio sia il ministero parlano di fondi a esaurimento.

Un cortocircuito che si potrebbe evitare se l’applicazione fosse già operativa. La piattaforma di Sogei, una volta online, dovrebbe avere un contatore in tempo reale che indica quanti soldi pubblici rimangono a disposizione di chi voglia usare lo sconto. Una volta ottenuto il buono digitale, si ha un mese di tempo per spenderlo.

Nel caso in cui il negoziante indicato dovesse alla fine caricare una fattura con una spesa minore a quella prevista, i soldi residui dovrebbero essere reimmessi in circolazione, visibili sul contatore in tempo reale. Tutto questo nella teoria. Perché il rischio nella pratica è che, quando finalmente l’applicazione entrerà in funzione, il contatore della piattaforma potrebbe azzerarsi in poche ore. Lasciando a piedi migliaia di cittadini in bici.