Ripartire con prudenzaConte: «Dati incoraggianti ma il virus non è scomparso»

Il presidente del Consiglio torna a parlare nel giorno in cui sono stati riaperti i confini tra le regioni: «Ci meritiamo il sorriso e l’allegria dopo settimane di duri sacrifici». E annuncia una serie di incontri con le parti sociali a Palazzo Chigi per gestire gli aiuti europei

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa del 26 aprile

«A distanza di circa un mese dal 4 maggio i numeri, possiamo dirlo con relativa prudenza ma con chiarezza, sono incoraggianti». A dirlo durante la conferenza stampa nel cortile di Palazzo Chigi è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

«Non si segnalano situazioni critiche su tutto il territorio nazionale. Il trend è in costante diminuzione dalla Lombardia alla Sicilia» ha ribadito il presidente del Consiglio.

«Ci meritiamo il sorriso e l’allegria dopo settimane di duri sacrifici. Ma è bene ricordarci sempre che se siamo tra i primi Paesi europei che può riavviare le attività e le condizioni di vita in sicurezza è perchè abbiamo accettato tutti insieme di modificare in maniera radicale le nostre abitudini di vita», ha proseguito Conte.

Nonostante la fine delle restrizioni, il premier ha sottolineato che «le uniche misure efficaci contro il virus sono distanziamento fisico e uso, ove necessario delle mascherine. Abbandonare queste precauzioni è una grave leggerezza».

«Dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica e sociale. Ci rendiamo conto dei ritardi – ha aggiunto il premier – ci rendiamo conto che ci stiamo confrontando con una legislazione che non era affatto pronta a erogazioni così generalizzate. Di questi ritardi ho chiesto già scusa e stiamo intervenendo per pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociali».

«Questa crisi deve essere un’occasione per superare i problemi strutturali e ridisegnare il Paese» ha poi affermato Conte.

Durante la conferenza stampa il premier ha fatto il punto anche sulle misure economiche che serviranno a rilanciare l’Italia nel post Covid-19. «Stiamo intervenendo per pagare più bonus e ammortizzatori sociali» rilanciando «gli investimenti pubblici e privati, e tagliando la burocrazia» continua Conte.

Per quanto riguarda il Mes, invece, Conte afferma: «Come ho già detto, quando avremo tutti i regolamenti lì porterò in Parlamento e con il Parlamento decideremo. Ricordo che è un prestito, vanno valutate una serie di previsioni inserite nel regolamento».

 

Per quanto riguarda il Mes invece, Conte afferma: «Come ho già detto, quando avremo tutti i regolamenti lì porterò in Parlamento e con il Parlamento decideremo. Ricordo che è un prestito, vanno valutate una serie di previsioni inserite nel regolamento».

Sul versante turismo, il premier affronta la questione delle aperture. «Ci sono alcuni Paesi che ritengono di adottare alcune misure nei confronti di Paesi con curva di contagio più elevata. Non c’e’ motivo che Paesi come Austria o Grecia adottino misure discriminatorie nei confronti dell’Italia, non vorrei pagassimo un lavoro fatto con trasparenza e severità».

E ha aggiunto: «I ministri Di Maio, Amendola, Franceschini e Speranza si stanno dando tanto da fare per non arrivare a queste decisioni che ritengo inaccettabili. Sono sicuro che convinceremo i nostri amici che non è giustificata una decisione del genere».

In merito alle concessioni a Autostrade, «il governo deciderà sulla revoca della concessione a Aspi, gli estremi ci sono», spiega Conte. «Per ora – ha detto il premier – le proposte transattive si valuteranno se sono vantaggiose»

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