Non era un modelloLa Svezia ha ammesso di avere sbagliato

In un’intervista alla radio, l’epidemiologo Anders Tegnell che ha contribuito a decidere la strategia contro il coronavirus ha detto che il Paese ha commesso degli errori, e che se si potesse tornare indietro agirebbe in maniera diversa. Il numero di decessi in rapporto alla popolazione è fra i più alti al mondo

svezia
Henrik MONTGOMERY / TT News Agency / AFP

Anders Tegnell è l’epidemiologo che ha guidato la strategia per il contrasto del Covid-19 in Svezia, paese fra i pochi ad aver rifiutato l’adozione di un lockdown totale. Risultato: un tasso di decessi di 43 persone ogni 100mila abitanti, tra i più alti al mondo, e un’economia comunque messa a dura prova dall’epidemia.

Intervistato dalla radio svedese, lo studioso ha ammesso per la prima volta, come riporta Bloomberg, che questa strategia ha portato a più morti del dovuto.

«Se andassimo incontro alla stessa malattia con le conoscenze che abbiamo oggi, credo che la nostra risposta sarebbe a metà strada fra ciò che ha fatto la Svezia e ciò che ha fatto il resto del mondo», ha dichiarato.

La decisione svedese di non istituire un controllo stringente sulle misure di distanziamento sociale ha portato paesi vicini come la Danimarca e la Norvegia a tenere chiusi i propri confini, e ha generato in questi mesi diverse critiche. Ciò nonostante, all’interno del Paese la strategia scelta aveva riscosso una buona dose di sostegno.

Non è bastato per preservare l’economia, l’intento iniziale fin dal principio: secondo la stessa ministra delle Finanze Magdalena Andersson, la Svezia sta attraversando la più grave crisi economica dalla Seconda guerra mondiale in poi, con una previsione di crollo del Pil al 7% nel 2020, in linea con il resto dei Paesi europei.

Ora, il primo ministro Stefan Lofven ha dichiarato che entro l’estate sarà avviata un’inchiesta sulla gestione dell’emergenza nel Paese. Ma naturalmente le dichiarazioni dell’epidemiologo Tegnell non sono passate inosservate. Il leader dei Democratici Svedesi Jimmie Akesson è stato fra i primi a twittare: «Per mesi le critiche sono state puntualmente respinte. La Svezia aveva fatto tutto giusto, e il resto del mondo aveva sbagliato. E adesso, all’improvviso, succede questo».

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta
Paper

Linkiesta Paper Estate 2020