L’Unione fa la forzaSarà più facile per i cittadini europei fare una class action

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo per proteggere gli utenti e dare garanzie alle imprese per evitare azioni legali abusive

A picture taken on January 27, 2020 shows a detail of a twenty euros banknote in Dortmund, western Germany. (Photo by INA FASSBENDER / AFP)

Il Parlamento e Consiglio europeo (l’organo che riunisce i ministri dei 27 governi Ue in base ai dossier da trattare) hanno trovato un accordo per favorire e tutelare il ricorso collettivo dei consumatori danneggiati da un’azienda. Dopo sei mesi di negoziato le due istituzioni hanno trovato un compromesso per proteggere i consumatori, che spesso non hanno né i mezzi né le conoscenze per rivalersi sui danni causati dalle aziende, e allo stesso tempo dare adeguate garanzie alle imprese per evitare azioni legali abusive.

I campi di applicazione delle azioni legali riguardano i settori quali la protezione dei dati, i servizi finanziari, i viaggi e il turismo, l’energia, le telecomunicazioni, l’ambiente e la salute, nonché i diritti dei passeggeri del trasporto aereo e dei treni, oltre al diritto generale dei consumatori.

La nuova legge si basa su degli elementi fondamentali: ciascuno Stato membro infatti dovrà nominare almeno un’entità qualificata (un’organizzazione o un ente pubblico) che avrà il potere e il sostegno finanziario per avviare azioni di ingiunzione e ricorso per conto di gruppi di consumatori. Mentre per quanto riguarda i criteri di designazione per le entità qualificate, le regole distinguono tra casi transfrontalieri e casi nazionali.

Per le questioni transfrontalieri, gli attori devono rispettare una serie di criteri armonizzati. Devono dimostrare 12 mesi di attività nel proteggere gli interessi dei consumatori prima della loro richiesta di essere nominati come soggetti qualificati, avere un carattere senza scopo di lucro e garantire che siano indipendenti da terzi i cui interessi economici si oppongono all’interesse del consumatore.

Per le azioni interne, gli Stati membri stabiliranno criteri adeguati coerenti con gli obiettivi della direttiva, che potrebbero essere gli stessi stabiliti per le azioni transfrontaliere. Quindi gli Stati daranno una mano ai consumatori che normalmente non riescono a ricorrere in tribunale perché costerebbe troppo. E in più Parlamento e Consiglio chiederanno alla Commissione di valutare se istituire un Mediatore europeo per i ricorsi collettivi per far fronte alle azioni rappresentative transfrontaliere a livello dell’Unione.

Il principio che guiderà queste pratiche sarà quello del “chi perde paga”, che garantisce che la parte sconfitta paghi i costi del procedimento della parte vincente. Anche per questo motivo, per evitare azioni legali abusive, i negoziatori del Parlamento hanno anche insistito sul fatto che i tribunali o le autorità amministrative possono decidere di archiviare i casi manifestamente infondati nella prima fase possibile del procedimento, conformemente alla legislazione nazionale.

«Abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra la tutela legittima degli interessi dei consumatori e la necessità di certezza del diritto per le imprese. Ciascuno Stato membro ha almeno un’entità qualificata per esercitare un rimedio, e allo stesso tempo mettere in atto garanzie contro il ricorso abusivo. L’Europa deve diventare uno scudo che protegge il popolo. Questa nuova legislazione offre nuovi diritti ai consumatori nella loro vita quotidiana e dimostra che l’Europa sta facendo la differenza» ha dichiarato il relatore Geoffroy Didier (Partito Popolare Europeo).

Il Parlamento nel suo insieme e il Consiglio dovranno ora approvare l’accordo politico. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno quindi 24 mesi per recepire la direttiva nelle rispettive legislazioni nazionali e altri sei mesi per applicarla.

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