Autorizzazioni nereIl Comune di Vicenza ha abolito la clausola antifascista per le occupazioni di suolo pubblico

Il nuovo regolamento per il canone di sfruttamento degli spazi, proposto dall’assessore di centrodestra Silvio Giovine, abolisce la norma che imponeva a chi ne facesse richiesta per attività politiche e sociali di sottoscrivere una dichiarazione di ripudio del fascismo

Pedro /Flickr.com

È stato ratificato ieri sera dal Consiglio comunale di Vicenza il nuovo regolamento per il Canone di occupazione degli spazi pubblici (Cosap) con cui viene abolita la clausola antifascista. La proposta è stata presentata dall’assessore al commercio, Silvio Giovine, della lista di centrodestra Idea Vicenza.

«Una vergogna e un brutto segnale, tanto più in un momento storico particolarmente delicato come quello che viviamo» ha commentato Achille Variati, sottosegretario all’Interno, ex Sindaco di Vicenza nel periodo in cui la clausola antifascista è stata approvata.

In pratica, la norma regolamentare imponeva a chi facesse richiesta di concessioni di spazi pubblici per attività politiche e sociali di sottoscrivere una dichiarazione di ripudio del fascismo, in nome dei valori della Costituzione italiana.

«Primi in Italia. A Vicenza non c’è più la clausola antifascista» esulta invece Silvio Giovine sui social. «Nella nostra città non ci si dovrà più dichiarare antifascisti per occupare il suolo pubblico. Approvato il nuovo regolamento Cosap con cui abbiamo sanato le tante iniquità, incongruenze e dimenticanze del testo approvato dall’amministrazione Variati» continua il post.

🔵 PRIMI IN ITALIA. A VICENZA NON C’È PIÙ LA CLAUSOLA ANTIFASCISTA!Nella nostra città non ci si dovrà più dichiarare…

Posted by Silvio Giovine on Tuesday, June 9, 2020

La decisione ha suscitato polemiche ed è stata aspramente criticata dalla segretaria provinciale del Partito democratico. «Abolire questa clausola significa riportare indietro le lancette ad un passato cupo e violento. Proprio chi dice, come fa l’Assessore Giovine, che il fascismo è roba vecchia e si fa beffe delle minoranze che chiedono un doveroso rispetto, sta consapevolmente ponendo le basi perché nuove forme di quel pensiero buio si riaffermino», ricorda Chiara Luisetto.

La clausola, spiega sul suo profilo Facebook l’ex capogruppo del Partito democratico di Vicenza Giacomo Possamai e oggi candidato al consiglio regionale del Veneto, è nata da una mozione «che abbiamo presentato insieme a Sandro Pupillo nel gennaio 2018, raccogliendo l’appello dell’ANPI Vicenza».

Negli ultimi due anni non sono mai intervenuto nel dibattito cittadino, perché non ho né ruoli istituzionali né…

Posted by Giacomo Possamai on Wednesday, June 10, 2020

«La cosiddetta clausola antifascista – ricorda infine Variati – era un modo simbolico e assieme concreto di contrastare l’onda crescente di manifestazioni e di altre forme di presenza pubblica, spesso provocatoria, da parte di soggetti e movimenti che rifiutano di condannare o rigettare il fascismo. Quei movimenti prosperano nella tolleranza che la società democratica ha anche verso gli intolleranti, e rigettano valori fondativi della nostra Costituzione e del vivere civile. Togliere ora quella clausura significa fare un passo indietro quando invece bisogna mantenere ancora più alta la guardia».

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