Ruote a terraIl mercato delle biciclette sta esaurendo le scorte

Il settore fatica a soddisfare una domanda in continua crescita, dovuta anche agli effetti della pandemia che ha reso il ciclismo l’alternativa preferita dai pendolari di tutto il mondo per evitare i trasporti pubblici

Afp

Il mezzo di trasporto preferito da milioni di persone nell’era del coronavirus si sta esaurendo. Dopo il boom di questo inizio 2020, infatti, il settore mondiale di biciclette fatica a soddisfare una domanda in continua crescita. «Molti negozi in tutto il mondo stanno esaurendo le scorte non appena vengono consegnate le nuove biciclette, lasciando vuoti i negozi e i clienti in liste di attesa per mesi» si legge in un articolo del Financial Times.

I produttori di biciclette dei mercati occidentali e i due maggiori produttori asiatici, Cina e Taiwan, si trovano alle strette da quando il ciclismo è diventato l’alternativa dei pendolari di tutto il mondo per evitare i trasporti pubblici a causa del rischio di infezione. «Al tal punto che, nei principali mercati del mondo, le vendite di biciclette hanno superato l’offerta», ha dichiarato Jay Townley, un veterano del settore bici e consulente di Human Powered Solutions, al giornale britannico.

Nella Francia da sempre amante della bici, le vendite online sono aumentate del 350% nel mese di maggio, secondo i dati di Foxintelligence, il gruppo di ricerca dei consumatori. Decathlon, la catena francese di articoli sportivi che gestisce negozi in tutto il mondo, ha affermato che molti hanno esaurito i modelli più economici lasciando «decine di migliaia» di persone in attesa. «C’è un boom del ciclismo ovunque» afferma Lee Katz, comproprietario di Turin Bicycle, che ha punti vendita a Chicago e Denver. «Sono nel settore da 55 anni e ho vissuto alti e bassi, ma non è successo nulla di simile prima», ha assicurato.

Tra i fattori che limitano l’offerta vi sono le misure di distanziamento sociale che richiedono divari tra i lavoratori e le assenze del personale dovute a malattia o autoisolamento. Queste condizioni insieme hanno frenato la produzione. Un altro motivo, invece, è che Cina e Taiwan sono stati tra i paesi che hanno sentito per primi gli effetti della pandemia, che ha provocato enormi interruzioni delle loro catene di approvvigionamento e l’arresto di fabbriche e porti. Jack Zeng, amministratore delegato della Suzhou Dynavolt Intelligent Vehicle Technology, con sede in Cina, che produce il marchio Dyna Bike, ha affermato al giornale inglese che le vendite sono aumentate di due o tre volte rispetto allo scorso anno. «Aziende come noi non vogliono davvero una crescita esplosiva», ha ammesso però Zeng. «Perché con una crescita esplosiva arriva un improvviso declino, che può essere davvero dannoso per il settore».

Per gli acquirenti statunitensi la questione è aggravata dalla disputa commerciale con la Cina che ha portato al rialzo delle tariffe sui beni importati. E mentre l’Europa importa circa la metà dei suoi cicli, gli Stati Uniti dipendono in modo predominante dalle biciclette di fabbricazione straniera. «Non possiamo compensare nulla a livello nazionale», dice Townley al Financial Times. Townley ha inoltre spiegato che il mercato delle biciclette più economiche potrebbe rimanere forte. A differenza dell’associazione ciclistica cinese che ha messo in guardia dall’eccessivo ottimismo sulla domanda estera, che prevede di essere di breve durata.

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