Corona EconomyLa disoccupazione nascosta e lo stato d’emergenza italiano

Nell’edizione di questa settimana della newsletter dedicata al mondo del lavoro: come leggere i dati con la crisi Covid, le aziende che dribblano il divieto di licenziamento, al via il cantiere sugli ammortizzatori sociali, i dossier che scottano sul tavolo del governo (non solo Autostrade) e la seconda ondata dei tagli delle imprese

(Pixabay)

LA DISOCCUPAZIONE NASCOSTA
Leggere l’andamento del mercato del lavoro, in questa crisi, è molto difficile. Se si guardano i dati ufficiali, si potrebbe dire che le cose non vanno poi così male. Anzi. Eurostat la scorsa settimana ha pubblicato i dati riferiti al primo trimestre dell’anno, secondo i quali il tasso di occupazione nell’Ue a fine marzo era al 73,3%, identico all’ultimo trimestre del 2019 e meglio del 73% dei primi tre mesi dell’anno scorso. Ma la stessa agenzia di statistica europea ha avvertito che le classiche voci su occupazione e disoccupazione, con la crisi Covid-19, «non sono sufficienti».

Ottimista a chi? Le misure prese dai governi per arginare la crisi stanno certamente influenzando le statistiche. Un’analisi della società di ricerca Oxford Economics sostiene infatti che i numeri che abbiamo a disposizione «non raccontano l’intera storia». I Google Trends di ricerca farebbero pensare invece a un futuro meno positivo dei dati ufficiali. Le ricerche online di «aiuti alla disoccupazione» hanno toccato un picco a marzo e aprile, e nella maggior parte delle economie avanzate le ricerche per «disoccupazione» e questioni legate al lavoro sono ai massimi ancora oggi.

Quelli che licenziano Tra dimissioni “volontarie”, sospensioni dello stipendio e accordi “consensuali”, L’Espresso ha raccontato come in realtà molte aziende italiane stiano aggirando lo stop ai licenziamenti stabilito per legge. E i più colpiti chi sono? Sempre loro, quelli con i contratti a termine.

 

IL PAZIENTE ITALIANO
Stato d’emergenza Martedì 14 luglio il ministro Roberto Speranza riferirà in Parlamento sul nuovo dpcm, destinato a prorogare le norme anti contagio, e di conseguenza lo smart working per dipendenti pubblici e privati. Tra le ipotesi, la possibilità di non prorogare lo stato d’emergenza nazionale fino a fine anno, ma di procedere per step e intanto estenderlo fino al 31 ottobre.

Decreto fantasma Il decreto semplificazioni approvato la scorsa settimana “salvo intese” è stato inviato alla Ragioneria dello Stato per la bollinatura. Il provvedimento è salito a 65 articoli.

Sulla fiducia Dopo la fiducia alla Camera, il decreto rilancio passa al Senato, dove – considerati i tempi stretti di conversione entro il 18 luglio – non sono previste ulteriori modifiche. Nell’ultima versione del testo, la deroga al decreto dignità sui contratti a termine resta fino al 30 agosto, fatta eccezione per quelli interrotti durante l’emergenza coronavirus che potranno avere un rinnovo di durata pari al tempo di interruzione. Insomma, il decreto dignità non viene toccato. Eppure anche l’Ocse, nell’ultimo Employment Outlook, ha raccomandato di riconsiderare i limiti sui lavoratori a tempo per evitare che la crisi si scarichi su di loro.

Manovrina Il decreto luglio – che potrebbe arrivare in realtà non prima di agosto – prevederebbe che l’azienda, su base volontaria, sceglierà se ricorrere ancora alla cassa integrazione oppure avere una riduzione sul costo del lavoro, a patto però che non licenzi il dipendente. Intanto, sarebbero almeno 2 milioni i lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione.

Cantiere ammortizzatori Si tiene oggi la prima riunione della Commissione per la riforma degli ammortizzatori sociali istituita dal ministero del Lavoro. Partono gli incontri con imprese e sindacati per mettere ordine all’attuale sistema, modificato l’ultima volta nel 2015.

 

POLITICHE ATTIVE
Parlano i navigator Qualcuno, tra i 3mila assunti un anno fa per trovare un lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza, comincia a parlare, ammettendo che la famosa fase due non sta funzionando. Il problema, dice uno di loro, è che il bacino di utenza sarebbe «più bisognoso di servizi sociali che per l’impiego».

Anpal di fuoco Intanto l’agenzia Anpal è sempre più nel caos. Il presidente Mimmo Parisi ha approvato il piano industriale della società in house, nonostante il voto contrario del consigliere Di Berardino, rappresentante delle Regioni. La ministra Catalfo in una lettera pre cda aveva invitato i consiglieri ad approvare il testo, suggerendo modifiche successive. Durissimo il commento di Di Berardino: “Modello americano non adatto alla agenzia”. Intanto nelle prossime settimane, su richiesta del Pd, sarà audita in commissione Lavoro della Camera la dg di Anpal Paola Nicastro, in aperto scontro con Parisi.

Senza garanzia La Commissione europea ha annunciato di voler rilanciare il programma Garanzia Giovani per i neet, l’Ocse raccomanda di rinvigorirlo contro la crisi Covid. Ma i risultati in Italia sono scarsissimi. Tra il 2018 e il 2019, poco più di diecimila ragazzi sono stati assunti con gli incentivi del progetto.

 

RECOVERY EUROPA Oggi il premier Conte è in Germania per un bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel in vista del consiglio europeo del 17 e 18 luglio. Il 16 luglio andrà a Parigi da Macron. Dopo Costa in Portogallo e Sanchez in Spagna, Conte ha incontrato anche l’omologo olandese Mark Rutte, che ha chiesto garanzie sulle riforme. L’Italia sarebbe pronta a rinunciare a qualche miliardo, purché il Recovery Fund non venga legato a delle condizionalità. Intanto, mentre i governi provano a trovare un accordo, Confindustria ha convinto l’omologa olandese sulla giustezza delle proposte della Commissione europea.

 

FASE DI CRISI
Autostop Martedì 14 luglio è atteso il consiglio dei ministri che dovrebbe decidere sulla revoca o meno della concessione ad Autostrade per l’Italia (anche se non è escluso uno slittamento). Aspi ha inviato al Mit una proposta che va incontro alle condizioni poste dall’esecutivo, con 3,4 miliardi di risarcimenti per il ponte di Genova. Per Pd e Italia Viva è un passo avanti, ma rimane il muro dei Cinque Stelle. Il governo sarebbe orientato alla revoca perché la precondizione per evitarla, cioè la totale estromissione di Atlantia da Aspi attraverso la vendita dell’88% a investitori pubblici e privati, non verrebbe soddisfatta. Una condizione strumentale, secondo Atlantia, per nascondere la vera volontà del governo di togliere la concessione. «Lo Stato non può essere socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime», la linea di Conte.

Acciaio debole È partito il conto alla rovescia per salvare l’Ilva di Taranto. Lo stabilimento funziona a malapena, con la produzione ai minimi. Sui negoziati tra governo e ArcelorMittal c’è un «silenzio assordante», dicono i sindacati. L’asset strategico italiano rischia di esser rimpiazzato dai concorrenti stranieri che stanno già aggredendo il mercato. Entro la fine della settimana si attende la svolta decisiva.

Annunci in cabina Il decreto rilancio stanzia ulteriori 350 milioni per l’amministrazione straordinaria di Alitalia, più altri 3 miliardi per la newco in arrivo. E nel decreto semplificazioni è stata inserita una norma che sposta a fine anno il termine per la restituzione del prestito ponte di 400 milioni ottenuto lo scorso anno. Intanto, è circolata pure l’idea di trasferire a Fs i lavoratori in esubero.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Apocalisse parte 2 Dopo la perdita dei posti di lavoro dovuta alle conseguenze del lockdown, con il declino dei consumi negli Stati Uniti si prevede la chiusura definitiva di molte aziende e una seconda grande ondata di licenziamenti, scrive Axios.

Sudore e fatica Il Times ha raccontato nei giorni scorsi lo scandalo degli sweatshop di Leicester, le «fabbriche del sudore» in cui, per 3,5 sterline l’ora, centinaia di lavoratori di origine asiatica confezionano capi d’abbigliamento per i giganti della moda. Secondo quanto riporta l’edizione domenicale, per paura di essere accusati di prendersela con i migranti, le autorità locali avrebbero lasciato gli sweatshop senza controlli.

Assassin’s Creed Dopo l’inchiesta di Libération sulle molestie e il sessismo diffusi nel colosso francese dei videogiochi Ubisoft, si sono dimessi tre dirigenti. Le molestie verbali erano talmente diffuse in azienda che venivano citate durante i colloqui di assunzione per assicurarsi che i candidati fossero pronti ad accettare un ambiente di lavoro «caratterizzato da scherzi virili, pesanti e talvolta un po’ sessisti».

Contratti smart L’industria chimica e quella farmaceutica faranno da apripista per regolare lo smart working in Italia. Federchimica e Farmindustria hanno sottoscritto il 9 luglio un accordo programmatico con i sindacati, per definire entro fine anno un nuovo rapporto di lavoro subordinato.

South Working Gli ex vertici dell’azienda palermitana Mosaicoon sono tornati in campo con Edgemony, la startup che offre formazione nel digitale per convincere le aziende, anche internazionali, a reperire team di lavoratori da remoto in Sicilia.

 

INCREDIBILE MA VERO Attraverso l’incrocio dei dati Inps, i ricercatori Andrea Albanese e Giovanni Gallo hanno dimostrato che chi viene assunto con un contratto a termine ha un salario giornaliero d’ingresso più elevato dell’11% rispetto a un altro lavoratore con le stesse caratteristiche demografiche assunto a tempo indeterminato.

 

PROMEMORIA Dopo svariati rinvii per il mancato accordo sui nomi, martedì 14 luglio è prevista alla Camera e al Senato la votazione per l’elezione di due componenti del Garante della Privacy e due componenti dell’Agcom.

 

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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