L’esperta inesperta di ConteIl conflitto di interessi a sua insaputa dell’economista Mariana Mazzucato

Su Il Sole 24 Ore, la professoressa designata a febbraio come consulente economico del governo spiega che lo Stato dovrebbe trasformarsi da “assistenzialista” a “catalizzatore”, non sapendo che è vietato dalla legge

Ted

È opportuno che il premier Giuseppe Conte sia consigliato, su aree di policy cruciali per il paese, da persone che hanno un interesse, specifico e dimostrabile, negli ambiti nei quali offrono le proprie consulenze? Ecco lo strano caso di Mariana Mazzucato (la professoressa ed economista designata a febbraio come consulente economico dal presidente del Consiglio ndr).

Su Il Sole 24 Ore, la professoressa firma oggi un editoriale in cui argomenta perché e come lo Stato dovrebbe trasformarsi da “assistenzialista” a “catalizzatore”. La cosa, in sé, non è particolarmente sorprendente: è coerente con le sue tesi precedenti e, per quanto discutibile, esprime un’opinione ovviamente legittima.

Ci sono, però, due passaggi che mi hanno colpito non per il contenuto, ma per l’autrice. Un tema, credo, di potenziale interesse anche per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) e l’Anac. Cosa scrive Mazzucato? Anzitutto che le imprese a controllo pubblico «spesso agiscono in isolamento, senza un orientamento coordinato. Questo ne riduce il potenziale sistemico complessivo, che l’attribuzione concordata di missioni con uno Stato innovatore potrebbe attivare».

Forse Mazzucato non lo sa, ma l’azione coordinata tra le imprese (aka collusione) è illegale sia ai sensi dell’art. 101 TFUE sia dell’art. 2 Legge italiana Antitrust. Nulla di male: un’intellettuale è ovviamente libera di proporre modifiche o eccezioni alle norme vigenti, se lo ritiene necessario. Ma Mazzucato non è solo una studiosa che esprime liberamente il proprio pensiero. È anche altre due cose. In primis, è consigliera di amministrazione dell’Enel Group (sebbene Il Sole 24 Ore non ne faccia menzione). Non solo: è addirittura membro del Comitato Parti Correlate, quindi dovrebbe essere assai cauta nel sollecitare intese con terzi!

Domanda all’Antitrust e all’Anac: è opportuno che una consigliera di amministrazione di un’azienda privata (ancorché a controllo pubblico) chieda al Governo di incoraggiare pratiche collusive tra le partecipate dello Stato?

Il secondo passaggio è ancora più preoccupante, per varie ragioni distinte. Eccolo: «Con il Governo italiano stiamo cercando di implementare un’applicazione di questo approccio sui temi della trasformazione digitale e della transizione ecologica». Giova ricordare che l’azienda di cui Mazzucato è consigliera, cioè l’Enel, ha ovvi e legittimi interessi sia nella trasformazione digitale sia nella transizione ecologica.

Domanda 2: cosa intende precisamente Mazzucato quando dice che “stiamo lavorando” con il Governo? Sul sito di Palazzo Chigi non risulta alcun incarico, tranne la partecipazione alla Task Force sulla Fase 2 coordinata da Vittorio Colao. Incidentalmente, tale Task Force ha prodotto un rapporto che Mazzucato si è rifiutata di firmare. In realtà, gli organi di stampa avevano parlato tempo fa di un ruolo di Mazzucato come consigliera economica di Giuseppe Conte funzione nella quale sarebbe stato coinvolto anche Gunter Pauli del quale, però, si sono perse le tracce.

Domanda 3: è consapevole Giuseppe Conte del potenziale conflitto di interesse che investe la sua consigliera, la quale non fa mistero che l’oggetto della consulenza (?) si sovrappone agli interessi dell’azienda di cui è membro cda?

Infine, domanda 4 per Luigi Di Maio, Vito Crimi e gli altri caporioni del Movimento 5 Stelle (a cui Mazzucato è considerata vicina): poiché il Movimento dice da sempre di voler contrastare i conflitti di interessi, come ritiene di giustificare questa situazione? Troppo spesso, le aziende a controllo pubblico sono considerate “pezzi di Stato” e si ignorano i conflitti di interesse che possono caratterizzarle. Questa è la principale ragione per cui vanno privatizzate, separando la proprietà dalle funzioni di controllo e regolazione.

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