Umanesimo 4.0Per ripartire non basta l’economia circolare, occorre mettere l’uomo al centro di tutto

Focalizzati sulla pandemia abbiamo perso di vista le nostre responsabilità. Per risollevare le sorti globali c’è però bisogno di una ri-evoluzione delle coscienze che generi una ri-evoluzione dei comportamenti, individuali e sociali, che portino a una ri-evoluzione globale

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«C’è gente che soffre. C’è gente che sta morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E voi non siete capaci di parlare d’altro che di soldi e di favoleggiare un’eterna crescita economica. Come osate!»

Ricordate queste parole? E come potreste, questi ultimi mesi sono stati più densi di un secolo e proprio un secolo sembra passato da quando Greta Thunberg le ha pronunciate all’Onu. Era solo l’autunno dell’anno scorso. Di quel 2019 così lontano dal nostro presente e così focalizzato su argomenti fondamentali che purtroppo abbiamo relegato a un ruolo di secondo piano, su uno sfondo che rischia di impallidire e sfocarsi verso un veloce quanto probabile oblio.

Nel frattempo, all’interno del circolo polare artico si sono toccati nuovi record assoluti di caldo. Per esempio, i 38 gradi Celsius registrati nella regione russa della Siberia. Il Guardian ritiene che l’ondata di caldo artica è la manifestazione più evidente della tendenza al riscaldamento globale, non potrebbe esserci un segnale più chiaro di questo circa la necessità di agire subito. Oltretutto, avverte, avrà anche l’effetto immediato di alimentare gli incendi.

La Siberia e il circolo polare artico in generale, in precedenza hanno già sperimentato altri mesi di giugno relativamente caldi. Ciò che è preoccupante –  spiega il direttore di Copernicus Climate Change Service (C3S) di Ecmwf –  è che l’Artico si sta riscaldando più velocemente del resto del mondo. Inoltre, l’umidità del suolo inferiore alla media è stata un fattore che ha contribuito all’aumento dell’attività degli incendi, concentrata principalmente nell’estremo nord-est della Siberia. Sia il numero sia l’intensità hanno portato alle emissioni stimate più elevate negli ultimi 18 anni: in giugno, sono stati rilasciati nell’atmosfera un totale di 59 megatonnellate di CO2, un dato superiore al totale di giugno dell’anno scorso che si attestava a 53 megatonnellate.

Se la Siberia spicca come la regione dove si sono verificate le anomalie più importanti, anche l’Europa ha registrato temperature ben al di sopra della media a nord rendendo in generale per il nostro continente, giugno 2020 il secondo mese di giugno più caldo di sempre.

Il 2020 ci ha costretti a fare i conti con le nostre fragilità, umane e sociali. Ci ha messo brutalmente di fronte a quel senso di caducità che negli scorsi decenni avevamo sfrontatamente relegato nel sottoscala delle nostre coscienze. Dimentichi dei nostri doveri ci siamo abbandonati allegramente allo sperpero e alla spoliazione delle nostre risorse credendo, sulla scorta di chissà quale fondamento, che esse fossero infinite, o peggio, infischiandocene. In queste settimane abbiamo imparato forzatamente a capire che la nostra salute, le nostre prospettive, il nostro futuro e la nostra vita stessa, dipendono dall’altro, dai comportamenti degli altri. 

Allo stesso modo gli altri dipendono da noi, dai nostri comportamenti. Siamo stati chiamati alla responsabilità sociale e l’esercizio con cui abbiamo completato questo nostro apprendimento è stato chiamato distanziamento sociale.

E cosa altro è se non la rappresentazione plastica delle infinite interconnessioni visibili e invisibili che reggono e sottintendono l’esistenza tutta?

“Tanto dai, tanto ricevi”: una regola di vita banale di cui, però, troppo spesso ci siamo dimenticati. Se ne è dimenticata l’umanità intera, verrebbe da dire, un’amnesia collettiva che ci riporta alla necessità di ripensare il nostro modello economico e sociale.

Affinché i riflettori non si spengano definitivamente, dobbiamo assumerci tutte le nostre responsabilità consapevoli che l’economia circolare non basta: occorre un’altra dimensione, quella della persona, che dovrà essere al centro di tutto. La persona è l’asse che aggiunge alla circolarità la terza dimensione che evolve il sistema e lo rende Sferico quindi solido, armonioso, equilibrato e contemporaneo dove la gratitudine rappresenta l’energia vitale.

Sono convinto che per risolvere le difficili circostanze in cui l’intera umanità versa, aggravate anche da questo fattore invisibile che dobbiamo imparare a conoscere e dal quale scientificamente ci dobbiamo proteggere, serva una ri-evoluzione delle coscienze che generi una ri-evoluzione dei comportamenti, individuali e sociali, che portino a una ri-evoluzione globale.