Volare con NanniciniLa nuova associazione politica per risollevare l’area progressista italiana

Il parlamentare del Pd spiega che l’iniziativa «sarà uno spazio libero dove ci saranno da esibire idee, non muscoli e dove costruire tutti insieme battaglie e campagne intorno a proposte di natura democratica»

«Volare, ma con i piedi ben piantati a terra». È questo in estrema sintesi il manifesto di “Volare – il futuro oggi”, la nuova associazione politica nata dall’unione d’intenti dei parlamentari Tommaso Nannicini (Partito democratico), Chiara Gribaudo (Pd), la sindacalista Titti Di Salvo, Valeria Fedeli (Pd) e Lisa Noja (Italia Viva). Tra i promotori ci sono anche Maurizio Del Conte (ordinario della Bocconi), gli economisti Federica Roccisano, Massimiliano Onorato e Fadi Hassan, Giovanni Lattanzi, Geri Ballo, Efisio De Muru e tanti altri. La presentazione è stata ieri 27 luglio.

«Volare sarà uno spazio libero dove ci saranno da esibire idee, non muscoli. Un spazio dove costruire tutti insieme battaglie e campagne intorno a proposte concrete di natura democratica e progressista» spiega a Linkiesta Tommaso Nannicini. «Il nostro obiettivo è intercettare la voglia di politica degli italiani, e non solo della classe politica, che buona parte del centro sinistra non riesce più a fare».

Non c’è la volontà di sostituirsi ai partiti, né di vivere all’interno di essi. L’attività di Volare sarà di tipo ancillare: una fucina di idee e proposte, dove il dibattito servirà anche a risvegliare un’identità democratica e progressista che sta svanendo dai principali attori istituzionali. «Faranno parte di questa nuova realtà sia persone dentro il centro sinistra, anche se di partiti o collocazioni diverse, sia persone che vivono la politica, nei sindacati o nelle università, con una matrice progressista. Il nostro vuole essere uno strumento complementare» continua Nannicini.

Un altro punto importante della costituzione di Volare sono le battaglie da intraprendere. «Chiare e martellanti», che siano in grado di costruire consenso sulla base del «perché sono da considerarsi battaglie così cruciali in questi tempi, lanciando una guerriglia delle idee insieme ad altre realtà, per dirla con Giuliano Da Empoli, una guerriglia riformista ed europeista», dice ancora Nannicini.

La ricerca di un consenso informato, quindi, che inizierà con il tema del lavoro, per poi spostarsi verso quelli dell’immigrazione, del welfare e dell’ambiente. «Stiamo lavorando per costruire una proposta che possa cancellare i decreti Salvini sostituendoli con un approccio alternativo, e proponiamo una lettura attuale del lavoro che superi una visione ormai rilegata al Novecento. Le nostre campagne metteranno al centro la formazione permanente e la garanzia del reddito per tutti i lavoratori: uno statuto universale per dipendenti e autonomi. Accompagnato da una riforma del welfare che tuteli i disoccupati, le lavoratrici e chi si trova irretito tra le maglie del lavoro sommerso».

Il perché di questa nuova iniziativa? «I partiti di centro sinistra non riescono a intraprendere, con coraggio e immaginazione, questa battaglia delle idee. La nostra speranza è di dare uno stimolo a una crisi della politica che viene da lontano, dagli anni ’90. E che non è possibile risolvere in un giorno: il cambiamento nei partiti, fondamentale per ritrovare una funzione di mediazione tra società e istituzioni, nasce anche da tutto quello che c’è fuori. Ovvero anche da Volare» aggiunge Nannicini.

Quanto alle sfide che il futuro riserva sul versante dei diritti e dei doveri della politica e dei player a essa collegati, Nannicini svela un progetto ambizioso: «A settembre lanceremo una campagna per un’autorità pubblica che regoli la democrazia digitale all’interno dei partiti per attuare finalmente la nostra Costituzione. Se mi passa una battuta, c’è da nazionalizzare anche la piattaforma Rousseau. Perché se l’acqua è un bene pubblico, anche la democrazia interna dei partiti lo deve essere. E queste piattaforme digitali, che permettono di stabilire i poteri interni, incidono sulla vita dei cittadini, sono anch’esse un bene pubblico. E per questo è giusto che venga istituita un’autorità pubblica che ne controlli gli standard di sicurezza, l’uso dei dati e l’impatto reale sugli elettori» conclude il parlamentare.

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