I danni dei reggimicrofonoI giornalisti sono pappa e ciccia con i politici, e a rimetterci è la democrazia

L’intervista di Donald Trump ad Axios segna la distanza abissale tra i media americani e quelli italiani. Se lì Jonathan Swan controbatte a ogni balla del commander in chief, qui l’intervistatore non replica nemmeno se Salvini dice che “quota 100” ha abolito la legge Fornero. Perché dovrebbe essere almeno preparato sul tema delle pensioni

Filippo MONTEFORTE / AFP

Segui uno stralcio dell’intervista di Donald Trump ad Axios e vedi come funziona ancora, per fortuna, il giornalismo negli Stati Uniti, che non è tutto Fox News. Ma ti viene un po’ di invidia. Il Presidente sventola grafici per dimostrare quanto è bravo lui a gestire la pandemia, con molti morti in meno rispetto all’Europa.

Il giornalista Jonathan Swan controbatte che la base di riferimento non è il numero assoluto, ma il rapporto con la popolazione e con cortesia ma fermezza mette in difficoltà Trump, che evidentemente aveva studiato male il dossier. L’imbarazzo del tycoon vale da solo tutta l’intervista.

Scene di ordinaria democrazia informativa, sconosciute alle nostre latitudini. Dove il consociativismo giornali-politica è in onda ogni sera a reti unificate, con estensione alle località balneari dove gli stessi conduttori riappaiono dal vivo, in presenza come si dice, ad esempio alla Festa della Lega, zona Papeete.

Lì è Bianca Berlinguer a duettare con il presidente veneto Luca Zaia, tra sorrisi, ammiccamenti e domandine insidiose, tipo rivalità con Salvini. Niente da dire, la conduttrice va dove viene invitata, ma chissà che difficoltà per il Doge. Domande e obiezioni da non dormire la notte.

In tv è vietato il confronto tra politici. La direttiva di Rocco Casalino è stata chiarissima: nessun rapporto tra gli ex “uno vale uno” e qualunque leader di un altro partito. Pena: non ti porto più il mio uomo.

In assenza dei politici avversari, toccherebbe allora ai giornalisti replicare, quando l’ospite le spara troppo grosse. Ma non accade quasi mai. In fondo, dargli addosso non è elegante, e perché mai gli devo dare fastidio quando la mattina dopo devo chiedergli un’intervista in esclusiva? In italiano: pappa e ciccia.

Dunque, se Salvini moltiplica i migranti in arrivo e dice che li ha chiamati Conte, nessuno gli fa presente che è un po’ inverosimile la patente di complicità addirittura con gli scafisti. Qualcuno che dica «boom» ci vorrebbe, altrimenti che differenza c’è con il tg della sera?

Lì si centellinano i secondi di “voce” e puoi anche dire che hai risolto il problema del lavoro bloccando i licenziamenti. Il porgimicrofono mica ti interromperà. Ma almeno nei dibattiti di approfondimento le cose dovrebbero essere diverse.

Se Salvini dice che “quota 100” ha abolito la legge Fornero, devi replicare. Ma lo puoi fare, questo è il problema, se hai una minima preparazione sul tema pensioni.

Ecco quale è il problema: la preparazione. Altrimenti se il politico recita slogan e l’intervistatore passa alla domanda successiva, non c’è scampo. L’unico preparato deve essere il telespettatore, ma lui paga il canone, non è obbligato a studiare.

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