Rocco e i suoi uncouplingLasciarsi male è passato di moda, adesso tutti tornano insieme e corrono a farsi fotografare

Ormai non ci sono più rotture vere, come dimostra Casalino che, a poche settimane dal mirabolante scandalo della «stessa mille euro» che l’aveva costretto a mollare il fidanzato cubano, si è fatto ritrarre vicino Otranto avvinghiato a lui. Da qualche parte Gwyneth Paltrow sta ridendo di noi

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Ma quand’è che lasciarsi male è passato di moda? Quand’è che abbiamo deciso di rinunciare a tutto il repertorio di corna, piazzate, rancori? Sembra ieri che irridevamo Gwyneth Paltrow e il suo conscious uncoupling, ed eccoci qui, nell’estate in cui non si lascia nessuno e i rotocalchi sono noiosissimi.

Persino quelli che si lasciano – Belen e come si chiama il biondino con cui ha figliato – poi forse mica si lasciano davvero: lo dice Maria De Filippi (cioè le sezioni riunite della Cassazione) in un’intervista in cui spiega che lui poi fa il musetto pentito e lei lo perdona (sintesi mia, la De Filippi mai direbbe «musetto pentito»).

Persino quelli che i rotocalchi si mettono d’impegno a far lasciare – Alessia Marcuzzi e il marito, che lei avrebbe tradito appunto col biondino di Belen, essendo il mondo dello spettacolo italiano una panchina cortissima – si fanno fotografare che paiono fidanzatini di Peynet.

Ho capito che siamo disabituati a vedere quelle belle sfuriate d’una volta l’altra sera, nella poltrona del cinema in cui stavo guardando “Lacci”, il film tratto dal romanzo (di Domenico Starnone) più immedesimabile del mondo: due coniugi decidono, nonostante lui si sia innamorato d’un’altra, di tornare insieme, per le ragioni per cui si decideva di non sfasciare un matrimonio nel Novecento, nulla a che vedere con l’amore romantico, e i figli tutta la vita portano rancore ai genitori e al loro matrimonio di disamore.

Nella parte di flashback, in cui i due sono giovani e appunto lui la tradisce, c’è una scena in cui lei veste i figli e li mette in macchina, sembra che li stia portando a scuola e invece no, si fa Napoli-Roma coi bambini, arriva sotto la Rai, lo vede con l’altra.

Nella poltrona distanziata più vicina a me c’era una spettatrice, forse l’unica a non aver letto il libro e quindi a non sapere cos’aspettarsi, che, quando lei scende dalla macchina e corre verso i due, ignari a flirtare sul marciapiede, onde fare una di quelle belle piazzate che tante soddisfazioni hanno sempre dato alle tradite di tutti i tempi e i luoghi, quando la cornuta scende dalla macchina e si mette a correre mentre i bambini la guardano da dietro i finestrini e tu sai che finirà in rissa, la mia vicina distanziata non s’è tenuta e, come avesse visto un’amica avere un contegno poco dignitoso, è sbottata: «Ennò, checcazzo».

Siamo così disabituati a vedere scenate che neanche ce le aspettiamo più da una napoletana ambientata negli anni Ottanta (napoletana residente e non nata, ma comunque).

Naturalmente il miglior sceneggiatore dell’estate in cui non ci si lascia è Rocco Casalino. Riassumiamo le puntate precedenti, come nelle serie americane d’un certo livello.

Rocco Casalino ha un fidanzato cubano che gli manda gli scontrini della spesa per farsi rimborsare i croccantini del cane, e intanto si gioca l’indennità di disoccupazione (italiana) su un sito che ti fa scommettere in Borsa. Perde non si capisce quanti soldi, pare tanti, ma in un’intervista al Corriere sostanzialmente Casalino dice che all’antiriciclaggio non sanno leggere gli estratti conto ed è «sempre la stessa mille euro».

I due si lasciano, da questa cosa non si torna indietro, dice severo Rocco, uomo dello Stato («uno dei più intelligenti e simpatici» del primo Grande Fratello, ha detto domenica al Fatto Marina La Rosa).

Mentre José viene probabilmente mandato in camera sua a pensare ai suoi errori, onde pentirsi e soprattutto onde non venire mai mai mai fotografato con un altro, Rocco (chiaramente posizionato come il maschio alfa della situazione, quello dominante e traditore e che non deve chiedere mai, d’altra parte è uomo di Stato e ha un’immagine da preservare) viene fotografato con un altro.

Un ex di Garko, lascia capire il rotocalco di riferimento per le foto fintamente rubate di Casalino, non fosse che Garko è nella situazione in cui Marina La Rosa descrive Rocco sul set del Grande Fratello, vent’anni fa: «Parlavamo di omosessualità, lui sosteneva di non esserlo. Non era pronto».

Passa qualche settimana, ed eccoci pronti al terzo atto: la riconciliazione. Sul solito rotocalco di riferimento, le rubatissime immagini di Rocco avvinghiato a José, accompagnate da parole che così liriche neanche Liala.

Si racconta che la coppia ha villeggiato vicino Otranto, «ritrovando il sorriso e la complicità di sempre». Ci si spiega, a noi lettori bisognosi che le immagini vengano decodificate da un professionista, che «un bacio può essere dettato dalla passione di un momento, nei loro abbracci, invece, si vede chiaramente la stabilità di una relazione che poggia di nuovo sul valore più solido, la fiducia reciproca».

Poi, lo «scandalo» viene derubricato a «per meglio dire, lo scandaluccio».

Infine, nel ribadire che Rocco l’uomo di Stato ha detto a José, il cubano cui l’Italia paga il sussidio di disoccupazione, che ora dovrà lavorare per pagare i propri debiti (una punizione severa, converrete, una scelta eroica), il rotocalco chiosa così il predicozzo del pugliese al cubano: «Parole dure che per José sono state dolci come il miele. Un piccolo prezzo da pagare per quegli abbracci dai quali non vorrebbe più sciogliersi».

Non si lascia più nessuno, e se si lasciano si riconciliano. Nessuna fa più piazzate per la strada, nessuno vuole ritrovarsi a pagare da solo i croccantini del cane. Da qualche parte, la Paltrow sta ridendo di noi.

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