Poor boysCi sono tre scenari per il risultato delle elezioni americane, in uno di questi Trump contesta il voto e le milizie suprematiste insorgono

Joe Biden è avanti nei sondaggi, per ora. Ma se troppi elettori aspetteranno per votare negli swing states, i seggi potrebbero chiudere e iniziare lo spoglio con ore di ritardo. A quel punto, partirebbero narrazioni ansiogene da ambo le parti e i repubblicani denuncerebbero brogli. Gli stati che preoccupano di più sono Michigan e Arizona, con tanti gruppi radicati e armati fino ai denti

Afp

L’ultima chance dei sondaggisti
Se i sondaggi sono sbagliati anche stavolta, «il mestiere di sondaggista è finito». Non l’ha detto un democratico impanicato, ma un sondaggista repubblicano importante, Frank Luntz. E l’ha detto su Fox News, che ieri dava (ammetteva) un vantaggio di Joe Biden di 5 punti percentuali in Pennsylvania e Wisconsin, e di 12 in Michigan. Solo nei sondaggi, per ora. Molti democratici non sono tranquilli, e qualcuno tra i repubblicani non si sente sconfitto. Tutti pensano al 2016, quando a Hillary Clinton i sondaggisti davano un 70-80-90 per cento di chances di vincere la presidenza. E sondaggisti e giornalisti continuano a mantenere alta la tensione, ricordando che l’elezione di Donald Trump si deve a decisioni degli ultimi giorni (sondaggisti e giornalisti non ci pensano, come non si riesce a pensare a un futuro post-pandemia: ma tra tre mesi, senza Trump, avrebbero molto meno da fare).

Gli scenari da incubo
«Ogni nightmare scenario inizia con i primi stati scrutati che non riescono a essere decisivi. E col risultato che a quel punto dipende dalle schede postali di Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. A quattro ore dalla chiusura dei seggi sapremo se vivremo in quel mondo», ha spiegato Nathaniel Persily, studioso di questioni elettorali alla Stanford Law School. Secondo Persily ci sono due scenari e due mondi. Questo mondo resterà se Biden vince di -3-4 punti, percentuale minima per vincere il collegio elettorale e la Casa Bianca. Con 4-6 punti si comincerebbe a parlare di blue wave, l’onda blu democratica che alcuni prevedono mentre altri non osano pensarci per scaramanzia. Con un risultato meno netto, si finirebbe all’altro mondo.

Le narrazioni ansiogene
Il viaggio all’altro mondo potrebbe cominciare con delle file troppo lunghe. Se troppi elettori aspettano per votare negli swing states, i seggi potrebbero chiudere – e iniziare lo spoglio – con ore di ritardo.
A quel punto, partirebbero narrazioni ansiogene da ambo le parti. I media non possono dare proiezioni su chi ha vinto prima della chiusura dei seggi, ma le speculazioni da social network sarebbero molte. E molto dipende da Florida e North Carolina, contano prima le schede: se ci fossero vittorie nette per Biden l’elezione sarebbe decisa. Se Trump vincesse subito i due stati, la partita si riaprirebbe. Trump canterebbe vittoria, e se alla fine vincesse Biden denuncerebbe frodi elettorali. «I suoi», ha detto a Politico uno stratega, «racconterebbero una storia alternativa, direbbero “ci sono stati brogli ma abbiamo vinto”. Provocando reazioni antagoniste o violente, per creare una crisi di ordine pubblico», facendo pressione perché gli stati finiscano i conteggi rapidamente. (Facebook e Twitter stanno progettando di bloccare le dichiarazioni di vittoria creative).

Milizie e poveri ragazzi
Gli stati che preoccupano di più sono Michigan e Arizona, con tante milizie suprematiste, radicate e armate fino ai denti. Anche Oregon e Wisconsin, e un po’ meno Georgia e Pennsylvania, sono considerati a rischio. North Carolina, Texas, Virginia, California, e New Mexico sono «a rischio moderato». Lo segnala un rapporto della nonprofit Armed Conflict Location and Militia Watch; molti americani ne sono convinti; nelle zone con milizie molti stanno facendo provviste, e si stanno armando anche loro. I gruppi più pericolosi, secondo il rapporto, sono i Boogaloo Bois, quelli coi fucili semiautomatici e le camicie hawaiane, e i Proud Boys prediletti da Trump. (L’altra sera Biden li ha chiamati i Poor Boys e adesso ci sono meme che fanno molto ridere; fa meno ridere sapere che solo un americano su cinque prevede che queste elezioni saranno «libere e corrette»). Molte milizie – si è visto a Kenosha, Wisconsin, e altrove – hanno ottimi rapporti con la polizia. Alcuni attivisti di sinistra hanno messo online la guida Stopping the Coup. In caso Trump si attribuisca una vittoria incerta, si legge, «è nostro compito impegnarci in azioni proporzionate». Una volta partite le proteste di piazza, sarebbe difficile fermarle, ci sarebbero incidenti, raid della polizia, sparatorie e morti.

Jared cerca soldi
C’è anche uno scenario meno cruento, secondo Business Insider che cita cinque repubblicani bene informati. Il marito di Ivanka Trump e consigliere del suocero, Jared Kushner, cerca finanziatori a Wall Street e anche molto all’estero, per una Trump Tv/ Trump media company, da far partire rapidamente, dopo le elezioni (la Trump Tv era il piano A di Trump, dicono, anche nel 2016, poi ha vinto). Farebbe concorrenza a Fox News, che si sta un pochino detrumpizzando, preventivamente.

Giuliani in Borat, fotogramma per fotogramma
La storia è nota, lo sketch conclude il nuovo film di Sacha Baron Cohen, Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan: c’è Rudy Giuliani in una stanza d’albergo con una ragazza che lui pensa sia una giornalista, si sdraia sul letto, si infila una mano nei pantaloni. Il film è su Amazon Prime. Slate fornisce un’utile guida all’episodio, inclusa la scena in cui Giuliani – anni 76 – chiede il numero di telefono alla fanciulla e le dà una pacca. E quella fuori dall’albergo in cui Borat urla di dover «difendere la vagina di mia figlia dal Sindaco d’America», e in effetti.

Florida Men e i loro fratelli
Metà staff di George W. Bush alla Casa Bianca ha partecipato a uno spot in cui i “Bush Alunni” invitavano a votare Joe Biden. Chiunque ricordi le primarie 2016 sa quando Trump abbia svillaneggiato – e sconfitto – il low energy Jeb Bush, ex governatore della Florida. I due fratelli criticano Trump, non lo voteranno, non appoggiano pubblicamente Biden. E molti li criticano, e sperano cambino idea in questi ultimi giorni, per far perdere la Florida a Trump (il Texas forse no) sarebbero utili.

Florida Men, aggiornamenti sul voto
Quest’estate, due società di cybersicurezza hanno mandato un rapporto al dipartimento di Homeland Security. Denunciando «vulnerabilità» nel sistema di registrazione degli elettori, in California e soprattutto i Florida. La Npr, National Public Radio, ha ottenuto il rapporto, secondo il quale gli hackers hanno potuto modificare dei file e «li possono ancora usare». E il Miami Herald fa sapere che le commissioni elettorali stanno dichiarando invalide migliaia di schede postali. Mentre il Tampa Bay Times racconta della Pinellas County, dove lo sceriffo ha mandato truppe in cinque seggi dopo denunce di intimidazione (sulla porta di uno, nel centro di Saint Petersburg, sostavano due tizi molto armati).

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