Sport militantePapa Francesco riceve in udienza i giocatori della Nba

Il Pontefice ha incontrato in Vaticano una delegazione della lega di basket americana composta da cinque giocatori, tra cui l’italiano Marco Bellinelli, e alcuni dirigenti per parlare di temi sociali, dell’impegno degli sportivi come attivisti e delle prossime sfide da affrontare, insieme, fuori dal campo

AP/LaPresse

Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza una delegazione della National Basketball Players Association, il sindacato dei giocatori Nba, per parlare di giustizia sociale, di come negli ultimi mesi i giocatori hanno acceso i riflettori su temi tanto delicati, ma anche per discutere con gli atleti i programmi per il futuro, quando l’attenzione sui temi della giustizia sociale potrebbe ridursi.

Su portale sportivo Espn Zach Lowe lo ha definito «unprecedented meeting», un incontro senza precedenti, che certifica l’impegno della Nba e di tutto il mondo dello sport: mai come quest’anno gli sportivi hanno saputo fare da cassa di risonanza per temi di giustizia sociale.

Nella delegazione arrivata in Vaticano c’erano cinque giocatori Nba, tra cui l’italiano Marco Belinelli. Con lui Sterling Brown, Kyle Korver, Jonathan Isaac e Anthony Tolliver, tesoriere del sindacato. Con i giocatori si sono mossi la direttrice esecutiva della Nbpa Michele Roberts, Sherrie Deans e Matteo Zuretti. Quest’ultimo è il Chief International Relations and Marketing, di fatto l’italiano è il punto di riferimento per tutti i giocatori internazionali presenti nella Nba: è lui a curarne gli interessi all’interno dell’associazione giocatori.

La Santa Sede avrebbe contattato l’associazione dei giocatori la scorsa settimana, spiegando che il Papa voleva saperne di più su come i giocatori avevano recentemente portato l’attenzione su questioni di giustizia sociale così importanti e attuali. Il sindacato ha accettato e ha programmato rapidamente un volo notturno domenica per fare il loro incontro privato con il Papa nella Biblioteca Pontificia del Palazzo Apostolico, iniziato intorno alle 11:45.

La scorsa estate i giocatori e il sindacato, in collaborazione con i più alti dirigenti della Nba, avevano utilizzato la loro visibilità per accendere i riflettori sulla brutalità della polizia, l’ingiustizia razziale e altri temi al momento della ripartenza della stagione nella bolla di Orlando. La maggior parte dei giocatori, ad esempio, ha scelto un messaggio da indossare sulla propria canotta da gioco, come “Black Lives Matter”, “Social Justice”, “Peace”.