L’eccezione UmbriaL’unica Regione che affronta la seconda ondata con raziocinio è governata da una donna

La leghista Donatella Tesei ha assunto posizioni diverse da quelle dei suoi colleghi: niente polemiche, zero scontri. Piuttosto ha elaborato una risoluzione alla lotta al virus insieme all’opposizione, ha attivato tutti i posti di terapia intensivi previsti e si prepara con determinazione alle prossime difficili settimane

Mauro Scrobogna /LaPresse August 04, 2020 (particolare)

Qui si racconterà lo strano caso dell’unico governatore che non abbiamo mai visto in tv, nelle dirette social, negli assalti contro le ragazzine plutoniche che vogliono andare a scuola, i missionari africani che si impicciano della sanità, i cinesi mangiatopi, i vecchi improduttivi. Qui si racconterà lo strano caso di Donatella Tesei, l’unico governatore donna del nostro Paese (d’ora in poi: governatrice) e anche il solo assente dalla lite tra galli vista nelle ultime settimane a proposito delle misure anti-Covid.

La Tesei governa l’Umbria. L’ha candidata la Lega, ma è una leghista fuori dal canone. Non si è accodata al fronte Toti-Fontana nel rifiuto polemico del lockdown, né a quello Fedriga-Bonaccini-Giani nel tentativo di schivare la Zona Rossa con misure regionali tanto creative quanto inutili, né tantomeno ai governatori-rockstar modello De Luca e al loro uso spregiudicato dei dati sull’epidemia.

In controtendenza rispetto a tutti i suoi colleghi maschi, anziché usare l’emergenza per rafforzare la sua forza politica e la sua visibilità mediatica ha cercato il dialogo con l’opposizione, ne ha ottenuto l’appoggio e ha costruito in Umbria un minuscolo esempio di gestione condivisa della crisi.

L’ultima risoluzione della Regione sulla lotta al virus è stato approvata qualche giorno fa con i voti di tutti, Centrodestra, Pd, Movimento Cinque Stelle e liste civiche. «Lavoro comune contro un nemico comune», c’è scritto. Il resoconto del dibattito fa sgranare gli occhi: consapevole, educato, giustamente allarmato per le conseguenze sanitarie ed economiche della crisi, solidale nel rifiuto di cercare capri espiatori per quel che non si è fatto o per quel che si poteva fare, preciso nell’indicazione delle priorità.

Cronache marziane, se confrontate a quel che abbiamo visto in Parlamento o nelle altre assemblee consiliari. Magari gli intenti unitari finiranno in cenere, magari la zuffa è dietro l’angolo. Ma lo strano caso di Donatella Tesei merita comunque attenzione perché contiene il germe di un sospetto, di una possibilità, largamente indagata sulla scena internazionale e assai meno da noi: e se le donne fossero i veri “uomini forti” del momento?

Uno studio di Forbes del giugno scorso aveva confermato l’opzione, mettendo a confronto il successo delle azioni contro il virus in Paesi con caratteristiche demografiche e socio-economiche simili. Ne aveva ricavato una oggettiva supremazia delle leadership femminili: nelle 19 nazioni governate da donne si sono visti meno contagi, meno morti, meno crisi, con punte di eccellenza assoluta nella Nuova Zelanda di Jacinda Ardern, dell’Islanda di Katrin Jakobsdottir e della Finlandia di Sanna Marin.

In Italia il potere femminile è troppo rarefatto per fare statistica – di governatrice ne abbiamo una sola – e tuttavia la gestione bipartisan dell’emergenza umbra, caso unico in Italia, autorizza l’interrogativo.

Donatella Tesei, peraltro, non è simpatica al mondo femminista. Esordì con uno scivolone (qualcuno dei suoi dice: una trappola del senatore Simone Pillon, commissario della Lega a Perugia) sull’obbligo di ricovero ospedaliero per la pillola abortiva RU486. Successe un putiferio, lei si sfilò di corsa dalla polemica: chiese direttive al ministero e al Consiglio di Sanità, le direttive arrivarono, la norma fu cancellata. Da allora in poi ha scelto il pragmatismo ed è sparita dai radar della comunicazione ideologica così cara ai suoi amici: non ha neanche una pagina Fb personale, parla solo attraverso quella della Regione.

L’Umbria è un territorio minuscolo, che non fa storia nell’epica nazionale dell’epidemia, focalizzata su ben altri numeri e potenziali disastri, e tuttavia lo strano caso della signora Tesei andrà periodicamente controllato.

È tra i pochi governatori ad aver attivato tutti i posti di terapia intensiva previsti (127) e ne sta allestendo altri 40. Ha accettato la collaborazione dell’esercito, tirando su un ospedale da campo a Perugia. Ha un’idea precisa sul picco dei ricoveri, che sarà raggiunto a fine settimana, e ha scelto di considerarlo priorità rispetto a ogni altro dato. Ha deciso di chiudere tutto la domenica, anche i negozi di prossimità, resistendo alle pressioni delle categorie.

Forse la sua diversità dal modello rissoso e parolaio dei colleghi uomini è solo momentanea, forse non approderà a nulla, ma al momento offre la conferma che c’è un altro modo di governare navi in tempesta (o almeno di provarci).

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta

K - Linkiesta FictionPreordina qui il nuovo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta

Ci siamo: il nuovo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta curata da Nadia Terranova, è in stampa e sarà in distribuzione dal 15 maggio nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco), oltre che direttamente qui sul sito de Linkiesta.

Il tema del secondo numero di K è la Memoria.

Gli autori che hanno partecipato a questo numero con un racconto originale scritto appositamente per K sono:
Viola Ardone, Stefania Auci, Silvia Avallone, Annalena Benini, Giulia Caminito, Donatella Di Pietrantonio, Davide Enia, Lisa Ginzburg, Wlodek Goldkorn, Loredana Lipperini, Pasquale Panella, Francesco Piccolo, Alberto Schiavone, Simonetta Sciandivasci, Andrea Tarabbia, Alessandro Zaccuri.

C’è anche l’anteprima dei romanzi di Karl Ove Knausgård e di Ali Smith, entrambi in uscita in Italia nei prossimi mesi.
Il volume ospita anche tre mini racconti di Stefania Auci, Rosella Postorino e Nadia Terranova.

Preordina K – Memoria sul sito de Linkiesta a 20 euro più 5 di spese postali. Il volume sarà spedito dal 17 maggio e arriverà in due giorni in tutta Italia. Oppure compralo a 20 euro nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco).

Per acquistare più copie di K, scrivere qui.

20 a copia