Corona EconomyIl mancato boom dei lavori digitali, il Recovery della discordia e lo strano rientro in ufficio

Nella newsletter di questa settimana: perché l’accelerazione tech della pandemia non si riflette ancora nell’occupazione, il rischio della crisi di governo sui fondi europei e la sessione di bilancio in bilico, l’accordo tutt’altro che chiuso su Ilva e la Whirlpool dimenticata. Ma anche: gli stagionali di Amazon in roulotte, i precari della sanità in scadenza e le videocall anche dopo il vaccino

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IL FUTURO PUÒ ASPETTARE
Non c’è intervento o convegno in cui non si dica che il Covid19 ha impresso una forte accelerazione alla digitalizzazione. Eppure – spiegano dall’Osservatorio delle competenze digitali – guardando a chi il digitale “lo fa”, i segnali che arrivano dal mondo del lavoro parlano di incertezza e congelamento dei processi di selezione di nuovo personale nelle professioni Ict.

 

Overwork L’impennata della domanda di soluzioni digitali, più che in nuove assunzioni, si è tradotta di fatto in un aumento del carico di lavoro sul personale già attivo. Una situazione poco sostenibile nel lungo periodo. Anche se, dopo il calo di ricerche dei primi nove mesi del 2020 (-26% in un anno), si vedono segnali di ripresa a partire dal terzo trimestre. Un segno più che però potrebbe subire una nuova battuta d’arresto nell’ultima parte dell’anno.

 

Real economy La questione non riguarda solo l’Italia. Secondo il Jobs of the Future Index di Cognizant, per la prima volta dal 2016 le richieste dei cosiddetti “lavori del futuro” nel settore digitale si sono ridotte in concomitanza con la pandemia. Di fatto, quella accelerazione digitale imposta dal Covid, a causa della crisi in cui versano molte aziende, non si vede ancora nel mondo del lavoro.

 

Dentro e fuori Ma il futuro non è rimandato per sempre. Secondo il Future of Jobs Report 2020 del World Economic Forum, l’automazione porterà alla sostituzione di 85 milioni di posti di lavoro nei prossimi cinque anni, ma in compenso ne creerà 97 milioni. Solo, che bisognerà farsi trovare preparati.

 


PAZIENTE ITALIANO
Bilancio di crisi Passata in Parlamento la temuta risoluzione sulla riforma del Mes, dalle critiche sui contenuti e sulla task force per la governance del Recovery Plan – partite da Italia Viva, ma condivise da gran parte della maggioranza – si è aperta ora la strada per una possibile crisi di governo. Oggi Conte dà il via alla verifica sulla maggioranza con le prime consultazioni con Pd e Cinque Stelle. Si parla di rimpasto a gennaio, ma la prima preoccupazione è il via libera alla legge di bilancio. Entro venerdì il testo dovrebbe arrivare nell’Aula della Camera.

 

Recovery della discordia Mentre l’Europa finalmente ha raggiunto un accordo per superare il veto di Polonia e Ungheria sul Next Generation Eu (ma non sulla Brexit), è circolatala bozza del Recovery plan italiano da 196miliardi, suddiviso in sei macro-aree (qui l’analisi de Lavoce.info). Speranza sta provando ad aumentare la spesa di soli 9 miliardi previsti per la sanità, visto che aveva chiesto almeno 25 miliardi. Altrimenti, c’è sempre la linea di credito del Mes per la pandemia. Intanto, a che punto sono gli altri Paesi europei?

 

Cashback, anzi no È stata una settimana di attesa per riuscire a registrarsi sull’app «Io» per ottenere un rimborso sugli acquisti, rigorosamente dal vivo, che arriverà però non prima di gennaio. E che potrebbe essere molto inferiore ai 150 euro annunciati. Mentre gli italiani affollano le strade dello shopping e gli iscritti alla app continuano ad aumentare, il governo teme la terza ondata e pensa a una stretta di Natale. Ma le risorse disponibili per l’edizione natalizia del cashback non sono molte e potrebbero rivelarsi insufficienti.

 


CAPITALISMO DI STATO
Abbiamo un accordo? Dopo una lunga attesa, ArcelorMittal e Invitalia hanno raggiunto un accordo sul futuro dell’ex Ilva di Taranto. Lo Stato partirà con il 50% per poi arrivare al 60% nel 2022: l’investimento prevede 400 milioni entro fine gennaio e altri 680 tra due anni. Invitalia nominerà il presidente, i Mittal l’ad. Ma Regione e Comune sono sul piede di guerra. E i sindacati dicono che l’intesa è solo il punto di partenza e non di arrivo, precisando che non accetteranno esuberi. Ma così si rischia solo di condurre al deserto industriale, ha scritto Marco Bentivogli sul Foglio. Mercoledì audizione alla Camera.

 

La storia infinita Su richiesta dei fondi, Cdp frena nuovamente su Aspi e si profila quindi un quarto rinvio dell’offerta. Il board di Atlantia di oggi probabilmente accoglierà la richiesta di proroga per la presentazione dell’offerta vincolante, ma convocherà anche l’assemblea del 15 gennaio per il voto su un potenziale progetto di scissione.

 

Cronoscalata Con una lettera inviata al Mise, la Commissione europea ha bocciato la norma salva Mediaset proprio alla vigilia dell’udienza del Tar sulle azioni del Biscione in mano a Vivendi e soprattutto dopo che la Procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti dei francesi.

 

E la Whirlpool? La Fim Cisl della Campania ha richiamato l’attenzione del governo sulla vertenza che riguarda lo stabilimento di Napoli, parlando di un «silenzio assordante» del Mise di Patuanelli.

 


LAVORO IN QUARANTENA
E-commerce in roulotte La rivoluzione digitale ha creato una nuova realtà: quella della vita in camper dei lavoratori stagionali di Amazon che non possono permettersi una casa e vivono davanti agli stabilimenti del colosso dell’e-commerce. Lo ha raccontato Repubblica.

 

Annunci di Natale A proposito di stagionalità, con il picco degli acquisti natalizi in questo periodo si cercano soprattutto profili per la distribuzione e la logistica legata all’e-commerce, ma anche addetti alla sanità.

 

Controsenso Oggi i lavoratori della Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sono a piazza Montecitorio: 70 precari storici rischiano di perdere il posto di lavoro tra 20 giorni, proprio in piena pandemia. LeU ha presentato un emendamento in legge di bilancio per la stabilizzazione.

 

Crisi senza cig Leonardo ha proposto ai sindacati la costituzione di un fondo di solidarietà, con il residuo delle ferie del 2020, per evitare il ricorso alla cassa integrazione. Il tallone d’Achille del gruppo è soprattutto il sito di Grottaglie, che produce due sezioni per Boeing. Ma è ancora tutto sulla carta.

 

Tornare in ufficio Il Wall Street Journal ha raccontato le nuove abitudini di chi è tornato in ufficio negli Stati Uniti dopo mesi di lavoro da remoto, tra le videochiamate con i colleghi (anche se sono nella stanza accanto), il consumo compulsivo di snack e la nostalgia per il cane rimasto a casa.

 

Zoom è per sempre Ci libereremo delle videocall quando saremo tutti vaccinati? No, dice Recode. Magari ne faremo di meno, ma continueremo a usarle. E saranno sempre più “realistiche”.

 


DA LEGGERE
 “La trappola della tecnologia” (Franco Angeli), di Carl Benedikt Frey, direttore del programma Future of Work all’università di Oxford. Qui un estratto.

 


PROMEMORIA
 Oggi l’Istat diffonde i dati sulle prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria, mentre domani arrivano quelli sul censimento della popolazione italiana. Sempre domani, occhi puntati sulla riunione di politica monetaria della Fed. Venerdì è atteso il testo della legge di bilancio in aula alla Camera, che dovrebbe approvarla tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima per poi passare al Senato.

 

Buona settimana,

Lidia Baratta


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