Problema d’interpretazioneI knuffelcontact e le altre complicate regole anti covid del Belgio per il Natale

Il governo permette ai cittadini di indicare una persona significativa che si può incontrare senza dover mantenere il distanziamento. Diventano due per coloro che abitano da soli da vedere però separatamente. A meno che non sia la sera del 24 o il giorno del 25, ma anche lì bisogna scegliere quando

Lapresse

Se questa settimana l’unico collegamento mentale che riuscite a fare con Bruxelles è con l’orgia clandestina che ha visto coinvolto l’europarlamentare ungherese ultranazionalista Jozsef Szajer, non c’è da biasimarvi. Ma rischiano di fare ancora più notizia le tanto attese e temute misure anti-covid da seguire nei giorni di festa a Bruxelles. Anche in questo caso gli abitanti della capitale d’Europa sono pronti ad affrontare una nuova dose di surréalisme à la belge, così come quando durante l’estate serviva addirittura una mappa per capire in quali strade (o parti di strade) era obbligatorio portare la mascherina o meno.

Partiamo dalle buone notizie: i giorni in cui Politico parlava di Bruxelles come di un vero e proprio hellhole sembrano per il momento lontani. Da metà ottobre, da quando cioè il Belgio si era guadagnato il premio di paese con più contagi in assoluto in tutta Europa, la situazione è ampiamente migliorata: tra il 23 e il 28 novembre si è registrato infatti una diminuzione dei contagi di quasi il 30% rispetto alla settimana precedente.  Anche perché il Paese è in lockdown, sebbene in versione meno stringente rispetto a quella della prima ondata, già da fine ottobre.  

I numeri in discesa hanno portato a un leggero rilassamento delle misure: da martedì primo dicembre tutti i negozi – essenziali o meno – sono di nuovo aperti. E lo stesso vale anche per musei e piscine. Per tutto il resto (quindi cinema, teatri, così come ristoranti, bar, ma anche parrucchieri ed estetisti) se ne riparla, se va bene, da metà gennaio in poi. 

Dall’istituzione del lockdown il governo di coalizione guidato dal fiammingo Alexander De Croo ha autorizzato l’intera popolazione ad avere un cosiddetto knuffelcontact ciascuno. I knuffelcontact diventano due per coloro che abitano da soli, da vedere però separatamente. Quindi non nello stesso luogo, non nello stesso momento. 

Con knuffelcontact (o contact câlin in francese – letteralmente, contatto di coccole) il governo belga indica quella persona – qualsiasi persona che per qualche motivo sia significativa per noi – che sebbene non faccia parte del nostro nucleo familiare, che è consentito incontrare senza dover mantenere regole di distanziamento. Ogni nucleo familiare inoltre, può invitare nel proprio domicilio uno dei rispettivi knuffelcontact.

La notizia era stata accompagnata da un certo grado di malizia non necessaria. Con l’introduzione del knuffelcontact il governo belga si è dimostrato più lungimirante di molti altri esecutivi, dimostrando il proprio impegno a prestare un’attenzione, seppur minima, non solo alla salute fisica, ma anche a quella psicologica dei propri cittadini. 

Per Natale i nuclei familiari vedranno applicate le stesse regole di cui sopra, mentre le persone che abitano da sole potranno vedere i due rispettivi knuffelcontact nello stesso momento. Ma attenzione, perché sarà necessario fare una scelta: i festeggiamenti in tre persone saranno permessi o nella sera del 24, o durante la giornata del 25. 

Le indicazioni relative ai giorni di festa hanno creato qualche problema di calcolo e interpretazione. Se tutti i single di Bruxelles e dintorni sono in pieno processo di elaborazione dell’informazione, cercando di capire cosa cambia nell’incontrarsi per un giorno invece di due tra l’altro consecutivi, c’è chi ha pensato bene di dar vita a un’iniziativa per rendere le feste un po’ meno solitarie nel limite del consentito. La campagna Adopt me for Christmas! ha un obiettivo semplice, ma efficace. Mettere in contatto famiglie disponibili ad accogliere un ospite extra, e persone che non sanno con chi passare il Natale. Nel giro di un paio di giorni Maxime Adam Lévy, artefice del progetto, ha già ricevuto quasi 200 richieste, destinate di sicuro ad aumentare. Basti pensare che nella sola Bruxelles, un abitante su tre viene dall’estero e alla luce delle innumerevoli restrizioni in corso con molte probabilità non avrà modo di tornare nel proprio Paese di origine. 

Gli incontri all’aperto e gli spettacoli
Per gli incontri all’esterno la norma attualmente in vigore – valida anche per le feste – permette un numero massimo di 4 persone. A tal proposito non sono passate inosservate le dichiarazioni del ministro dell’Interno Annelies Verlinden, del partito dei Cristiano-Democratici fiamminghi, secondo cui solo chi ha un accesso esterno al giardino dovrebbe poter avere degli ospiti, così da evitare di passare dalle mura domestiche. Qualche giorno più tardi Verlinden ha aggiunto che delle 4 persone invitate in giardino, solo una dovrebbe essere autorizzata a usare il bagno, e quindi a entrare in casa. La notizia suona così paradossale da essersi addirittura conquistata articolo sul Washington Post. In effetti, più che a delle giornate in cui rilassarsi in compagnia, i prossimi giorni di festa assomigliano sempre di più ad una gara di sopravvivenza. 

Nonostante la scontata cancellazione dei mercatini di Natale il centro di Bruxelles ospiterà ogni giorno fino ai primi di gennaio delle installazioni luminose, oltre al tradizionale albero che ogni anno campeggia in mezzo alla Grand Place.  

Il sindaco della municipalità di Bruxelles Philippe Close aveva inizialmente salutato positivamente l’evento, quasi arrivando a invitare la popolazione a recarsi ad ammirare l’albero. Salvo poi tornare sui suoi passi con un tweet, quando gli abitanti della città hanno deciso di seguire il suo consiglio. “Molte persone si sono recate in centro oggi. Purtroppo troppe persone allo stesso tempo. Chiediamo a ognuno di voi di rispettare tutte le disposizioni sanitarie. Dobbiamo assolutamente proseguire insieme con i nostri sforzi.” 

Assolutamente calzante e accurato il commento di una cittadina, che recita più o meno così: Quindi, se ho capito bene, ti fanno vedere una meravigliosa scatola di cioccolatini, ti fanno venire l’acquolina in bocca, e poi ti dicono – Non toccare! Non è per te, non li puoi mangiare! – tutto ciò è abbastanza sadico, no? 

In seguito all’accaduto le autorità hanno tentato di correre ai ripari. Già dalla scorsa settimana è stato introdotto il divieto di mangiare, bere e fumare sulla Grand Place, a cui si avrà accesso limitato. La polizia potrà addirittura chiudere la piazza in caso di affluenza eccessiva.