Top e flopTutte le personalità politiche europee dell’anno, dimenticate quello successivo

Da tempo le classifiche del sito Politico.eu celebrano ogni anno le personalità in grado di influenzare il Continente. Una nomination prestigiosa che, però, ha spesso costituito il canto del cigno. Dopo il quale è arrivata, inesorabile, la caduta

da Politico

Dicembre, tempo di classifiche. Anche per il 2020, come ogni anno, Politico.Eur ha stilato la classifica delle 28 personalità più importanti del Continente, suddividendole in tre categorie: i doers, i disruptor e i sognatori. Negli ultimi 5 anni le classifiche del sito statunitense hanno messo insieme le più importanti personalità europee e non, in grado di influenzare il Continente. Un tentativo di prevedere il futuro inquadrando il meglio del presente, anche se spesso per alcuni la nomination è stata una sorta di canto del cigno, dopo il quale è arrivata, inesorabile, la caduta.

Gli evergreen
In questi cinque anni sono state molte le certezze, coloro che hanno ricevuto più volte menzioni da parte del sito statunitense. Come il premier ungherese Viktor Orban: «È impossibile da ignorare, impresa non facile per un leader di uno Stato da dieci milioni di anime con pochissime risorse naturali. Se lo ami o lo odi, e la maggior parte delle persone fa l’uno e l’altro, gli devi comunque prestare attenzione. L’indifferenza non è un’opzione», scriveva Politico nel 2015. Un’altra figura europea di assoluto rilievo negli ultimi anni è la danese Margrethe Vestager. La commissaria europea alla Concorrenza, diventata con la commissione Von der Leyen anche vicepresidente con delega al digitale, ha combattuto negli anni diverse battaglie per costringere le big tech come Google, Amazon e, da ultimo, anche Apple, a rispettare le regole europee dell’Antitrust.

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, che Politico nel 2019 definiva «scalda sedia» imputandole di «non aver raggiunto risultati importanti nei suoi 15 anni di cancellierato», salvo doversi poi ricredere appena un anno più tardi quando si è chiesto «che fine farà l’Europa quando Mutti (in tedesco “mammina”, soprannome dato alla Merkel nel 2015) se ne sarà andata?». Non manca anche il presidente francese Emmanuel Macron, ricordato da Politico per la sfida ai gilet gialli del 2019, per il suo ruolo europeo durante la pandemia nel 2020 che lo porterà inevitabilmente a essere una figura importante anche nel 2021. «Il presidente francese dovrà decidere cosa vuole veramente: può restare un think tanker o sforzarsi per risolvere i conflitti in Francia e in Europa e costruire un dialogo con la nuova amministrazione americana», scrive Politico nel 2020.

Molti sono stati anche i nomi noti finiti sulla copertina di Politico. Uno di questi è Michael O’Leary, fondatore della compagnia aerea low cost Ryanair. «Nonostante i contrasti con Bruxelles», scriveva Politico nel 2016, «nessun uomo e nessun’azienda ha mai usufruito tanto delle frontiere aperte come Ryanair e nessun altro potrebbe farsi del male con la fine del mercato unico». La scelta del 2016 fu legata al forte impegno anti-Brexit della compagnia e dallo stesso fondatore, ancora ricordato per essersi presentato a un’intervista con una giacca che metteva assieme le bandiere dell’Europa e del Regno Unito.

Un altro volto conosciuto finito nelle liste di Politico è quello di George Soros, spesso agitato come simbolo della globalizzazione dall’estrema destra. Il suo sostegno a favore di attivisti democratici e contro regimi illiberali e politici nazionalisti ha favorito la sua scelta da parte di Politico, che lo aveva inserito nella sua “Class of 2017” per il suo impegno sia negli Stati Uniti, dove aveva appena vinto Donald Trump, che nella sua natia Ungheria, dove invece governava Viktor Orban. Menzione speciale anche per due figure femminili molto discusse in Italia come in Europa: si tratta di Greta Thunberg e Carola Rackete, nominate da Politico nel 2019. Personalità che incarnano due messaggi diversi, in grado però entrambi di far aprire gli occhi all’intera Europa. Mentre la prima «incarna essa stessa il messaggio, rappresentando l’ingiustizia generazionale di chi dovrà convivere con un sistema che verrà deciso oggi da altre persone», la seconda ha riorientato il discorso europeo sui migranti facendo capire, con il suo arresto, «che un simile fenomeno non può essere lasciato ai volontari».

Le sorprese
Accanto a queste figure celebri Politico ha spesso affiancato le sorprese, personaggi della vita di tutti i giorni che, con le loro battaglie, si sono distinti in maniera particolare. È stata sorprendente la scelta nel 2015 di includere la popstar belga Paul Van Haver, meglio nota come Stromae. Nell’anno del successo del suo album “Racine Carrée” Stromae «personifica lo strano mix sociale e culturale del Belgio ed è stato in grado di offrire qualcosa a tutti in un Paese solitamente litigioso. Canta in francese, ha un cognome fiammingo ed è in parte ruandese». Discorso diverso per il pilota siriano Khaled Omar Harrah, membro della Syrian Civil Defense Force e dei volontari White Helmets.
Il suo sforzo per salvare migliaia di bambini dall’orrore della guerra e il suo sacrificio, (è morto infatti in un attacco aereo ad Aleppo mentre salvava altri bambini) gli sono valsi non solo la menzione di Politico per il 2017 ma anche la possibilità di imporre il conflitto siriano nell’agenda dei politici europei. Un’altra storia interessante è quella di Isabel Dos Santos. Figlia dell’ex presidente angolano José Eduardo Dos Santos, Isabel è rapidamente diventata la donna più ricca dell’Africa, con una fortuna di circa 3,2 miliardi di dollari, e ha investito nell’ex madrepatria, il Portogallo, dove ha partecipazioni importanti nel settore bancario, delle telecomunicazioni e dell’energia. 

Gli italiani
In questi cinque anni non sono mancati anche gli italiani: ogni anno Politico ne ha presentato almeno uno. La prima è stata nel 2015 Maria Elena Boschi, allora ministro per le riforme costituzionali del governo Renzi e madre della riforma costituzionale. Nel 2016 è stata la volta di Federica Mogherini, alto rappresentante per gli affari esteri della commissione Juncker, scelta per la sua «capacità di ottenere successi, passando dal dossier sul nucleare iraniano a quello sul Medio Oriente e la Russia». Nel 2017 Politico ha scelto Laura Boldrini: per il sito statunitense l’ex presidente della Camera dei deputati «ha svolto un’importante campagna per dare la giusta visibilità alle donne in politica, spesso ignorate, attirandosi insulti sessisti, commenti misogini e minacce di morte di qualunque genere». Il 2018 e il 2019 sono stati invece gli anni dei due Matteo: prima Salvini, giunto al primo posto tra i 28 della classifica di quell’anno per il suo ruolo all’interno sia del sistema politico italiano che di quello europeo, alla vigilia dell’elezione del Parlamento di Bruxelles. Poi è stata la volta di Renzi, nominato «non solo per essere stato l’artefice dell’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico ma anche per essere la chiave di volta del governo con il suo piccolo partito Italia Viva, di ispirazione macroniana». 

Le meteore
In questi 5 anni sono stati molti i nomi fatti da Politico: alcuni di questi hanno mantenuto o addirittura accresciuto la loro influenza, altri invece si sono rapidamente eclissati. Gli italiani hanno tutti subito una sorta di demansionamento: Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, passati ad Italia Viva, speravano di raccogliere maggiori consensi per il loro partito nel 2020 ma finora l’anno si è rivelato avaro di soddisfazioni. Matteo Salvini, rimasto a capo della Lega Nord, è adesso insediato da Giorgia Meloni come leader del centrodestra: una contesa che ha attirato l’attenzione di Politico che ha incluso la presidente di Fratelli d’Italia nella classifica di quest’anno, escludendo l’ex ministro dell’Interno. Laura Boldrini è tornata a essere una semplice deputata mentre Federica Mogherini, al termine del suo mandato europeo, è diventata rettrice del College of Europe. Se in Germania la stella della Cancelliera, in cima alla lista nella “Class of 2021”, splende ancora, lo stesso non si può dire per Frauke Petry e Christian Lindner. I due leader politici, a capo rispettivamente di Alternative fur Deutschland e dei Liberal Democratici quando Politico li menzionò nel 2016 e nel 2017, oggi sono relegati ai margini del dibattito politico e Petry non ricopre più alcuna carica. Dopo la scelta di Politico del 2015, il cantante Stromae è rapidamente scomparso dalle scene, accusando uno stress psicologico da cui pare essersi ripreso solo recentemente, quando ha annunciato il suo ritorno. Isabel Dos Santos, nominata da Politico nel 2016, è stata accusata a gennaio 2020 di riciclaggio e traffico di influenze illecite. Cadute rovinose le contano anche due nomi illustri del 2019: la mente di Brexit, l’inglese Dominic Cummings, fino a poco tempo fa braccio destro e sinistro del premier Boris Johnson e cacciato pochi giorni fa da Downing Street, e Phil Hogan, commissario irlandese al commercio costretto alle dimissioni per non aver rispettato le norme anti-Covid. Per conoscere il destino della “class of 2021” basterà aspettare 12 mesi.