La mossa dell’arieteRenzi torna protagonista grazie a un Pd incapace di criticare Conte

Il Nazareno non vede di buon occhio l’iniziativa del presidente del Consiglio di estromettere i ministri dalla governance dei fondi europei, delegando tutto a manager controllati da Palazzo Chigi

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Nel giorno del novantacinquesimo compleanno di Arnaldo Forlani, il suo mesto epigono, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha cercato di capire come parare l’offensiva di Matteo Renzi, di nuovo protagonista di un affondo ma più forte di altre volte. Si tratta di non rompere una trama che – lo sanno tutti – è diventata davvero molto fragile, in piena pandemia e dinanzi alla grande partita del NextGenerationEu. Ogni giorno si parla di una crisi di governo o quanto meno di una situazione di pre-crisi in cui minacce vere e spari a salve si intrecciano preoccupando tutti i protagonisti del governo (l’opposizione non mostra di sapersi inserire nelle contraddizioni della maggioranza).

Qualcosa l’avvocato deve fare. Cercare di non dare pretesti al leader di Italia viva che ha (momentaneamente) deposto la bandiera del rimpasto ma ha ben presente altre partite che sono più in là, come quella delle centinaia di nomine in enti pubblici da varare. Renzi vuol più peso, ed è un bel gioco del destino che il politico accusato di voler essere l’uomo solo al comando imputi la medesima accusa all’attuale presidente del Consiglio. D’altra parte è difficile dar torto a Federico Geremicca che sulla Stampa ieri ha scritto «più o meno Conte fa come gli pare», anche grazie a una – come chiamarla? – discontinuità dell’iniziativa altrui.

Il Partito democratico tace o dice cose neutrali, irritato dal movimentismo di Renzi di cui pure coglie qualche ragione, come al solito fa il pompiere. Il Nazareno capisce che l’ex presidente del Consiglio fiorentino ha posto una questione addirittura democratica, ponendo sotto accusa il decisionismo contiano messo in mostra con una governance del NextGenerationEu che di fatto estromette i ministri e innalza una turris eburnea di manager e tecnici con tanti saluti alla politica; oppure ficcando questa materia in un emendamento alla legge di bilancio, come se si trattasse di una cosetta minore e non del principale punto dell’agenda politica del 2021. Ma il Pd non scenderà mai in campo contro Conte, piuttosto preferisce usare Renzi come testa d’ariete.

Proprio su quest’ultimo punto a Linkiesta risulta che il presidente del Consiglio sia diventato più morbido, spinto da alcuni ministri più ragionevoli, ipotizzando la presentazione di un provvedimento ad hoc sulla governance del NextGenerationEu.

Sarebbe un punto a favore di Renzi. Il quale ha già ottenuto di far slittare il Consiglio dei ministri, che si terrà probabilmente giovedì, dopo l’importante giornata parlamentare di oggi, giornata che è diventata molto meno drammatica del previsto dopo che i baldi sovranisti del Movimento Cinque Stelle guidati dalla ex ministra Barbara Lezzi hanno annunciato «il punto di caduta» e cioè che «questa riforma non può considerarsi conclusiva, vista la logica di pacchetto già ribadita dal Parlamento, proprio alla luce delle ultime scelte realizzate in seno alla Ue che descrivono una nuova stagione di necessarie modifiche. A sostenere la profonda modifica del patto di stabilità e crescita prima della sua reintroduzione, la realizzazione dell’Edis» (il Fondo di garanzia europeo su tutti i depositi bancari). Forse non è proprio quella che si definisce volgarmente una supercazzola ma certo si è fatto tanto rumore per nulla. 

Si dimostra una volta di più che il M5S è un formicaio nel quale passa di tutto, un fenomeno inspiegabile al di fuori dalla pazzesca lotta interna che si sta consumando lì dentro. È stata più che sufficiente l’abilità negoziale del ministro Enzo Amendola per chiudere l’accordo e salvare la maggioranza dal naufragio che stava le incombere sulla debole scialuppa dell’esecutivo. Adesso davanti c’è uno scoglio semmai più impervio, la resistenza di Renzi all’accentramento di potere contiano. Se l’avvocato non si arrocca supererà anche questo, altrimenti saranno guai.