Corona EconomyIl sogno dei quattro giorni di lavoro e l’ennesima settimana decisiva per il governo

Nella newsletter di questa settimana: la sperimentazione di Unilever e l’annuncio del governo spagnolo sulle 32 ore lavorative, gli appuntamenti critici per la maggioranza (tra regia per il Recovery Plan, Mes e Consiglio europeo), il neostatalismo della Netflix made in Italy e il rischio di 1 milione di disoccupati nel 2021. E ancora: le acquisizioni miliardarie nel mondo dello smart working e i percorsi di riqualificazione degli americani che hanno perso il posto

(Unsplash)

QUATTRO GIORNI POSSONO BASTARE?
Mentre si calcola che da inizio pandemia i lavoratori da remoto vivono giornate di lavoro ben più lunghe (anche in Italia), con un rischio sempre maggiore di burnout, c’è chi va in direzione opposta e pensa a una settimana lavorativa di soli quattro giorni per affrontare la crisi pandemica.

L’esperimento Unilever ha lanciato l’esperimento in Nuova Zelanda, dove consentirà ai suoi 81 dipendenti di lavorare per quattro giorni alla settimana per un anno intero pur continuando a essere pagati per cinque. Tra un anno, la multinazionale valuterà i risultati e deciderà se allargare l’esperimento a tutti i suoi 155mila lavoratori. «Il nostro obiettivo è misurare le performance, i risultati, non il tempo di lavoro», ha detto il managing director Nick Bangs.

La settimana spagnola In Spagna anche il governo di Pedro Sanchez ha annunciato che sta prendendo in considerazione la possibilità di ridurre a 32 ore la settimana lavorativa. La premier neozelandese Jacinda Ardern, tra le prime a sollevare la questione, lo scorso maggio era tornata a proporla come strumento per risollevare l’economia. Lo stesso ha fatto la premier finlandese. In Gran Bretagna se ne parla da tempo. E la discussione ora si è allargata in tutta Europa.

Lavorare meno, produrre di più Unilever non è la prima azienda a fare un test del genere. Il precedente più famoso risale a 30 anni fa, messo in campo da Volkswagen. Ma un conto è ridurre l’orario in un’azienda, un altro è farlo tramite la legislazione nazionale. E l’equazione secondo cui lavorare meno possa creare nuovi posti di lavoro viene in realtà criticata da molti economisti, che invece sottolineano i benefici che la settimana corta può effettivamente apportare alla produttività. L’anno scorso l’esperimento di Microsoft a Tokyo ha funzionato, con la produttività è aumentata del 39,9% in un mese.

 

PAZIENTE ITALO-EUROPEO
Sette giorni di fuoco Questa sarà una settimana fondamentale per la politica italiana ed europea. Oggi il consiglio dei ministri dovrebbe mettere a punto lo schema per la gestione dei 209 miliardi assegnati all’Italia dal Next Generation Eu. Si parla di una cabina di regia a tre (Conte-Gualtieri-Patuanelli) affiancata da una task force di sei manager e 90 tecnici. Ma Italia Viva si è messa di traverso e dice che non voterà provvedimenti al buio.

Figli delle stelle Poi c’è l’altro grosso scoglio: quello del Mes. Mercoledì 9 dicembre, Conte andrà a riferire in Parlamento prima del Consiglio europeo ed è previsto il voto sulla risoluzione di maggioranza. Non si discute se usare il Mes, ma di approvare la riforma sulla quale Gualtieri ha già detto di sì ai colleghi europei. Ma una cinquantina di Cinque Stelle hanno detto che voteranno no. E, mentre si tratta per convincere i ribelli, Di Maio li avverte: non se ne parla di votare su Rousseau a 24 ore dal vertice europeo più importante degli ultimi anni.

27 meno due Giovedì, infatti, è previsto il Consiglio europeo che dovrà trovare una soluzione per rispondere ai veti di Polonia e Ungheria sul Next Generation Eu. Bruxelles nei giorni scorsi ha fatto la voce grossa dicendo che si andrà avanti anche senza Budapest e Varsavia. Il piano B sarebbe quello di un Recovery a 25.

Compiti a casa Come se non bastasse, a Bruxelles mettono in dubbio pure i fondi in arrivo in Italia su porti e turismo, viste le procedure di infrazione in merito a concessioni balneari ed esenzioni fiscali sulle autorità portuali. In una lettera, la Commissione ha deciso anche di mettere in mora Roma sull’uso dei contratti a tempo nella pubblica amministrazione.

 

ARIA DI CRISI
Non andrà tutto bene Almeno 1 milione di esuberi nel 2021: è la stima che circola sui tavoli del governo – scrive Repubblica – in vista del 31 marzo, quando terminerà il blocco dei licenziamenti stabilito per decreto da inizio pandemia. La ministra Catalfo prenota 7 miliardi del Recovery Plan per il lavoro, ma non si sa bene ancora per far cosa. Mentre l’Istat nei dati di ottobre ha certificato la perdita da febbraio di 420mila posti, di cui più della metà a termine.

Guerra tra poveri Anche i grillini ora ammettono la necessità di una riforma per sdoppiare il reddito di cittadinanza: un assegno andrebbe ai poveri, un altro (più basso) per aiutare chi cerca lavoro. Ma il presidente di Anpal Mimmo Parisi è in Mississippi e ci resterà fino a metà gennaio. Mentre sulla legge di bilancio è guerra di emendamenti tra Cinque Stelle e Pd-LeU: i primi propongono di prorogare il contratto dei navigator fino a fine 2022, i secondi premono sulla stabilizzazione dei precari di Anpal con una procedura semplificata.

Bonus economy Secondo il 54esimo rapporto Censis sulla situazione del Paese, in questi mesi sono stati trasferiti in media 2mila euro a testa a un quarto della popolazione italiana. La pandemia ha creato una spaccatura tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no, spiegano. E nel silenzio generale sono scomparsi 5 milioni di lavoratori in nero.

Modello Inps Da oggi parte la registrazione per il bonus cashback, ma l’app per richiedere il servizio dalle prime ore del mattino è già intasata.

Braccio di ferro A due giorni dallo sciopero del pubblico impiego previsto per il 9 dicembre, la ministra Dadone ha convocato i sindacati per il 10 dicembre. Le sigle confermano lo sciopero e rispondono: “Poteva chiamarci prima”. Ma davvero gli stipendi dei dipendenti pubblici sono troppo bassi? No, secondo l’Osservatorio Conti Pubblici Italiani.

Qualcosa di sinistra Contro la proposta di una patrimoniale avanzata con il contestato emendamento di Orfini e Fratoianni alla legge di bilancio, il senatore del Pd Tommaso Nanncini su Linkiesta avanza invece l’idea di una riforma del catasto.

 

CAPITALISMO DI STATO
Neostatalismo allo sportello Dopo l’addio di Mustier a Unicredit, la possibilità che piazza Gae Aulenti possa comprare Mps e risolvere un problema al Tesoro si è fatta più concreta. Il presidente designato Padoan esclude che il banchiere francese sia andato via per il Monte dei Paschi. Il percorso in realtà non è così in discesa come sembra.

Netflix di Stato La nuova piattaforma per la cultura italiana, annunciata dal ministro Franceschini, nascerà a gennaio. Cdp investirà 10 milioni e avrà il 51%, l’altro 49% sarà di Chili spa. La domanda è: perché si appoggia a una piattaforma privata Chili e non a quella pubblica di RaiPlay? I Cinque Stelle hanno già presentato un’interrogazione.

Patto d’acciaio Dopo la firma del memorandum tra Invitalia e ArcelorMittal sul futuro dell’Ilva di Taranto, Comune e Regione chiedono un accordo di programma per la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria e convocano un tavolo per il prossimo 9 dicembre. Ma i sindacati non sono d’accordo. Giovedì i vertici italiani di Mittal saranno in audizione alla Camera.

La saga continua Oltre alla due diligence su Aspi, in questi giorni Cdp sta tirando le fila della sua cordata, che comprende Blackstone e Macquarie, mentre si fa più concreta l’ipotesi di un’alleanza con F2i. Entro il 15 dicembre Atlantia deve convocare l’assemblea per la scissione, operazione funzionale al disimpegno da Aspi previsto dagli accordi col governo di metà luglio.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Gigante americano Nel mese di novembre, negli Stati Uniti, si è registrato un aumento di 245mila nuovi posti di lavoro, poco più della metà del previsto. Preoccupante è anche il continuo aumento degli americani che hanno perso il lavoro in modo permanente: 3,7 milioni, raddoppiati rispetto ad aprile. Ma ci sono enormi differenze tra gli Stati.

Smart working d’oro Salesforce ha annunciato che comprerà Slack per 27,7 miliardi di dollari. È la prova che le big americane scommettono sul futuro del lavoro a distanza, scrivono da Axios. Ma non sarà l’unica acquisizione nel filone della work-from-home economy, dice il New York Times: i prossimi sono Airtable, Asana, Box, DocuSign, Dropbox e Smartsheet.

Post-Covid Economy Il New York Times racconta come i lavoratori americani si stiano formando e riqualificando in vista dei numerosi cambi di carriera. Milioni di posti di lavoro, soprattutto nei servizi, potrebbero non tornare più.

Il lavoro che verrà Laurea e abilità tecniche non basteranno più, spiegano dal World Economic Forum. Le aziende richiedono capacità di problem solving, attenzione ai dettagli e abilità comunicative, anche senza il “pezzo di carta”.

 

PROMEMORIA Domani arrivano i dati sul Pil dell’Eurozona. Mercoledì Conte riferisce alle Camere in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre. Giovedì occhi puntati sulla riunione di politica monetaria della Bce. Venerdì l’Istat diffonde i dati sulla produzione industriale di ottobre e sul mercato del lavoro del terzo trimestre.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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