Sulla buona stradaLe emissioni di gas a effetto serra dell’Ue sono scese al livello più basso degli ultimi 30 anni

I dati pubblicati nella relazione "Kick-Starting the Journey Towards A Climate Neutral Europe" fanno ben sperare perché testimoniano che obiettivi ambizioni e a lungo termine possono essere raggiunti. Aprendo così la strada a un’Europa climaticamente neutrale entro il 2050

Pixabay

Durante il 2019, e in un periodo antecedente alle ripercussioni della pandemia Covid-19, nei 27 Paesi dell’Unione europea le emissioni climalteranti sono diminuite del 3,7% – un calo del 24% se rapportato ai livelli del 1990. Parallelamente, il Pil è cresciuto dell’1,5%. Questi sono alcuni dei dati proposti nella relazione Kick-Starting the Journey Towards A Climate Neutral Europe adottata dalla Commissione europea e pubblicata il 30 novembre.

Sembra che il continente sia sulla buona strada per raggiungere due dei suoi tre obiettivi climatici ed energetici fissati per il 2020. Rispettivamente, la riduzione delle emissioni a effetto serra e l’incremento delle energie rinnovabili. Per quanto riguarda la terza meta, ovvero l’abbattimento del consumo di energia, è ancora troppo presto per poter proporre previsioni affidabili.

In ogni modo, si tratta di dati che fanno ben sperare, perché testimoniano che obiettivi ambizioni e a lungo termine possono essere raggiunti. Aprendo così la strada a un’Europa climaticamente neutrale entro il 2050.

Scendendo nel dettaglio del primo obiettivo, le emissioni che hanno registrato il calo più importante nel 2019 sono quelle coperte dal sistema di scambio di quote di emissione (Eu Ets): il 9,1%, pari a circa 152 milioni di tonnellate di biossido di carbonio equivalente (Mt CO2eq), rispetto al 2018. Questo importante traguardo è stato tagliato grazie soprattutto all’abbattimento del 15% delle emissioni nel settore dell’energia elettrica: la sua produzione dipende sempre più da fonti rinnovabili e gas anziché dal carbone. Le emissioni generate dall’industria sono invece diminuite di quasi il 2%. Per contro, quelle indotte dal trasporto aereo hanno registrato un lieve aumento (dell’1%).

«L’Unione europea – ha dichiarato il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans – dimostra che è possibile ridurre le emissioni e far crescere l’economia. Tuttavia, la relazione di oggi conferma ancora una volta che occorre moltiplicare gli sforzi in tutti i settori dell’economia per raggiungere l’obiettivo comune della neutralità climatica entro il 2050. La transizione è possibile se manteniamo l’impegno e cogliamo le opportunità della ripresa per rilanciare l’economia in modo più verde e resiliente per creare un futuro sano e sostenibile per tutti».

Riguardo il secondo obiettivo che l’Unione si è posta, nel 2019 i Paesi europei hanno raggiunto una quota totale di energia consumata da fonti rinnovabili del 19,4%, portandosi sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di quota minima del 20% entro il 2020. «Mentre le quote di elettricità, riscaldamento e raffreddamento fornite dalle energie rinnovabili hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo generale europeo, il raggiungimento dell’obiettivo del 10% del fabbisogno energetico per i trasporti fornito da fonti rinnovabili entro il 2020 rimane debole», si legge nella nota dell’Agenza europea dell’ambiente (Eea) che introduce la relazione Trends and projections in Europe 2020. Secondo le stime preliminari dell’Eea, 14 Stati sono chiamati a impegnarsi di più in questo settore per partecipare al raggiungimento della meta: si tratta Austria, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

Per quanto riguarda invece il terzo traguardo, raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica entro il 2020, gli sforzi non sono ancora sufficienti. Solo nove Stati, infatti, sono sulla buona strada per abbattere la propria richiesta energetica. Si tratta di Finlandia, Grecia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna.

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