Reputazione continentaleCome i giornali europei hanno commentato la nomina di Draghi

In Germania i quotidiani esaltano la discrezione del presidente del Consiglio incaricato, ricordando però alcune critiche quando dirigeva la Banca centrale europea, in Francia lo definiscono «Il super-banchiere che fa ancora sognare l’élite». Mentre nei Paessi Bassi sono convinti che il prestigio di cui gode renderà difficile per i partiti italiani dirgli di no

LaPresse

La mattina del 3 febbraio Mario Draghi, dopo il colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, ha accettato con riserva l’incarico di formare un nuovo governo. «Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese»: sono questi gli obiettivi che l’ex presidente della Banca centrale europea ha individuato e che spera di raggiungere una volta ottenuta la fiducia da parte delle forze politiche italiane. 

Subito dopo l’accettazione ufficiale dell’incarico, sono arrivati i primi commenti dalla Commissione europea: «Naturalmente è una decisione dell’Italia e delle sue istituzioni democratiche, ma non sarà una grossa sorpresa se dico che Mario Draghi è rispettato e ammirato a Bruxelles e altrove», ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, durante una videoconferenza stampa.

All’estero si guarda con attenzione a quanto accade in Italia e nei diversi quotidiani stranieri è facile trovare alcuni aggettivi ricorrenti usati per descrivere il nuovo presidente del Consiglio incaricato. In Francia Le Monde e Les Echos sottolineano il ruolo che Draghi ebbe durante la crisi dell’euro. Il primo definisce il premier incaricato «il salvatore della zona euro nel 2012, un uomo noto per la sua discrezione, la sua serietà e la sua determinazione». Sulla stessa linea è il ritratto de Les Echos, che in un articolo sulla nomina di Draghi rimanda a un profilo pubblicato alcuni mesi prima e intitolato «Il super-banchiere che fa ancora sognare l’élite». Il giornale francese, in virtù della sua anima economica, sottolinea anche la reazione dei mercati, che «salutano il ritorno politico di Draghi in Italia».

In Spagna è lusinghiero il ritratto de El Pais, secondo cui Roma potrebbe lasciarsi alle spalle una crisi «inutile» grazie ad «uno degli uomini che gode di maggiore appoggio e prestigio oggi in Italia». Draghi è descritto come «l’equilibrista che salvò l’euro» e la stessa Spagna, nonché una delle poche figure «che gode di un ampio consenso tra i partiti politici, inclusa la destra». Non a caso l’articolo si intitola: «L’Italia confida in Mario Draghi per uscire dalla crisi».

Deutsche Welle ricorda invece le critiche che erano state mosse a Draghi dai banchieri e dai media tedeschi durante la sua presidenza alla Bce, durante la quale ha avuto il «ben poco invidiabile compito di imporre condizioni spesso difficili sui Paesi del Sud Europa necessari a fermare il default». Il suo lavoro, continua DW, gli è valso l’appellativo di Super-Mario in alcuni ambienti, ma non in altri a lui più ostili, soprattutto in Germania. Frankfurter Allgemeine Zeitung si concentra invece sulla discrezione di Draghi una volta concluso il suo incarico in Europa – «Non ha preso parte ai dibattiti politici ed è stato visto raramente in pubblico» – definendolo il «banchiere che dovrebbe salvare l’Italia». 

Tra i primi a definire l’ex governatore “Super Mario” è stato il britannico Times, secondo cui Draghi, dopo aver salvato l’euro, corre adesso in aiuto dell’Italia in un momento particolarmente difficile per il Paese. Anche il Guardian usa lo stesso appellativo per descrivere il presidente del Consiglio incaricato, specificando che adesso il suo compito sarà quello di convincere i partiti politici ad appoggiarlo per poter gestire la crisi sanitaria ed economica. Il giornale britannico chiude citando un commento di Massimo Giannini, che su La Stampa definisce «una speranza» l’affidamento dell’incarico a Draghi. 

Ottimisti sono anche gli articoli pubblicati sui media dei Paesi Bassi. De Volkskrant definisce l’ex presidente della Bce «il primo ministro di un governo di unità nazionale, che aiuterà l’Italia a uscire dalla pandemia nei prossimi mesi». Un parere condiviso anche da NRC Handelsblad, secondo cui il prestigio di cui Draghi gode «rende difficile per i partiti politici dirgli di no». Definito «l’uomo che ha salvato l’Europa», è considerato la scelta giusta per «rispondere in modo più efficace rispetto alla coalizione uscente ai problemi che derivano dalla pandemia».

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