Bye bye AmericaEcco perché l’Italia attira i ricchi in fuga da New York

Grazie a un regime fiscale con basse aliquote, solo nel 2019 ben 421 super-facoltosi hanno trasferito la loro residenza nel nostro Paese, versando nelle casse dello Stato circa 42 milioni di euro. Un risultato che potrebbe attrarre in questo momento storico i molti imprenditori che stanno lasciando la Grande mela

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Tre anni fa l’Italia ha introdotto un regime fiscale progettato per attrarre i super-ricchi, ai quali è richiesto di pagare una tassa annuale di 100.000 euro. Nel suo primo anno, questo regime ha avuto solo 99 beneficiari, un numero che da allora è più che quadruplicato. Nell’anno fiscale 2019, il più recente per il quale sono disponibili i dati, 421 individui super-ricchi hanno ceduto alla politica fiscale allettante dell’Italia e vi hanno trasferito la loro residenza. 

La “flat tax”, più correttamente un’imposta fissa, è applicabile fino a un massimo di 15 anni e sostituisce l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sui redditi guadagnati all’estero, il che aiuta a spiegare perché dovrebbe essere così attraente per coloro che hanno beni e imprese fuori dall’Italia. Nel 2019, i 421 super-ricchi beneficiari del nuovo regime fiscale hanno contribuito alle casse dell’Italia con circa 42 milioni di euro – più un importo sconosciuto legato ai membri delle famiglie.

Non è molto, ma l’Italia non ha introdotto la sua tassa fissa per generare significative entrate fiscali dai redditi. La tassa è invece stata pensata per attrarre i super-ricchi dal momento che spendono di più in beni di lusso, il che ha un impatto positivo sull’Iva. I politici sperano anche che la prima ondata di super-ricchi attiri ancora più persone nel Paese, con tutti i benefici che questo comporta. Forse l’aspetto più importante del nuovo regime fiscale è il suo effetto psicologico – e questo viene spesso trascurato. Una volta che un paese si dimostra ospitale o inospitale, la voce si diffonde presto tra la comunità dei super-ricchi.

Prendete la Germania, per esempio. Molte persone con cospicui patrimoni non sono tanto infastidite dalla pressione fiscale quanto dall’atmosfera sociale a loro ostile. I media e i discorsi politici ritraggono costantemente i ricchi sotto una luce negativa. Nel 2015, la Germania ha spalancato le porte ai poveri di tutto il mondo, ma i ricchi rimangono sgraditi. Negli ultimi anni frequenti inchieste dei media hanno certificato come diverse migliaia di milionari lascino la Germania ogni anno – molti, per esempio, si trasferiscono in Svizzera. E se i tre principali partiti di sinistra tedeschi (SPD, Verdi e Die Linke) dovessero vincere le elezioni generali di quest’autunno, molti di più abbandoneranno la Germania. 

New York si sta inimicando i ricchi
Anche a New York, la città con il maggior numero di miliardari del mondo nel 2020, l’interesse della politica si è rivolto verso i ricchi. Un esempio del recente cambiamento riguarda la politica abitativa della città, che regola sempre più questo mercato. Democratici di sinistra come la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez stanno conducendo una campagna contro i ricchi. La pandemia Covid-19 ha inoltre visto i ricchi come capri espiatori: una varietà di media statunitensi ha regolarmente pubblicato storie sensazionalistiche sull’esodo dei ricchi che lasciano New York per sfuggire al coronavirus. 

Ma nella storia dei ricchi che fuggono da New York c’è molto di più del Covid-19. Il Financial Times ha recentemente pubblicato un articolo dal titolo “Big money ditches New York, moves family to Palm Beach” riportando che il centro di gravità del mondo degli hedge fund, private equity e family office si sta sempre più spostando in Florida. Più precisamente, a Palm Beach e West Palm Beach. «Lo spostamento di questa “industria” era già iniziato», ha detto un investitore di Palm Beach.

Certo, la partenza non è qualcosa che i money manager vogliono pubblicizzare. Per esempio, quando Elliott Management ha annunciato l’espansione del suo ufficio a West Palm Beach, l’azienda ha sottolineato che avrebbe mantenuto i suoi uffici a New York e aperto alcuni spazi a Greenwich, Connecticut. Il giornale cita anche un ricco manager di hedge fund che ha detto: «Non vogliamo attirare l’attenzione sul fatto che le nostre persone migliori si stanno trasferendo. Ma dopo la fine di marzo, chiunque, dal manager di portafoglio in su, avrà le sue chiavi elettroniche disabilitate per l’ufficio di New York». 

Paradossalmente, una ragione per cui i ricchi hanno lasciato New York in così gran numero è la riforma fiscale di Trump, che è stata generalmente molto positiva, ma che ha avuto un rovescio della medaglia per i newyorkesi. Prima della riforma i contribuenti erano in grado di dedurre le tasse statali molto alte di New York dalle loro tasse federali, cosa che non è più permessa dalle riforme di Trump. I residenti più ricchi di New York hanno sopportato il peso delle alte tasse della città, quindi non è forse così sorprendente che abbiano reagito trasferendosi nelle soleggiate (e più favorevole fiscalmente) Florida o Texas.

E la portata dell’esodo non è solo evidente dalle statistiche fiscali, ma anche da altri indicatori. Alla Palm Beach Day Academy, una delle scuole private più esclusive della Florida, per esempio, le domande sono aumentate del 124% durante il periodo di picco della pandemia, da marzo a settembre 2020 – e quasi la metà dei nuovi studenti della scuola provengono da New York City e dai suoi sobborghi circostanti. 

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