ElfstedentochtLa maratona che i Paesi Bassi aspettano da 24 anni

Il giro delle undici città è una gara di pattinaggio della tradizione olandese: si svolge su canali, fiumi e laghi ghiacciati, e ha bisogno di condizioni climatiche particolari che non si verificano sempre. Potrebbero esserci nei prossimi giorni, ma gli organizzatori dicono che a causa della pandemia non si svolgerà

Elfstedentocht del 1986/Wikimedia Commons

Nei Paesi Bassi negli ultimi giorni il pattinaggio è uno dei principali argomenti di discussione sui giornali, sui social, più o meno ovunque. È uno degli sport nazionali più amati, ma non se ne parla solo perché la città di Heerenveen è diventata la principale sede delle competizioni di speed skating: la bolla del Thialf – l’arena cittadina – ha ospitato gli Europei a gennaio e oggi iniziano i Mondiali.

A rubare la scena, però, è soprattutto una tradizione popolare secolare. L’Elfstedentocht è una maratona di pattinaggio sul ghiaccio che si corre su canali, laghi e fiumi gelati. Si disputa in undici città della Frisia – il nome Elfstedentocht significa “giro delle undici città”: la gara inizia sempre alle 5:30 del mattino a Leeuwarden, capoluogo della Frisia. Da lì procede in un percorso circolare di 199 chilometri toccando undici città storiche della Frisia: Sneek, IJlst, Sloten, Stavoren, Hindeloopen, Workum, Bolsward, Harlingen, Franeker, Dokkum.

L’Elfstedentocht è diventata una competizione ufficiale oltre un secolo fa, nel 1909. Ma c’è bisogno di determinate condizioni meteorologiche perché abbia luogo una maratona tanto particolare: il ghiaccio deve essere spesso almeno 15 centimetri lungo tutto il percorso per poter correre in sicurezza, quindi c’è bisogno di una temperatura di circa -10 gradi centigradi per qualche giorno.

Per questo motivo i requisiti minimi sono rispettati piuttosto raramente e l’ambizione di ripetere la corsa ogni anno è sfumata molto presto: l’ultima volta che la maratona si è svolta è stato nel 1997; in totale in poco più di 110 anni ha avuto luogo 15 volte – meno di una ogni sette anni – e in futuro potrebbe diventare sempre meno frequente a causa del riscaldamento globale.

Per i cittadini dei Paesi Bassi l’Elfstedentocht sta diventando una specie di ossessione: ogni anno sperano che le temperature invernali creino le condizioni per la gara, a cui parteciperebbero migliaia di persone, professionisti compresi.

Proprio quest’anno, a metà febbraio, il ghiaccio potrebbe raggiungere lo spessore giusto. Ma la Koninklijke Vereniging De Friesche Elf Steden, l’associazione che gestisce la competizione, ha frenato gli entusiasmi. «Stiamo parlando di un tour che conta tra 1 e 1,5 milioni di visitatori, 25mila partecipanti, migliaia di volontari e metà dei Paesi Bassi in trasferta. Chiunque può rendersi conto che una cosa del genere non è possibile farla ora, nel pieno di una pandemia», ha detto il presidente Wiebe Wieling al quotidiano olandese Nos.

Ma un’attesa lunga 24 anni e l’hype generato da questa grossa opportunità stanno attirando diverse critiche verso l’organizzazione. Sven Kramer, una delle star del pattinaggio olandese – che ha appena saltato gli Europei di Heerenveen -, ha definito «prematura» la decisione di cancellare così presto l’evento.

L’ex pattinatore Erben Wennemars – due bronzi olimpici e diversi ori mondiali – ha pubblicato un articolo sul quotidiano nazionale Ad in cui ha definito l’opportunità di un Elfstedentocht in tempo di pandemia come sinonimo di resilienza, coraggio e speranza: «Nei Paesi Bassi, appena inizia a congelare un po’, la gente sogna. È molto tempo che diciamo che non ci sarebbe mai stato un altro Elfstedentocht, a causa del riscaldamento globale. Ma quel clima che stiamo aspettando sembra esserci. È un peccato che le speranze vengano spente in anticipo».

L’ex ciclista Thijs Zonneveld ha proposto una soluzione alternativa: «Basta guardare il Giro delle Fiandre dello scorso anno: non c’era il pubblico, ma la competizione si è svolta lo stesso. Se è stato possibile lì, è possibile anche in Frisia. Naturalmente solo per i professionisti».

Il primo ministro Mark Rutte lunedì scorso aveva avanzato l’ipotesi della creazione di una bolla, sulla falsa riga degli Europei di Heerenveen.

«Un Elfstedentocht con pubblico, non è possibile. Dobbiamo pensare alla sicurezza e avere un milione di persone raccolte per un evento non si può fare», ha detto Rutte. Allora la proposta più concreta al momento potrebbe essere proprio quella di autorizzare una corsa con 120 top skater, creando una sorta di bolla in cui sarebbero ammesse in totale poco più di 200 persone per volta, con tamponi e test a tappeto. Ma resta ancora da capire come isolare una manifestazione che si svolge lungo 199 chilometri.

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