Contro il populismo A Milano è nato il super circolo Pd dei riformisti

Il club della Pallacorda si è unito a Meriti & Bisogni, con il sostegno di EconDem e Tombon. La nuova corrente liberaldemocratica del Partito ha come obiettivo rilanciare il pensiero riformista a partire dalla città lombarda, dal governo Draghi e da Enrico Letta (e da Renzi)

Vincenzo Livieri - LaPress

«Cari amici della Pallacorda, siamo felici di comunicarvi che da oggi il nostro Circolo si fonderà con il Circolo Pd Meriti & Bisogni». Esordisce così il messaggio pubblicato sulla pagina social del circolo milanese della Pallacorda a firma di Gioele Leone, il segretario della divisione. «Il progetto avrà il supporto dei Circoli Pd EconDem e Tombon che, pur nella loro autonomia, stabiliranno la loro sede presso il Circolo della Pallacorda».

Nella scia dell’insediamento al Nazareno di Enrico Letta come nuovo segretario generale del Partito democratico, a Milano si assiste a una fusione del centrosinistra. Il circolo della Pallacorda, laboratorio d’idee liberal-riformiste, si unirà al circolo Meriti e Bisogni (fondato da Sergio Scalpelli). Mentre altre due sezioni tematiche d’ispirazione riformista – Econdem e il Tombon – saranno ospitati nella stessa sede di corso Magenta.

«Il progetto nel suo insieme avrà il ruolo di dare supporto al Pd Milano Metropolitana, rilanciando il pensiero riformista a partire dalla nostra Città per riavvicinare coloro che si sono allontanati dal nostro Partito per la mancanza, in questi ultimi anni, di una linea politica chiara a livello nazionale», si legge ancora nel post. «Una riorganizzazione che non vuole essere tattica ma solo politica», dice al Corriere Marco Sala, membro della segreteria metropolitana del partito (e direttore generale de Linkiesta).

I componenti di questa nuova ala riformista si definiscono «renziani rimasti nel Pd» e hanno l’obiettivo di dare avvio a un laboratorio politico per immaginare una visione di Milano e dell’Italia. «Siamo convinti che da Milano possa prendere avvio l’elaborazione di una nuova agenda caratterizzata da proposte riformiste e innovative che possano offrire risposte adeguate al grave momento che stiamo vivendo», si legge nel documento della Pallacorda.

Il super-circolo potrà contare su 200 iscritti, tra cui supporter illustri come Carlo Cerami e Simone Dragone, l’ex migliorista Massimo Ferlini, e Tommaso Nannicini, Irene Tinagli, Pietro Ichino e il presidente del Pat Maurizio Carrara.

Il progetto mira anche a fornire un sostegno al Partito centrale. «È necessario che il Partito a livello centrale – si legge nel paper – attraverso scelte politiche dotate di forza autonoma che facciano riscoprire la propria vocazione maggioritaria e di governo, rimetta al centro del dibattito e dell’azione politica, non solo a parole, temi quali sviluppo economico, sostenibilità ambientale, digitale, lavoro, riforma della pubblica amministrazione e del codice degli appalti, giustizia, diritti e lotta alle diseguaglianze per far tornare l’Italia a correre verso il futuro».

«Vogliamo riavvicinare quelli a cui il Pd ha smesso di parlare», aggiunge Marco Sala al Corriere. «Siamo contenti che sia arrivato Letta perché correggerà le sbandate populiste di Zingaretti e Bettini e rimetterà il partito in carreggiata sull’agenda Draghi», aggiunge.

Le altre priorità presenti nel documento programmatico riguardano anche l’europeismo e la sostenibilità ambientale. Il nuovo super-circolo chiede una maggiore attenzione da parte della direzione centrale su questi argomenti, «in un’ottica profondamente innovatrice e progressista, altrimenti il rischio sarebbe quello di rimanere sterilmente portabandiera di valori sì universali ma di certo non necessariamente di sinistra e tantomeno riformisti».

Anche alla luce dell’attuale tragedia pandemica e del nuovo ciclo iniziato con Mario Draghi: «La conclusione dell’esperienza del Governo Conte e l’apertura della fase Draghi, consegna al Pd la responsabilità di restituire alla politica il ruolo più alto per uscire da sovranismi, populismi e giustizialismi che hanno minato il sistema istituzionale democratico», si legge nel documento.

Infine, i riflettori si accennando anche su Milano: «Siamo cittadini che credono in una Milano sempre più europea e inclusiva, meritocratica e all’avanguardia, che sappia valorizzare i propri talenti ed eccellenze, che sia sempre al fianco dei più deboli e garantisca parità di servizi ai cittadini tra centro e periferia. Nutriamo l’auspicio che altri Circoli si uniscano a questo progetto nelle forme che reputeranno più opportune. La Pallacorda sarà la casa di tutti quelli che vorranno condividere con noi questi obiettivi», spiega il documento.

Quanto al rapporto con Beppe Sala, «è un bene che abbia scelto un partito ed è positivo che la coalizione lavori ancora di più sull’ambiente. Ma per noi la priorità è la crescita, perché se non si crea sviluppo, non si può fare redistribuzione», si legge sul quotidiano milanese. Ma perché non aderire direttamente a Italia viva? «Perché il Pd ha più competenze e meno personalismi. E ha molte più chance di realizzare l’agenda riformista di quante ne abbia un piccolo partito a carattere personale», conclude Marco Sala.