Più biodiversità Il piano della Commissione per promuovere la produzione biologica

Bruxelles vuole passare dall’attuale 8,5% al 25% di campi agricoli coltivati biologicamente entro il 2030. Per farlo incentiverà 23 azioni che ruotano intorno a tre punti fermi: dare impulso ai consumi, aumentare la produzione e migliorare ulteriormente la sostenibilità del settore

Pixabay

Destinare, entro il 2030, il 25% dei terreni agricoli all’agricoltura biologica (oggi l’8,5%) aumentando, parallelamente, l’acquacoltura biologica. È questo l’obiettivo centrale del piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica presentato dalla Commissione europea il 25 marzo.

Il progetto, il cui obiettivo rientrava già nelle raccomandazioni agli Stati membri relative ai rispettivi piani strategici Pac pubblicate nel dicembre 2020, tiene conto dei risultati di una consultazione pubblica dell’autunno 2020 incentrata su agricoltura e sviluppo rurale.

Ad oggi, sono significative le differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda la quota di terreni agricoli coltivati in questo modo: la forbice oscilla tra lo 0,5% e il 25%. Così, Commissione intende incoraggiare i Paesi a sviluppare piani d’azione nazionali, per aumentare la loro quota di agricoltura biologica, che integreranno i piani strategici nazionali della Pac.

«La produzione biologica – si legge in una nota della Commissione – presenta una serie di importanti vantaggi: i campi biologici hanno circa il 30% in più di biodiversità, gli animali d’allevamento biologico godono di un grado più elevato di benessere degli animali e prendono meno antibiotici, gli agricoltori biologici hanno redditi più elevati e sono più resilienti, e i consumatori sanno esattamente cosa stanno ottenendo grazie al logo biologico dell’Unione. Il piano d’azione è in linea con il Green Deal europeo e con le strategie Farm to Fork e Biodiversità».

Dare impulso ai consumi, aumentare la produzione e migliorare ulteriormente la sostenibilità del settore sono i tre assi attorno a cui si svilupperanno le 23 azioni previste dal piano per garantire una crescita equilibrata del settore, che dal 2009 al 2019 ha registrato un incremento del 66% passando da 8,3 milioni di ettari a 13,8 milioni.

Secondo la Commissione, il crescente consumo di prodotti biologici sarà fondamentale per incoraggiare gli agricoltori a convertirsi all’agricoltura biologica e, così, aumentare la loro redditività e resilienza. «Per questo – continua la nota -, il piano d’azione propone azioni volte a stimolare la domanda, mantenere la fiducia dei consumatori e avvicinare gli alimenti biologici ai cittadini. Tra queste, investire in informazione e comunicazione sulla produzione biologica, promuovere il consumo di prodotti biologici, stimolare un maggiore uso di sostanze biologiche nelle mense pubbliche attraverso gli appalti pubblici e aumentare la distribuzione di prodotti biologici nell’ambito del programma scolastico dell’Unione».

Lo stesso settore privato, si specifica nella nota, può svolgere un ruolo significativo, per esempio premiando i dipendenti con “bio-assegni”, da utilizzare per l’acquisto di alimenti biologici.

Aumentare la produzione della superficie agricola europea coltivata biologicamente sarà possibile grazie al supporto della Pac, che sosterrà la conversione: attualmente l’1,8% (7,5 miliardi) della Politica agricola comune è destinato proprio a questo. «La futura Pac – specifica la Commissione – comprenderà ecosistemi che saranno sostenuti da un bilancio di 38-58 miliardi di euro, per il periodo 2023-2027, a seconda dell’esito dei negoziati della Pac».

Per sensibilizzare sulla produzione biologica, la Commissione organizzerà una Giornata del biologico annuale dell’Unione e premi nella catena alimentare biologica per riconoscere l’eccellenza in tutte le fasi della catena alimentare biologica.

La Commissione incoraggerà inoltre lo sviluppo di reti di turismo biologico attraverso i biodistretti, ovvero le aree in cui agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e autorità pubbliche cooperano per una gestione sostenibile delle risorse locali, basata su principi e pratiche organiche.

Con il terzo pilastro, quello della sostenibilità, l’istituzione europea vuole migliorare le prestazioni dell’agricoltura biologica tutelando maggiormente il benessere degli animali, garantendo la disponibilità di sementi biologiche, riducendo l’impronta di carbonio nel settore e l’uso di plastica, acqua ed energia.

«La Commissione – si legge nella nota – intende inoltre aumentare la quota di ricerca e innovazione (R&I) e dedicare almeno il 30% del bilancio per azioni di ricerca e innovazione nel settore agricolo, forestale e rurale a temi specifici o rilevanti per il settore biologico. La Commissione seguirà da vicino i progressi compiuti attraverso un follow-up annuale con i rappresentanti del Parlamento europeo, degli Stati membri e delle parti interessate, attraverso relazioni semestrali sui progressi compiuti e una revisione intermedia».

«Il settore biologico è riconosciuto per le sue pratiche sostenibili e l’uso delle risorse, dando il suo ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal – ha dichiarato Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura – Per raggiungere l’obiettivo del 25 per cento dell’agricoltura biologica, dobbiamo garantire che la domanda favorisca la crescita del settore, tenendo conto nel contempo delle differenze significative tra i settori biologici di ciascuno Stato membro. Il piano d’azione organico fornisce strumenti e idee per accompagnare una crescita equilibrata del settore. Lo sviluppo sarà sostenuto dalla politica agricola comune, dalla ricerca e dall’innovazione, nonché da una stretta cooperazione con i principali attori a livello dell’Unione europea, nazionale e locale».

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