Salvini entusiasta, Berlusconi chissàA Milano il centrodestra sta pensando di candidare Albertini contro Beppe Sala

Vertice tra l’ex sindaco e il leader leghista, con telefonata al Cavaliere, dopo un sondaggio che lo darebbe in vantaggio rispetto a Sala. Salvini lo spinge, così come anche Meloni, ma il sostegno del fondatore di Forza Italia non sembra esserci del tutto

LaPresse

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi stanno seriamente valutando l’ipotesi di candidare a sindaco di Milano Gabriele Albertini, l’artefice della rinascita post Tangentopoli del capoluogo lombardo, oggi guidato con mano sicura dal neoambientalista Beppe Sala. Ci stanno pensando talmente sul serio che ieri Salvini e Berlusconi ne hanno parlato con lo stesso Albertini.

Da giorni in città circolano sondaggi molto favorevoli ad Albertini, un sindaco amato durante i suoi due mandati, 1997-2006, e poi abbastanza dimenticato nonostante sia l’artefice di quello sviluppo urbanistico della città che, con l’Expo di Letizia Moratti e di Beppe Sala, ha decretato il successo internazionale pre pandemico di Milano. 

Secondo questi sondaggi, Albertini sarebbe l’unico dei possibili candidati del centrodestra in grado di battere l’attuale sindaco Sala. L’ultima rilevazione, condotta a fine marzo da Eumetra, dà Albertini in vantaggio su Sala in un eventuale ballottaggio, 49 per cento a 48, con un tre per cento di indecisi. Sala batterebbe invece tutti gli altri candidati sondati, da Paolo Del Debbio a Maurizio Lupi, fino a Roberto Rasia, Regina De Albertis e Simone Crolla. 

Salvini ieri ha assicurato il suo sostegno, e quello di Giorgia Meloni, all’ex sindaco di Forza Italia, il quale però ha chiesto al leader leghista se ne avesse parlato anche con Silvio Berlusconi. A quel punto Salvini ha telefonato al Cavaliere, perorando la causa di Albertini tra lo stupore di Berlusconi, apparentemente ignaro di questi sondaggi così favorevoli al suo ex sindaco. Berlusconi ha promesso di commissionare ai suoi sondaggisti più fidati un’indagine sulle possibilità reali di Albertini, una formula che secondo i berlusconologi spesso è il modo cortese del Cavaliere di dire di no. 

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